Short Theatre XVI | I 7 Appuntamenti Da Non Perdere Secondo GRIOT

Torna a Roma dal 3 al 13 settembre il festival internazionale di arti performative Short Theatre, con il titolo The Voice This Time. Il festival, come ogni anno, sarà disseminato in spazi diversi della città: WEGIL e La Pelanda-Mattatoio di Roma, Teatro Argentina, Teatro India, Teatro Lido di Ostia e altri spazi urbani.

di GRIOT - Pubblicato il 05/08/2021
Cherish Menzo in scena con Jezebel. Foto: Bas De Brouwer. COURTESY

La forma operistica che incontra l’epica africana, la poesia Romantica a confronto con la militanza ambientalista, la decostruzione dell’immaginario maschilista del rap, le danze di resistenza e autodeterminazione, le cartografie corporee, gli spazi hackerati e le disseminazioni urbane.

Come sempre, il calendario di Short Theatre presenta un carnet di proposte di grande interesse. Per questa XVI edizione abbiamo scelto di condividere una nostra personale selezione di 7 appuntamenti da non perdere, che alternano momenti performativi, in cui il corpo si espande nello spazio attraverso pratiche multiformi, con momenti di riflessione e scambio, passando per installazioni d’arte pubblica.

CONVERSAZIONI

Nei prossimi giorni GRIOT converserà con Sofia Jernberg, cantante sperimentale, compositrice e performer svedese di origini etiopi che presenterà Chasing the Phantoms (3 settembre, ingresso gratuito), e con Wissal Houbabi, attivista femminista intersezionale, artista e scrittrice marocchina cresciuta in Italia. Insieme al cantautore polistrumentista, poeta e slammer Vittorio Zollo, il duo presenterà una “performance a due corpi e più lingue” dal titolo La Muta (4 settembre, all’interno di CRATERE).

INSTALLAZIONI

Cheap
RECLAIM your Future
6-13 settembre
La Pelanda

RECLAIM your future, CHEAP, installazione site-specific. COURTESY

CHEAP street poster art è un progetto di arte pubblica, un collettivo, uno sguardo non obiettivo, nato a Bologna nel 2013 dall’intesa creativa e dalla determinazione di 6 donne. CHEAP si riappropria dello spazio pubblico e lo fa infestando i muri di poster, ridefinendo nuovi linguaggi visivi contemporanei, generando inaspettati dialoghi con chi attraversa e abita l’ambiente urbano. Dove la città oppone barriere sulla base del genere della classe e della razza, CHEAP pratica un conflitto simbolico facendo dell’arte pubblica (anche) un luogo di lotta.

Per Short Theatre 2021 CHEAP trasformerà la tettoia della Pelanda, uno degli spazi della Zona Esterna dedicato allo stare insieme, al cibo, alla convivialità, in un pulpito da cui reclamare istanze, aspirazioni, urgenze collettive: RECLAIM Your Future è un’installazione che crea un ambiente abitato da diverse bandiere realizzate da artist_ con cui battersi per avere indietro ciò che ci è stato tolto o precluso, ciò che è nostro sulla base di un diritto o di un desiderio, creerà uno spazio dedicato alla condivisione che riverbererà nello scintillio del colore oro.

CORPO +

Cherish Menzo
Jezebel
7 settembre | h. 19.3o; 8 settembre | h. 21.30
La Pelanda – Teatro 2
durata | 1h05′

Cherish Menzo in scena con Jezebel. Foto: Bas De Brouwer. COURTESY

Cherish Menzo è un’artista e performer nata ad Amsterdam da genitori surinamesi. In scena indaga le possibili e differenti interazioni tra pubblico e performer. Jezebel è una performance ispirata alla figura delle video vixen, le modelle iper-sensuali protagoniste dei video delle canzoni hip-hop di fine anni ’90 e inizio anni 2000. Tra scintillii d’oro, ritmi sincopati, abiti provocanti, l’immagine riproposta costantemente da questo genere di filmati rafforza gli stereotipi associati alle donne Nere, in un cortocircuito tra autodeterminazione e oggettificazione.

