L’Eminente Cappella Di Omar Victor Diop

Alla Galerie Le Manège di Dakar, l'artista senegalese mostra per la prima volta insieme due delle sue serie fotografiche più importanti nella sua città natale. Il titolo della mostra, Saaraba, evoca giustamente l'idea delle origini.

di GRIOT - Pubblicato il 09/11/2021
Omar Victor Diop, Saaraba. Vista della mostra. COURTESY Khalifa Hussein

Dopo anni di riconoscimenti e successi internazionali, le due serie più importanti di fotografie del fotografo senegalese Omar Victor Diop, Diaspora e Liberty, vengono esposte per la prima volta nella loro interezza a Dakar. Diop descrive Diaspora (2014) come “la memoria dell’uomo Nero fuori dall’Africa, dal XV al XIX secolo”, mentre Liberty (2016) per l’artista è “una cronologia universale della protesta Nera”.

Saaraba, una contrazione della parola peulh “Saare Baaba” può significare “la casa del padre”, “l’Eden” o “la culla”. Il titolo della mostra di Diop sposa queste definizioni utilizzando la flora originaria del Senegal per accompagnare i suoi ritratti, coltivando un paradiso passato. Dipingendo le pareti della galleria con un blu reale, e ospitando ogni ritratto sotto il proprio arco, Saaraba ricrea un pantheon per le figure e i movimenti storici che hanno combattuto per i diritti e le libertà delle/dei Nerз. Questo in parte spiega perché Diop, parlando di Saaraba, abbia affermato: “Questa mostra è una specie di mia Cappella Sistina”.

Omar Victor Diop, Saaraba. Vista della mostra (2021). COURTESY Khalifa Hussein
La vivacità della fotografia d’arte di Diop si basa su una miscela di ritrattistica, moda e arti visive. Tuttavia, è la continuità dell’immagine di Diop che è impressionante. Oltre ad essere il fotografo, in entrambe le serie Diop assume il doppio ruolo di soggetto e oggetto. Usa la sua somiglianza per rappresentare diverse figure, come lo schiavizzato africano-americano diventato poi abolizionista, Frederick Douglass (1818-1895), o San Benedetto da Palermo (1526-1589), che fu il primo cristiano di origine africana ad essere canonizzato nella Chiesa cattolica romana nelle opere omonime. Diop replica anche la sua immagine per rappresentare gruppi, come gli attivisti per i diritti civili in Selma 1965 e i soldati dell’Africa occidentale in Thiaroye 1944. Quando ritrae le esperienze delle donne Nere nella serie Liberty, come in The Ibo Women’s War, 1929 e Nanny and Quao, Giamaica 1720, viene utilizzata la stessa modella femminile. Attraverso l’uso di una sola figura per rappresentare storie di persone Nere, sia a livello storico che globale, Diop mette in primo piano una diaspora unita, nonostante i contesti e le storie culturali unici.
A un’estremità della galleria, una mappa del mondo offre un riassunto visivo del viaggio degli uomini Neri ritratti nella serie Diaspora. Mostra il luogo di origine dei soggetti dei ritratti di Diop e il loro spostamento. C’è, per esempio, Don Miguel de Castro, un emissario e diplomatico congolese che si recò nei Paesi Bassi nel 1643-44 per negoziare la pace in Congo; o Ikhlas Khan, un primo ministro afro-indiano per i sultani Bijapur del Deccan fino al 1683. I brevi testi che riassumono la vita di ogni figura sollevano interrogativi su come questi uomini siano passati inosservati nelle fessure della storia.
Omar Victor Diop, Saaraba. Vista della mostra. COURTESY Khalifa Hussein

Questi passaggi penetranti sono accompagnati dai ritratti originali che Diop ha reinventato nella serie Diaspora. Prendiamo Jean-Baptiste Belley (1746-1805): originario dell’isola di Gorée, in Senegal, fu venduto come schiavo a Saint-Domingue (l’odierna Haiti) ma riuscì a comprarsi la libertà con i suoi risparmi. Nel 1793, durante la rivoluzione francese, divenne il primo membro Nero della Convenzione nazionale francese. Il ritratto originale di Belley è stato dipinto nel 1798 da Anne-Louis Girodet. Mentre nel ritratto originale Belley è dipinto appoggiato a una struttura di marmo con un cappello, Diop adotta la stessa posa e abbigliamento, ma aggiunge un pallone da calcio nell’incavo di un braccio, guanti da football neri, mentre nell’altra mano tiene delle bandiere rosse e bianche.

