Perché Anohni Degli Antony And The Johnsons Ha Boicottato Gli Oscar 2016?

di GRIOT - Pubblicato il 29/02/2016

Il Maestro Morricone ha vinto. Evviva! E finalmente anche Leondardo di Caprio ce l’ha fatta. Dopo svariate candidature [tre come migliore attore protagonista e una come non protagonista] e milioni di meme, l’agognata statuetta è arrivata. L’avrebbe meritata anche Kate Winslet, nella categoria “Best Supporting Friends“.
Perché la transgender Anohni degli Antony and the Johnson ha boicottato gli Oscar 2016-1Durante il suo discorso, l’attore ha dichiarato che il film per cui ha vinto, The Revenant, parla del rapporto tra l’uomo, il mondo e la natura che lo circonda e di come il 2015 sia stato l’anno più caldo della storia. Non solo. Ha anche sostenuto con forza che “bisogna lavorare collettivamente e sostenere i leader di tutto il mondo che parlano per l’umanità, per tutte quelle popolazioni indigene e per i miliardi di persone svantaggiate là fuori che sono le più colpite da questi cambiamenti climatici”. Insomma, quale miglior vetrina per puntare i riflettori su una minaccia di cui sentiamo parlare da anni?

Eppure non la pensa così Anohni [nome d’arte di Antony Hegarty], l’unica performer transgender ad aver ricevuto una nomination per gli Academy Awards [prima di lei Angela Morley all’inzio degli anni ‘70 ricevette due nomination] come Best Song per il brano Manta Ray, colonna sonora del documentario sui cambiamenti climatici Racing Extinction.

In una lettera di denuncia pubblicata sul suo sito, la cantante spiega perché non ha voluto partecipare alla cerimonia degli Oscar 2016 che ha visto salire sul palco gli altri artisti nominati per la miglior canzone: Sam Smith, Lady Gaga, The Weeknd. Cerimonia che nei mesi precedenti era già stata duramente attaccata da celebrità del calibro di Spike Lee [il primo a boicottarla spiegando le sue motivazioni su instagram], George Cloneey, Jada Pinkett Smith, Eva Longoria, per la scarsa rappresentanza delle minoranze [nessun attore POC – people of colour – nominato] e da cui è nato l’hashtag #OscarsSoWhite.
Perché la transgender Anohni degli Antony and the Johnson ha boicottato gli Oscar 2016In un post su facebook Anohni ha sottolineato che non crede che il motivo principale del mancato invito a salire sul palco sia da ricondurre solo al suo essere transgnedered quanto per l’essere poco conosciuta negli States rispetto agli altri, aggiungendo:

“Canto una canzone sulla distruzione dell’ambiente e non faccio vendere tanti spazi pubblicitari. Non decido io chi si esibisce agli Oscar e so di non avere il diritto di essere invitata. Ma la profonda verità è impossibile da ignorare: come persona trans subisco un intero sistema di oppressione sociale che nel corso degli anni ha cercato di danneggiarmi”.

Demoralizzata, la cantante ha motivato il suo boicottaggio scagliandosi contro le politiche made in USA: “Tutto quello che guadagno all’estero lo porto a casa, New York, e ci pago le tasse, ma quei soldi il governo americano li usa per Guantanamo, droni e bombe, sorveglianza, pena di morte, prigioni per le talpe, sussidi alle aziende e salvataggi di banche.

L’identità politica spesso viene usata come copertura, per distrarci da questa cultura virale dell’arricchirsi continuamente e quando non riusciamo a trarre ricchezza dalla natura, lo facciamo a spese della classe media e operaia. Ecco perché ho deciso di non partecipare. Non voglio essere sottomessa da qualche ballata rassicurante e un po’ di tette e culi vecchio stile. Stanno cercando di convincerci che hanno a cuore i nostri interessi sventolando bandiere per l’identità politica e false questioni morali. Ma non dimentichiamoci che molte di queste celebrità sono i trofei di multinazionali miliardarie il cui unico obiettivo è manipolarci per avere il nostro consenso, fino all’ultimo dei nostri soldi”.

Qui c’è il post integrale.

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