NYFW | Chi Sta Cambiando Il Volto Della Moda?

di Gaylor Mangumbu - Pubblicato il 17/09/2015

Pioniere è stato sicuramente Oliviero Toscani che nel suo lungo sodalizio con il marchio Benetton ne ha fatte di cotte e di crude. Cotte, come una patata bollente tra le mani, sono state le tematiche che ha deciso di affrontare nelle sue campagne pubblicitarie, lanciando in mezzo alla mischia argomenti difficili da gestire e digerire. Crude invece le immagini e i soggetti coinvolti, come se il fotografo milanese avesse orientato l’obiettivo alle proprie spalle, guardando il mondo dalla prospettiva reale, quella che usa di solito il vostro vicino di casa quando non è ipocrita e moralista.

È da un po’ di tempo che quelli della NYFW (e non solo) sembra abbiano preso in prestito gli occhi del vostro vicino, così Jillian Mercado aka Jilly Peppa, blogger e giornalista fashion freelance affetta da una distrofia muscolare, la troviamo disinvolta protagonista assieme ad altri “sconosciuti” della campagna Diesel Reboot, con la benedizione di Nicola Formichetti, direttore creativo del marchio e mente della campagna.
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Che sta succedendo? È una trovata pubblicitaria? Chi usa chi? Mille domande e poche risposte. Se ne avete una, suggeritemela. La Mercado non è un caso isolato. La lista è lunga e coinvolge diversi nomi, brand e trascinatori di trendenze.

Se la bellissima Diandra Forrest suona come un nome nuovo, i mangia-moda non possono aver già rimosso dalla mente Stephen Thompson, protagonista della campagna pubblicitaria di Givenchy S/S 2011, ritratto dal duo Mert&Marcus e voluto da Riccardo Tisci, direttore creativo del marchio francese che qualche mese prima si rese già protagonista di una scelta poco popolare rispetto ai colleghi, coinvolgendo sia in passerella che in advertising la modella e Dj transgender Lea T.
Lea, già abituata all’ambiente glamour di Parigi, nell’agosto del 2010 posa per Vogue Paris senza veli et voilà!
https://instagram.com/p/7qgHEVjTQF/?taken-by=diandraforrest
Anche Hari Nef è parte attiva del cambiamento. Un nome forse meno noto di Lea T ma che lascia il segno. Osannata da Dazed, la modella transgender nata nel Massachusetts abbandona la Columbia University firmando per IMG, la scuderia di modelle con Gisele Bundchen.
https://instagram.com/p/7Qlk6_Cy_6/
Poi c’è lei che molti scambiano per lui, e lei giocandoci su delinea un profilo professionale caratteristico e personale. Sto parlando di Rain Dove, che è cosi alta da lavorare per entrambe le fashion week, sia le maschili che quelle femminili.
Molto apprezzata per i suoi forti lineamenti maschili (tipo Omahyra Garcia Mota) ha già nel curriculum collaborazioni con Calvin Klein, Jean Paul Gautier, Michael Kors and more.

Non differente è la sorte per la collega Erika Linder. Sotto contratto con l’agenzia Next Models, vanta già apparizioni su riviste tipo Elle e Marie Claire.

“Oggi niente hamburger, niente patatine fritte….ingrassano”, con queste probabili frasi di auto-convincimento, Madeline Stuart, modella australiana nata con una sindrome di down, ha sfidato se stessa con ore e ore di palestra, fino a raggiungere una linea fisica impeccabile (con tanto di addominali invidiabili), il tutto ovviamente con l’occhio complice dei suoi social a documentare ogni step, così come di dominio social è diventata la sua apparizione in passerella nel corso della NYFW, ingaggiata da Henrik Vermeulen.

Anche Melanie Gaydos ne ha passate tante, affetta da diverse patologie tra cui l’ alopecia congenita. Con il passare del tempo il suo corpo ha subito una mutazione costante ma ciò non ha abbassato il suo livello di tenacia e determinazione. È Nina Athanasiou a battezzare la prima partecipazione ad una fashion week di miss Gaydos, ex studentessa d’arte oggi connessa in ogni corner del mondo tra shooting e defilés.
https://instagram.com/p/7sT9qGFJ16/?taken-by=melaniegaydos

Chantelle Brown Young o più semplicemente Winnie Harlow, per gli amici Winnie, non è sicuramente un volto sconosciuto, anche chi non mastica moda dall’alba al tramonto ha senza dubbio visto questa ragazza in giro.Un percorso purtroppo non facile quello di Winnie, l’ industria mediatica tende a creare delle categorie e quella della moda spesso è spietata, un accusa che in tempi meno sospetti avanzò la stessa black queen Naomi Campbell sostenuta dal The Guardian e dalla collega Tyra Banks.

Tyra Banks ha saputo vedere in Winnie una bellezza che altri non hanno colto, probabilmente distratti dalla superfice apparente,sommersi dal pregiudizio e dall’incapacità di essere visionari ed andare oltre i colori (strano poi in un contesto come quello del fashion che vive di colori).

La forte vitiligine di cui soffre la modella canadese “mi ha reso l’adolescenza complessa e difficile”, dichiara lei senza peli sulla lingua. Se oggi qualcuno la considera vincitrice con le sorti della vita grazie alla notorietà ottenuta tramite le campagne di Desigual e Diesel, lei non dimentica di certo i momenti difficili in cui diverse agenzie l’hanno respinta.

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Gaylor Mangumbu
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È impossibile crescere a Roma senza interessarsi all'arte, allora che fai? Studi tutto quello che la mamma crede sia sbagliato per te: Accademia di Belle Arti prima, e Moda e Costume dopo, incastrando nel mezzo la passione per le sneaker, il cinema,la fotografia, la musica e il gelato al gusto di mango.