Il tema del calcio continua in tutta la serie Diaspora, con Pedro Camejo (1790-1821) che indossa guanti da portiere, Albert Badin (1747-1822) con un cartellino rosso e un fischietto, e così via. Usando i ritratti dei colonialisti e ricostruendoli con il proprio sguardo, Diop sovverte lo sguardo etnografico. Come soggetto, oggetto e fotografo, l’artista sottolinea il significato dellз africanз che raccontano la propria storia. Reclama la narrativa distorta dell’Africa e dellз africanз durante l’era coloniale, utilizzando lo stesso strumento opprimente, la fotografia, per rielaborare la storia.

L’atleta è diventatǝ unǝ dell archetipi di celebrità più famosi dell’era moderna. In particolare per gli uomini Neri, i risultati atletici garantiscono stima e ammirazione. Questo è particolarmente vero per il giocatorǝ di calcio. Facendo riferimento al calcio nella serie Diaspora, l’artista rimanda alla definizione contemporanea di gloria dellз spettatori e a chi merita lode. Il principe Dom Nicolau (circa 1830-1860), ad esempio, indossa tacchetti da calcio e poggia un piede su un pallone da calcio. Viene da chiedersi se queste attribuzioni di gloria e grandezza si sarebbero tradotte allo stesso modo se fosse stato usato uno sport diverso: se Juan de Pareja (1606-1670) stesse tenendo scarpe da tennis, o se The Moroccan Man (1913) avesse una palla da basket.

Omar Victor Diop, Saaraba. Installation view. COURTESY Khalifa Hussein

I ritratti della serie Liberty mantengono alcuni temi centrali della serie Diaspora, come l’immagine propria di Diop e i colori vivaci, ma differiscono per il loro sfondo, nero come la pece, e l’aggiunta di fiori dentro e intorno ai ritratti, che entrano a far parte dell’installazione. A Dakar, Liberty è esposto al centro della galleria, mentre Diaspora è esposta sui muri intorno, il che evoca l’idea dellз antenatз che guardano al presente e al futuro dellз soggettз posti al centro. Questa disposizione mette in evidenza che questi eventi e personaggi storici non sono isolati ma possono essere legati attraverso il tempo e lo spazio.

Come rappresentazione della lotta per la liberazione dei Nerз a livello globale, Liberty elenca i movimenti dal 1700 fino ad arrivare ai giorni nostri. Dalle rivolte degllз schiavizzatз Nanny and Quao Jamaica, 1720, alle marce di emancipazione in Selma 1965, al movimento Black Lives Matter, in Trayvon Martin2012.  In Breakfast for Black Panther Children1960, Diop appare in tre pose, con indosso un berretto nero, giacca di pelle nera  e sotto un grembiule bianco. Dietro di lui, più alti di Diop, ci sono grandi e raggianti girasoli. In Dutty Boukman1791, Diop assume nuovamente le tre pose, indossando un cappello di paglia con un foulard rosso acceso e pantaloni blu sbiaditi, affiancato da pendenti buganvillee di colore rosa. Gli sfondi scuri nella seria Liberty evidenziano i contesti sociali tesi che ispirano i ritratti della serie. Diop  apparentemente emerge dall’oscurità, che evoca resistenza e speranza. Tuttavia, la flora aggiuntiva mina anche l’oscurità, come a sottolineare il successo nonostante le probabilità e l’impatto duraturo di questi momenti storici di sfida.

Marie Helene Ngom

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