Inflatable Refugee | Un Profugo Gigante In Viaggio Dai Canali Di Venezia Verso Il Mondo

di GRIOT - Pubblicato il 21/11/2015

Due giorni dopo gli attentati di Parigi della scorsa settimana, il duo artistico belga Dirk Schellekens & Bart Peleman, ha piazzato su una piccola imbarcazione un uomo, un profugo gonfiabile alto 6 metri e lo ha fatto girare per i canali di Venezia.

Un’opera d’arte di denuncia che serve a non far dimenticare l’enorme dramma che ogni giorno vivono milioni di persone nel mondo, spesso trattate in maniera disumana e che più di tutte soffrono degli sviluppi geopolitici.

Il materiale con cui è stata realizzata l’installazione è lo stesso di cui sono fatti i gommoni usati da uomini, donne e bambini, per compiere le traversate. Un materiale troppo fragile per resistere alle onde del mare, rendendo i passeggeri estremamente vulnerabili.

La dimensione imponente dell’opera vuole rappresentare la grandezza del fenomeno e di come viene percepito, “problema e al tempo stesso opportunità per l’Occidente che lo respinge o lo accoglie”, come dichiarato dagli artisti.

Il nome dell’opera non è casuale considerato che le “Inflatable Refugee” sono strutture gonfiabili utilizzate per la primissima accoglienza e l’assistenza sanitaria a terra di profughi e migranti.
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L’installazione navigherà verso altri orizzonti, verso altre città italiane ed europee – Roma, Firenze, Parigi, Varsavia, Barcellona, Praga, Vienna, Madrid, Amsterdam, Kiev, Copenaghen -, asiatiche – Tokyo, Hong Kong -, “eurasiatiche” – San Pietroburgo, Mosca -, americane – Washington, New York -, e Sidney, Il Cairo, Dubai, Rio de Janeiro.

A inizio settembre Humans of New York, pagina facebook/instagram che racconta storie di persone a caso raccolte per le strade di New York, ha cambiato per alcuni giorni la sua linea editoriale, condividendo testimonianze di traversate raccontate da rifugiati che sono riusciti ad arrivare in Europa. Un’importante vetrina online che ha permesso a molti di entrare in empatia con queste persone.

Abbiamo fatto più o meno la stessa cosa anche noi, intervistando alcuni partecipanti durante la scorsa “Marcia degli Scalzi” (leggi cos’hanno detto).

Riuscirà quest’opera a sortire lo stesso effetto?

Immagini | Anouk Focquier

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