L’eredità Di Tony Allen Inizia Con Il Nuovo Album, There Is No End

L'album postumo del batterista e pioniere dell'afrobeat è uscito oggi ad una settimana dal primo anniversario della sua scomparsa

di GRIOT - Pubblicato il 07/05/2021

Poco più di un anno fa la notizia della morte di Tony Allen lasciava il mondo con il cuore pesante. Dai fan di Fela e aglə amanti dell’afrobeat, dai lisztomanə aglə intenditori e intenditrici, tuttə hanno pianto la scomparsa del leggendario musicista e pioniere, perché sia ​​che tu conoscessi, amassi o ascoltassi solo occasionalmente l’afrobeat, il suono caratteristico della batteria di Tony Allen, i suoi broken beats e cambi di registro hanno inconsciamente modellato il gusto musicale di generazioni, e forgiato uno dei generi più potenti della storia della musica.

Per onorare la sua incredibile vita e musica, e dare il via alla sua eredità postuma, il suo nuovo album There is No End esce ad una settimana dal primo anniversario della sua morte. Annunciato attraverso il sensazionale ritmo e la spoken word di Cosmosis feat. Skepta e il poeta Ben Okri, il concept dell’album è racchiuso dalle parole di Tony Allen: “Io suono il tuo, tu suoni il mio. La musica non finisce mai”. Un mantra che riecheggia in tutti gli umori e gli stati d’animo del disco, che è stato arrangiato dopo la morte di Allen dal produttore Vincent Taeger.

Come cita una nota di Decca Record France, “il concetto e il desiderio motivante di Tony era quello di lavorare con artisti più giovani, e in particolare con la nuova generazione di rapper, e dare loro voce in un momento di tumulto globale in cui la musica non è mai stata più importante—non necessariamente come ‘arma’ per il futuro, alla maniera delle canzoni violentemente politiche di Fela, ma anche come medicina per sanare il mondo diviso oggi. Per tuttə coloro che lo hanno conosciuto, era un uomo profondamente spirituale la cui missione di vita non era solo quella di creare un nuovo linguaggio musicale, ma di trasmetterlo alle generazioni successive.”

Tony Allen, infatti, è sempre stato conosciuto per le sue collaborazioni, a partire da quella con Fela Kuti come suo direttore musicale (il dibattito su chi fosse il vero inventore dell’afrobeat ha finito per separare le strade di Fela e Allen), fino all’ultima, Rejoice (2020), che lo ha visto al fianco di un’altra leggenda della musica africana contemporanea, il trombettista e compositore Hugh Masekela.

There Is No End rimane certamente fedele all’etica musicale di Allen presentando al suo fianco un esercito stellare di giovani artisti, affermati ed emergenti, che stanno plasmando l’identità sonora del nuovo secolo: Sampa The Great, Nah Eeto, Zelooperz, Koreatown Stranezze, Jeremiah Jae, Lava La Rue, Nate Boone, Danny Brown, Lord Jah Monte Ogbon.

Ascolta There Is No End.

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