Chiamate anche “hip-hop honey” e “video girls”, le video vixen sono state oggetto di critiche severe e bollate come le “jezebels”, le “poco di buono” dell’epoca. Nonostante i testi espliciti (di solito scritti da uomini) e l’aspetto provocante, le loro performance hanno avuto una grande influenza sull’estetica di quel periodo, così come sulla popolarità dell’artista (maschio). Di tutto ciò, la video vixen ne ha allo stesso tempo beneficiato e sofferto. Per arrivare a rappresentare, oggi, molto più di quel modello oggettivato a totale disposizione di una cultura dominata dagli uomini.

Jezebel rifiuta di essere definita dagli altri. Naviga nel panorama della cultura hip-hop alla ricerca di modi per rivendicare la propria immagine. Come può questa “video girl” decostruire gli stereotipi e ridefinire sé stessa oggi?” Cherish Menzo

Jaha Koo
The History of the Korean Western Theatre – Prima nazionale
9 settembre | h. 2o; 10 settembre | h. 21.15
La Pelanda – Teatro 2
(in coreano e inglese con sottotitoli in italiano)
durata | 1h

Jaha Koo, The History of Korean Western Theatre. COURTESY

Jaha Koo è un performer e compositore sud-coreano di base a Ghent. La sua pratica artistica multidisciplinare intreccia creazioni musicali, video, testi e installazioni da lui realizzate. Ospite di Short Theatre nel 2019, quest’anno torna con The History of the Korean Western Theatre, ultimo atto del trittico che solleva interrogativi sulla tradizione, l’autocensura e le forme insinuanti delle falsificazioni storiche.

Caustica performance di teatro documentario, The History of Korean Western Theatre connette, in una scrittura sottile, storia personale, fatti politici e analisi sociologica. Con in mente la nuova generazione di sudcoreanз, concentrandosi decisamente sul futuro, Koo costruisce un universo che tenta di rompere con la tradizione e le censure imposte dallo strapotere del canone occidentale. Il tragico impatto del passato sulle vite si rivela anche nelle crepe del confucianesimo moderno, ideologia che continua a definire il sistema morale del paese, il modo di vivere e le relazioni sociali tra le generazioni nella Corea del Sud.

PAROLA

Norman Ajari,
Black Dignity and Black Pessimism
4 settembre | 17.00
WEGIL – Piazzetta

(in inglese con traduzione simultanea in italiano)
durata | 1h

Norman Ajari, COURTESY

Norman Ajari, è membro del comitato esecutivo della Fondazione Frantz-Fanon e insegna filosofia alla Villanova University di Philadelphia.

Nell’incontro pubblico di WEGIL, Black Dignity and Black Pessimism, il filosofo e attivista franco-americano rivela che, nella storia del pensiero politico Nero, il pessimismo non è quasi mai attribuito alle persone Nere, ma semmai alle comunità bianche e alla loro capacità di superare le ostilità nei confronti di quelle Nere. Come se, quindi, il pessimismo non fosse una condizione sperimentabile da chi è Nerǝ. E se questi ideali progressisti e programmi politici riformisti non fossero altro che evoluzioni e adattamenti del razzismo sistemico?

Giovanna Zapperi,
Gli strumenti dell’autonomia
4 settembre | 19:00 – 20:45
all’interno di CRATERE
WEGIL – Hall

Giovanna Zapperi, COURTESY

La scrittrice, saggista e docente di storia dell’arte contemporanea all’Università di Ginevra Giovanna Zapperi terrà una lecture che indaga il cinema documentario e sperimentale realizzato da artiste donne nell’Italia degli anni ‘60 e ‘70. In un contesto in cui il cinema si basava sul controllo maschile della tecnologia e sull’appropriazione delle energie e dell’immaginazione delle donne—così scriveva Dacia Maraini nel 1978,—autrici e registe hanno rovesciato questi meccanismi, reclamando la tecnologia per loro stesse.

Partendo dall’intreccio tra autorappresentazione, soggettività e produzione cinematografica, Giovanna Zapperi traccia una mappa di questioni interconnesse, come l’emergere della donna come soggetto politico nell’Italia del dopoguerra, il rapporto tra cinema e autocoscienza, e l’importanza (anche politica) delle amicizie, delle alleanze e dell’intimità tra donne.

GRIOT è media partner di Short Theatre Festival. Scopri il programma completo qui.

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