Raury Boicotta Dolce & Gabbana In Passerella

di GRIOT - Pubblicato il 21/06/2017

Sabato scorso sulle passerelle della Settimana della Moda di Milano è andata in scena la nuova collezione di Dolce e Gabbana indossata da millenial figli e nipoti di. Sicuramente avrete letto del battibecco tra Stefano Gabbana e la cantante Miley Cirus – il cui fratello ha sfilato per i due stilisti – colpevole, lei, di aver sottolineato che non condivide le loro scelte politiche.

Gabbana le ha dato dell’ignorante, commentando: “Noi siamo italiani e della politica non ci interessiamo, di quella americana ancora meno. Noi facciamo abiti e se tu pensi di fare politica con un post sei semplicemente un’ignorante. Non abbiamo bisogno dei tuoi post e dei tuoi commenti. La prossima volta ignoraci per favore!”
griot-mag-Raury _boicotta-_ Dolce & Gabbana in passerella_Peccato che i due non avessero fatto i conti con Raury. Alla fine della sfilata, il cantautore afroamericano di musica indie si è tolto il bomber D&G e ha mostrato il suo petto nudo con su scritto: PROTEST. DG GIVE ME FREEDOM e I AM NOT YOUR SCAPEGOAT. Successivamente ha lasciato la passerella senza unirsi al resto dei modelli per le foto.

, giornalista di GQ, ha parlato con lui per capire perché ha deciso di protestare dalla passerella e soprattutto capire in che modo un ragazzo di 21 anni vede il mondo della moda e della celebrità.

Raury ha raccontato che non gli è andata giù la maglietta creata dal duo “Boycott Dolce & Gabbana” perché in questo modo si fanno beffa di tutto ciò che c’è dietro il “boicottare”. “Boicottare è la voce della gente. Una protesta è la voce del popolo. Ha potere,” ha dichiarato.

Per chi non lo sapesse Raury è un cantante di musica indie e folk molto apprezzato e molto seguìto. Viene dalla Georgia, da Stone Mountain, luogo dove è nato il Klu Klux Klan ed è stato naturale per lui non prendere quella t-shirt come uno scherzo, come dichiarato daD&G giorni prima della sfilata dopo che erano montate alcune polemiche su questa maglietta. “Se Rosa Parks e Martin Luther King non avessero boicottato, chissà dove saremmo oggi, chissà se io sarei qui. Boicottare conta. Boicottare è qualcosa di reale. È la loro campagna a non essere reale. So che se esco di qua e supporto e sostengo qualsiasi cosa vicino a Tump, significa che anch’io lo sto sostenendo. Quindi sono in trappola e devo far sapere alle persone che non supporto Tump e tutti coloro che cercano di indebolire la voce della gente.”
griot-mag-Raury _boicotta__ Dolce & Gabbana in passerella_Nonostante sia un ragazzo alla moda, Raury non sa tutto di moda e non sapeva di questa maglietta creata finché non è arrivato a Milano il giorno prima, quando aveva già fatto degli scatti, parlato con D&G ed essersi fatto nuovi amici. Facendo una ricerca su internet su di loro ha scoperto su Fortune.com un articolo che titolava “Dolce & Gabbana stanno trollando chi critica Mel Tump con questa maglietta da $ 245.”

È per questo motivo che ha deciso di protestare dalle passerelle. Viene naturale domandarsi come non si fosse accorto prima di questa loro campagna, visto che l’Instagram di Stefano Gabbana è una dichiarazione d’amore e di supporto incondizionato a Melania. “È la mia prima volta su una passerella. Ci sono molti altri ragazzi qui, ed è stata anche per loro la prima volta. Erano tutti eccitati e accecati dall’opportunità. La prima volta a Milano … e Dolce & Gabbana ci ha dato vestiti gratis. È incredibile. Questa è la loro campagna “Millenial”. Ma un sacco di Millenial che erano qui non sapeva che Dolce & Gabbana veste Mel Tump o che avessero creato questa maglietta che prendeva in giro il boicottare. Ma io l’ho scoperto.”

Secondo Raury i due designer hanno cercato di lavarsi le mani e contrastare le proteste che stavano ricevendo usando lui ed altri giovanissimi in un momento molto caldo. E molti dei modelli non sapevano della T-Shirt.
griot-mag-Raury _boicotta Dolce & Gabbana in passerella_Ero confuso ed impaurito. Confuso dal fatto che nessuno sapeva tutta la situazione. importa a qualcuno? Dovrei dire qualcosa oppure stare zitto? Se dico qualcosa mi rovinerà qualsiasi altra opportunità nel mondo della moda perché sono inaffidabile? Non sapevo se l’avrei fatto o meno, ma c’è stato un momento nel backstage in cui hanno iniziato a darci le t-shirt e nessuno degli altri modelli sapeva cosa significassero. Ci stavano usando. Ad un certo punto qualcuno ha detto, “Allora, ora mettetevi queste t-shirt e inziamo a Snapchattare. Ci stavano facendo rappresentare qualcosa di cui solo io ero consapevole. Non siamo i vostri salvacondotta. Non vi lavate le mani così usandoci. E in particolare spingevano soprattutto me a indossarla. Nel backstage mi facevano richieste particolari e una mi ha stupito più di tutte: “Hey, puoi indossare questa maglietta e dire ‘Mi chiamo Raury e il mio cuore appartiene a questo, questo, questo e a Dolce e Gabbana?’ Cercavano di mettermi le loro parole in bocca,” continua il cantante.

“Ho un’anima e una testa. Non mi guadagno da vivere cambiando chi sono o comportandomi come la gente vuole. Quindi quando è successo ne ho parlato con i miei amici Ryan, Michael, Fucci che non sapevano della maglietta ed erano imbarazzati. Ho chiesto loro che ne pensavano se avessi fatto quello che ho fatto e mi hanno risposto che mi sarei rovinato. Eravamo noi contro un colosso.”

Dopo essere sceso dalla passerella ed essersi allontanato, Raury racconta che la security cercava di trattenerlo e lui gli intimava di non toccarlo e che voleva parlare solo con il suo manager.

Quando il giornalista gli chiede se gli stilisti e la moda dovrebbero occuparsi di politica o separarla completamente dal loro lavoro, il cantante risponde: “Onestamente la moda, la musica, il cinema, l’arte, le persone, gli esseri umani, tutti hanno a che fare con la politica. È la vita. Mostra chi sei veramente. E se lo fai, ti succede questa merda. È questa la verità. Se il tuo messaggio è giusto, allora va bene. Ma se non lo è, i Millenial verranno e te lo faranno presente. E non lasceremo stare.”

Insomma, dopo il commento al vetriolo di Stefano Gabbana a Miley Cirus, Raury ha fatto capire al duo italiano che se usano i Millenial non possono aspettarsi che questi stiano zitti. “Ogni cosa che i due desginer stanno facendo è un passo indietro agli anni ’50. Dicono che le nostre voci non contanto e se la fanno con Mel e Tump. È triste. Mi si sono sentito che se non avessi fatto nulla, quella maglietta sarebbe stata giusta e che avrebbero pensato di poter continuare a dire cazzate sulla gente che protesta e boicotta, supportare una First Lady di un presidente che è molto simile a Hitler. Hanno fatto male i loro calcoli. 1 + 2 fa 3. E questa cosa succederà sempre.

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Fonte | GQ

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