I Libri Della Stagione | Ragazza Donna Altro, Perdi La Madre, Aratro Ritorto

di GRIOT - Pubblicato il 23/06/2021
Da sinistra: Saidiya Harman, Bernandine Evaristo, Itamar Vieria Junior. Foto via wikipedia

RAGAZZA, DONNA, ALTRO, di Bernardine Evaristo

Descrizione

È una grande serata per Amma: un suo spettacolo va in scena per la prima volta al National Theatre di Londra, luogo prestigioso da cui una regista Nera e militante come lei è sempre stata esclusa. Nel pubblico ci sono la figlia Yazz, studentessa universitaria armata di un’orgogliosa chioma afro e di una potente ambizione, e la vecchia amica Shirley, il cui noioso bon ton non basta a scalfire l’affetto che le lega da decenni; manca Dominique, con cui Amma ha condi­vi­so l’epoca della gavetta nei circuiti alternativi e che un amore cieco ha trascinato oltre­oceano… Dalle storie (sentimentali, sessuali, familiari, professionali) di queste donne nasce un romanzo corale con dodici protagoniste: etero e gay, Nere e di sangue misto, giovani e anziane; impiegate nella finanza o in un’impresa di pulizie, artiste o insegnanti, matriarche di campagna o attiviste transgender. Cucite insieme come in un arazzo, le loro vite (e quelle degli uomini che le attraversano) formano un romanzo anticonvenzionale e appassionante che rilegge un secolo di storia inglese da una prospettiva inedita e necessaria.

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PERDI LA MADRE. UN VIAGGIO LUNGO LA ROTTA ATLANTICA DEGLI SCHIAVI, di Saidiya Harman

Descrizione

Può l’incontro tra un viceré akan e un capitano portoghese, avvenuto nel 1482 sulle coste della Guinea, rivelarsi un presagio dell’attuale disparità di ricchezza tra bianchi e Neri? E quale correlazione esiste tra l’assassinio di una quattordicenne a bordo di una nave schiavista, la profilazione razziale e il sistema carcerario degli Stati Uniti di oggi? Seguendo le tracce dei prigionieri che dalle zone interne dell’Africa occidentale venivano portati sulla costa per essere imbarcati verso le Americhe, Saidiya Hartman ripercorre le tappe della tratta atlantica degli schiavi, ed esorta a considerare gli effetti della schiavitù su tre secoli di storia africana e africana americana. Passato e presente si incrociano in un intreccio narrativo in cui episodi del violento passato di oppressione si riconnettono alla realtà vissuta dai figli della diaspora africana che, come la stessa autrice, vivono nella società profondamente razzializzata di oggi. A metà tra narrazione storica e memoria autobiografica, il suo viaggio si rivela una potente riflessione che interroga la storia, la memoria e l’identità.

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ARATRO RITORTO, di Itamar Vieria Junior

Nel profondo sertão baiano, le sorelle Bibiana e Belonísia, figlie di lavoratori di una fazenda, trovano sotto il letto della nonna un vecchio coltello d’argento nascosto in una valigia. Incuriosite, pagano a caro prezzo l’audacia di volerlo toccare, con un incidente che cambia per sempre le loro vite e le costringe a diventare l’una la voce dell’altra. Con il passare degli anni, quella vicinanza finisce però per dissolversi e la diversa prospettiva con cui osservano il mondo che le circonda le allontana progressivamente. Mentre Belonísia si dedica volentieri al lavoro nei campi e al sostegno al padre – Zeca Cappello Grande, curador dello jarê – immerso tra candele, incensi e preghiere, Bibiana si rende conto ben presto della condizione di servitù a cui la sua famiglia è sottoposta da decenni e decide di lottare in difesa del diritto alla terra e contro lo sfruttamento dei lavoratori. Con una trama intessuta di antichi segreti che ha quasi sempre le donne come protagoniste, e all’ombra delle disuguaglianze che si estendono fino all’odierno Brasile, Aratro ritorto è un’opera polifonica, epica e commovente che racconta una storia di vita, morte, lotta e redenzione.

Un romanzo lirico, realista e magico, degno della migliore tradizione letteraria baiana. Un vero e proprio atto di ribellione sociale, razziale e di genere.

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