Sevdaliza | La Cantante E Producer Iraniana-olandese Arriva A Linecheck Milano

di GRIOT - Pubblicato il 31/08/2017

Ci siamo, dal 21 al 26 Novembre Milano accoglierà la terza edizione di Linecheck Music Meeting and Festival. L’evento, organizzato da Elita, si terrà in concomitanza con la prima Milano Music Week. Incontri, dj set, conferenze e concerti intratterranno il pubblico e tra i musicisti presenti spicca il nome di Sevdaliza Alizadeh, aka Sevdaliza, che il 21 novembre al Circolo Magnolia (unica data italiana), presenterà il suo nuovo album ISON.
griot mag Sevdaliza Linecheck milano isonNata in Iran, a 5 anni Sevdaliza lascia Teheran con la famiglia e arriva in Olanda come rifugiata politica. A 16 vince una borsa di studio che le permette di giocare per la nazionale olandese di basket e, autofinanziandosi, completa i suoi studi con un master in comunicazione. Ma dopo aver iniziato a lavorare decide di mollare tutto per dedicarsi alla sua vera passione: la musica.

Da autodidatta inizia ad utilizzare Ableton, si occupa del mixaggio e del mastering dei pezzi, produce e canta con la padronanza di ben 5 lingue: farsi, olandese, inglese, francese e portoghese.

Dopo aver incontrato il producer Mucky, il talento musicale e lirico di Sevdaliza emerge e nel 2015 escono i suoi primi due EP, The Suspended Kid e Children of Silk, in cui parla di  individualità, amore e disconnessione. Oltre a Mucky, Sevdaliza collabora anche con altri artisti, molti dei quali suoi amici.

Sevdaliza non punta al glamour come le tipiche pop star, al contrario, mostra molta determinazione e sicurezza e i suoi lavori sono incredibilmente diversi l’uno dall’altro.

Definita  spesso misteriosa per le sue metafore sonore e visive, Sevdaliza in realtà è molto più esplicita di quello che sembra e il suo approccio lascia libertà di interpretazione: “Forse questa cosa mi insegnerà qualcosa su di me che ancora non so o forse no,” ha confessato. “La gente può farsi l’idea che vuole. Non vi posso dire cosa pensare, ma posso solo dire che questo è quello che faccio.”

Figlia anche lei del r’n’b alternativo contemporaneo, caro ad altre artiste come Fka Twigs e Kelela, è chiaro che per Sevdaliza la musica è solo una dimensione della sua creatività. A partire dai suoi video, co-diretti con Mucky, in cui la parte visiva è un tutt’uno con la musica, fino ad arrivare a The Formula, il video clip co-diretto con Emmanuel Adijei che narra una vicenda torbida e drammatica di una coppia in lutto e di un amore in crisi.

Il suo ultimo album ISON è uscito il 26 aprile sull’etichetta Twisted Elegance e in apertura troviamo una citazione modificata tratta dalla lettera d’amore di Kafka alla giornalista ceca Milena Jesenskà, “In questa vita, tu sei il coltello con cui esploro me stesso/a.” La parola ‘vita’ ha sostituito  la parola ‘amore’ facendo passare, secondo alcuni, il messaggio che “l’album è il coltello con cui noi esploriamo la (nostra) vita.” Potete ascoltarlo per intero qui e guardare i fantastici visual qui.

Il nome ISON è in lingua Farsi e deriva da una cometa che, a quanto dice la cantate, le è apparsa nel sonno: “Sai quando stai lavorando a qualcosa più grande di te? Così è stato con l’album… non sono cresciuta ascoltando musica iraniana, ma a volte mi vengono in mente cose in modo strano e naturale.”

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La cover rappresenta una scultura dell’artista Sarah Sitkin con Sevdaliza madre di sé stessa, delle sue vite passate e delle sue sedici canzoni. Definito come il suo primo body work, ISON è un album trip-hop, minimal-elettronico che, grazie agli arrangiamenti di Mihai Puscoiu, spazia dalla dubstep al jazz accompagnati dalla sua voce potente e sensuale.

L’album ha ricevuto una buona critica, confermata anche dai sold out di alcune date del tour americano in cui Sevdaliza non si limita a fare una bella esibizione ma a dare la cruda rappresentazione di sé, mostrando la sua umanità e vulnerabilità grazie alle coreografie che accompagnano i suoi live. “Voglio che l’esperienza sia il più personale possibile. Voglio mostrare la purezza della mia arte, non solo il prodotto finale. Mi piace far vedere il processo, perché ritengo sia più importante del risultato.”

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Di recente Sevdaliza ha anche inciso una canzone in Farsi chiamata Bebin come segno di protesta contro l’Ordine esecutivo 13769 di Tump, ribattezzato dalle cronache come il Muslim Ban.

Artista a tutto tondo, eclettica, originale e per nulla scontata, la aspettiamo impazienti a Milano. E voi?

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Immagine di copertina | via facebook

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