Misfits | Il Memoir Di Michaela Coel è Un Manifesto Che Eleva

Adattato dalla sua Mc Taggart Lecture del 2018, il libro di memorie di Michaela Coel è una lettera d'amore a coloro che lottano per adattarsi, ma le cui storie il mondo ha bisogno di ascoltare, scrive Alessia Petrolito.

di GRIOT - Pubblicato il 21/02/2022
Michaela Coel

L’attrice e sceneggiatrice Michaela Coel ha adattato la sua conferenza, tenutasi all’Edinburgh International Television Festival del 2018, in un memoir. Misfits: A personal Manifesto è dedicato allз creativз queer e narratorз di colore nell’industria dell’intrattenimento. Dopo aver lottato per guadagnare la propria voce, e nonostante avere un’etica impeccabile e delle menti brillanti, moltз creativз restano sacrificabili; costrettз a una continua ascesa sociale, condannatз a esistere ai margini dei diritti e dei privilegi, alla mercé dei pregiudizi sociali e delle discriminazioni che ne derivano. Misfits è un libro per quelle che Coel definisce “falene”, farfalle notturne poco attraenti che non possono fare a meno di continuare a cercare la luce, alla fine bruciandosi.

Coel non ha bisogno di presentazioni: ha vinto un BAFTA nel 2016 per la sua sitcom di debutto Chewing Gum (2015-2017), seguita da Black Earth Rising (2018), una produzione congiunta di BBC 2 e Netflix, e I May Destroy You (2020), prodotto da HBO. Nel 2020 il Times l’ha inclusa nell’elenco delle 100 persone più influenti ed è un membro del cast di Black Panther: Wakanda Forever (2022), della Marvel.

Nel saggio Choosing the Margin as a Space for Radical Openness (1989), bell hooks scrive della marginalità non come un luogo da cui stare lontano, “ma piuttosto come un luogo in cui abitare, a cui restare attaccati e fedeli, perché di esso si nutre la nostra capacità di resistere. Il margine offre la possibilità di una prospettiva radicale da cui guardare e creare, immaginare alternative, nuovi mondi”. Come ogni eroǝ che si rispetti, Coel trae forza dalla marginalità e trasforma i suoi limiti in superpoteri. Al termine di ogni capitolo, l’esperienza dell’autrice si concretizza in uno dei quattordici punti del manifesto. Un mantra intimo, personale ma condivisibile, con un ritmo gentile. È progettato per essere letto sia interamente che come una somma delle sue parti, consentendo allǝ lettorǝ di rimetterlo insieme. Nelle pagine di Coel ci sono più percorsi da forgiare.

Misfits approccia la condivisione pubblica come una tecnica auto-etnografica per studiare se stessз e ciò che ci circonda. Coel invita lettorз e creatorз a non smettere di porsi domande, a chiedersi sempre perché. Lз incoraggia a esplorare e a essere fragili per produrre una conoscenza collettiva, cosciente e viscerale. In 112 pagine, Coel si concentra su frammenti: aneddoti, ricordi, sogni e incubi. Lavora attraverso la sua infanzia nella periferia di Londra, il razzismo istituzionale di compagnз di classe e di professorз all’università, la sua prima esibizione, la scoperta di altrз misfits, l’aggressione e il razzismo strutturale all’interno delle produzioni televisive e cinematografiche.

Tra una metafora e un’allegoria, Coel promuove l’importanza della proprietà intellettuale, anche a discapito dell’accessibilità del materiale stesso, come unico strumento per contrastare le dinamiche di mercato che commercializzano misfits e traggono profitto dalla domanda di produzioni inclusive, fenomeno sviluppatosi in risposta alla campagna “More Diversity in British Television“, lanciata nel 2016 dall’attore Idris Elba al British Houses of Parliament.

Ancor più del punto di vista di Coel, è la sua esperienza e genuinità che la rendono straordinaria sullo schermo e sulla carta. Trasforma il dolore in arte, e non viceversa. In tutto il libro denuncia la mancanza di trasparenza nei casting e nella produzione. Critica anche l’inclusività performativa, di facciata che, potenziata dall’industria televisiva, mette a repentaglio il potenziale dellз aspiranti creatorз, attrattз dalla possibilità di produrre cambiamento sociale. In definitiva, il libro legittima l’esistenza e la fatica dellз misfits che, giorno dopo giorno, produzione dopo produzione, continuano a raccontare le loro storie per il gusto di raccontarle, anche senza profitto o avanzamento sociale.

Alessia Petrolito 

Segui GRIOT Italia su Facebook, @griotmagitalia su Instagram Iscriviti alla nostra newsletter

Questo articolo è disponibile anche in: en

Art & Culture, Music, Photography, Style, Video
GRIOT
+ posts

Condividere. Ispirare. Diffondere cultura. GRIOT è uno spazio nomadico, un botique media e un collettivo che produce, raccoglie e amplifica Arti, Cultura, Musica, Stile dell’Africa, della diaspora e di altre identità, culture e contaminazioni.