IndieRocket Festival 2018 | Ascolta Il Mix Esclusivo Di Andrea Mi X GRIOT

di GRIOT - Pubblicato il 14/06/2018

Andrea Mi ci racconta della sua partecipazione a IndieRocket Festival 2018 attraverso una selezione esclusiva per GRIOT dei brani dei producer e artisti che saranno  al Festival (dal 29 giugno all’1 luglio, Parco Cocco, Pescara).

Se mi diceste che questo mix ha bisogno di un titolo vi proporrei AfroSynth, a rendere l’idea di come attorno a questi due poli girino in loop le sue atmosfere sonore, tra pindarici voli cosmici e ancestrali radici ritmiche. Leggo attraverso questa doppia filigrana una parte consistente del programma di Indierocket Festival 2018, importante manifestazione che, con un attento taglio curatoriale, tesse virtuosi legami tra realtà internazionali di grandi spessore e visionari talenti locali. Ho pensato questo mix come un viaggio culturale, tra i suoni di artisti che conosciamo già bene e nomi che entrano nella mappa grazie alla lungimiranza delle scelte artistiche dell’evento pescarese.

Si parte dall’entroterra appenninico beneventano. Arriva da lì Dylan Iuliano, fresco produttore che sta già facendo parlare parecchio di sé, tra visioni cosmiche e atmosfere rarefatte a firma The Delay In The Universal Loop. Il medley tra The Unshaped Space e Interdimensional Sex ci introduce in un vortice sonoro e sensoriale picchettato dalle trame ritmiche di Africaine 808, duo tedesco che bagna le proprie escursioni elettroniche nell’acido incontro tra le tradizioni e le culture di mezzo mondo. Il risultato della fusione tra la loro Tummy Tummy reinterpretata da Esa 39’s e il No Wave Dub di Lovestruck dei Magic Source, è un ibrido ballabile e meditativo allo stesso tempo.

Ludovisia, è una bellissima gemma incastonata nell’EP Najadi firmato Decomposer, il progetto di Agostino Maria Ticino e Carlo Maria Marchionni edito da Festinalentedischi, sub label di Get Physical music nel Luglio 2017. La traccia è realizzata con l’ausilio di soli sintetizzatori marchigiani (ho scoperto che sono un universo parallelo nel programma di PreVisioni, spin off del festival che si è da poco svolto al Circolo Aternino di Pescara) ed è frutto del lavoro di ricerca sui synth svolto dal collettivo Macchine Nostre. La versione remix che ascoltiamo è un inno intergenerazionale, frutto dell’estro inossidabile dei fratelli romano D’Archangelo, una buona fetta del gotha elettronico italico cresciuto in casa Rephlex avendo come vicino un certo Apex Twin. Li avrei visti benissimo, Fabrizio e Marco, a comporre la colonna sonora di un ultimo capolavoro girato da Ingmar Bergman che, purtroppo, non vedremo mai. Sarebbero stati ermetismi a confronto.

Possiamo invece godere appieno della bellezza di Persona, title track dell’ultimo lavoro di Ryan Lee West, affiliato in forte impennata della Erased Tapes. Proprio alla prima scena dell’omonimo capolavoro è ispirato il quinto album per Rival Consoles, col sintetizzatore al centro, come “un traduttore di emozioni sconosciute”, qui bloccato in una rigorosa cassa dritta dalla quale emergono le eleganti calligrafie dotate di deflagrante potenza  lisergica.

È sempre il genio trentaduenne di Leicester a sonorizzare l’atterraggio di medio termine con Untravel, tutto sospensioni e sottrazioni. Ce lo concediamo subito dopo il ritorno a Mama Africa con Kokoko e Benin City. I primi sono gli alfieri di quella onda di piena musicale che arriva dai ghetti di Kinshasa e s’espande inglobando psichedelici musicisti di Ngwaka e punker provenienti da Lingwala. I secondi hanno lo stesso nome di una città della Nigeria, capitale dello stato di Edo. Con essa condividono una storia molto colorata, declinata in un originale connubio tra spoken word, gospel, jazzfunk e beatmaking d’autore.

Con i Phoenician Drive facciamo tappa nella Bruxelles di Diego Moscoso, percussionista e fondatore della band, ma solo per un attimo. Con la traccia che dà il titolo al loro EP di esordio su Exag’ Records, infatti, veniamo immediatamente proiettati nel cuore del Mediterraneo:  la loro idea di psichedelica world, infatti, sintetizza kosmische musik, kraut-rock, sonorità tradizionali del Nord-Est africano (il tishoumaren di Tinariwen e Tamikrest) e influenze che arrivano fino al Medio Oriente.

Un temporaneo ritorno in Italia lo facciamo prima con Globster, dj e manipolatore di suoni che ama realizzare tessiture sonore evocative, piene di riferimenti a geografie musicali lontane, e poi con una delle punta di diamante della nostra storia musicale recente, l’afrocalabro Dj Khalab che fa le cose in grande nell’ultimo album Black Noise 2084, in uscita a Luglio su On The Corner Records. Dense è una folgorante e ipnotica jam che fonde le trame percussive di Tommaso Cappellato con il fraseggio nervoso dell’inglese Shabaka Hutchings . Il nostro lungo viaggio in musica si chiude in Ghana con Dj Katapila, al secolo Ishmael Abbey, nuova scoperta del guru Awesome Tapes From Africa che, armato di 808, drum pad e sampler sta scrivendo quella che lui chiama la nuova house africana.

Spero che il giro vi sia piaciuto. Ci vediamo a Pescara, dove il 30 giugno avrò il piacere di chiudere, con un dj set molto afrocentrico, la lunga notte di mezzo del festival. Peace.

Tracklist

  • The delay in the universal loop, The Unshaped Space medley Interdimensional Sex
  • Africaine 808, Tummy Tummy (Esa 39’s Afro Synth Remix)
  • Magic Source, Lovestruck (Africaine 808 NYC No Wave Dub)
  • Decomposer, Ludovisia (D’Arcangelo rmx)
  • Rival Consoles, Persona
  • Kokoko, Tokoliana medley Logic
  • Benin City, Long Way
  • Africaine 808, Balla Balla
  • Rival Consoles, Untravel
  • Benin City, Faithless (Marcel Lune Remix)
  • Phoenician Drive, Two Coins For The Boatman
  • Globster, Chick
  • DJ Khalab, Dense ft. Shabaka Hutchings & Tommaso Cappellato
  • Dj Katapila, Ghana Baby

Immagine di copertina | Rival Consoles via Facebook / Kokoko! via Facebook

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