Open Studios 2018 | Porte Aperte All’evento Del Premio Villa Romana

di GRIOT - Pubblicato il 31/08/2018

Con il titolo Would Have Been, OPEN STUDIOS 2018 presenta una serata di performance, sound art, film, fotografia, pittura e installazioni dedicate all’invisibile, al pensiero speculativo e alternativo intesi come contromisure dell’immaginazione.

Per Lerato Shadi, Jeewi Lee, Christophe Ndabananiye e Viron Erol Vert, gli artisti vincitori del Premio Villa Romana 2018, Would Have Been – Avrebbe Potuto Essere – allude a visioni e possibilità future nel passato. Perché non riusciamo più a pensare al futuro senza mettere paletti o chiedere garanzie di immutabilità?

Le riflessioni di Would Have Been rendono possibile il superamento dei confini spazio-temporali, la presenza del passato nel presente e sulle sue tracce, la costruzione di un nuovo futuro. Adottare prospettive ibride e transculturali fa emergere altre realtà parallele. Ognuno costruisce via via la propria realtà, esistono miliardi di micro-universi paralleli. Il mondo è fatto di tutte le idee che si hanno del mondo. L’immaginazione ha molte fonti e tecniche a sua disposizione.

Lerato Shadi, nata nel 1979 a Mafikeng, in Sudafrica, vive e lavora tra Berlino e Johannesburg. La sua pratica artistica si concentra sulle politiche del corpo, in particolare quello femminile e della donna sudafricana, e su come le performance, i video e le installazioni possono creare uno spazio per interagire con le nozioni prestabilite, rendendo il corpo visibile e invisibile.

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Motlhaba Wa Re Ke Namile, di Lerato Shadi

Nel suo lavoro tratta temi cone la violenza istituzionale, le strategie patriarcali e coloniali di esclusione e oblio e la resistenza attraverso la narrazione soggettiva. L’artista infatti si domanda come possa il cubo bianco, inteso come galleria e museo, essere un simbolo di spazio di esclusione? In che modo il luogo e l’architettura influenzano il corpo che si esibisce in esso? Perché è importante mettere al centro, e non solo includere, il corpo emarginato come un personaggio principale dell’esperienza narrativa? Le sue opere sono state presentate in numerosi musei e spazi indipendenti, così come alle Biennali di Mosca e Dakar.

Jeewi Lee, nata nel 1987 a Seul, attualmente vive a Berlino. Nelle sue installazioni site-specific, azioni e serie di immagini, la Lee lavora con eventi performativi o quotidiani, percepibili nell’opera stessa solo in forma di traccia. Le tracce testimoniano movimenti (nello spazio urbano e negli spazi espositivi) e riflettono contemporaneamente il processo della loro stessa produzione. Nel suo lavoro esplora e mette in luce eventi storici e sociali scolpiti in diversi materiali.

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Incision, in collaborazione con Mischa Leinkauf, di Jeewi Lee

Christophe Ndabananiye, nato nel 1977 a Lubumbashi, Repubblica Democratica del Congo, è autore di una serie di ritratti in cui ha tematizzato esperienze traumatiche collegate ai temi della fuga, della famiglia, della patria e della lingua madre. Successivamente, al ritratto si è sostituito il motivo della scarpa, come simbolo del movimento dell’individuo e della forza di gravità. Nel suo paese d’origine, il Congo, l’artista fotografa le scarpe di persone sconosciute e poi le ritrae in installazioni e interventi pittorici. Nei suoi ultimi dipinti ha portato avanti il suo lavoro sulla memoria su carta o su lastre di polistirolo.

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Kucheza (To play), di Christophe Ndabananiye

Viron Erol Vert, nato nel 1975 in Germania, usa oggetti e installazioni per confrontarsi con le narrazioni della storiografia mediterranea, e traduce i caratteri nei suoi codici visivi. Ha recentemente installato Dreamatory, una sorta di dormitorio artificiale nella galleria Wedding di Berlino, per consentire ai visitatori di far spazio ai loro sogni all’interno della vita quotidiana.

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Perlen Passage (Pearls‘ passage), Viron Erol Vert

Tra gli artisti invitati, sarà possibile visitare nel padiglione di Villa Romana la mostra del livornese Federico Cavallini, Dietro i vetri.

Dove e Quando

L’inaugurazione si svolgerà il 1 settembre, dalle 17 alle 24, a Villa Romana (Firenze). L’evento offre un programma ricco di proiezioni, performance musicali, suoni e mostre, visitabili fino al 21 settembre. Ingresso libero. Qui trovate maggiori info per partecipare.

Tutte le immagini | via Villa Romana

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