In Conversazione Con Sio | “Essere Un’emarginata Sarà Il Tuo Super Potere”

Dallo smantellamento delle pratiche patriarcali nella scena house, ai pericoli e alle complessità dell'esistere in questo mondo in quanto donna, la cantante e poetessa Sio ripercorre e discute le idee e le esperienze racchiuse dentro il suo ultimo album, Features.

di Celine Angbeletchy - Pubblicato il 01/06/2021
Sio - Foto di Tatenda Chidora

Fa un po’ freddo a Johannesburg, ma è la stagione preferita di Sio, “quindi, va bene così” ammette, mentre iniziamo una piacevole conversazione a cui penso dal momento in cui ho iniziato a seguirla anni fa.

Sio è una cantante e poetessa. Il suo nuovo album, Features, esplora femminilità, violenza di genere, razzismo, i tanti modi strani in cui le persone di bell’aspetto vengono percepite, e tenta di riscrivere uno dei paradigmi più obsoleti nell’industria musicale, specialmente nel mondo della musica house.

Sotto lo stesso cielo grigio che non fa sembrare Londra e Johannesburg poi così lontane, iniziamo a spacchettare le potenti idee racchiuse in Features.

Essendo stata una vocalist nelle tracce di molti produttori nel corso degli anni, principalmente in un contesto house, per qualche tempo Sio ha pensato di mettere su uno show in cui avrebbe cantato tutti questi featuring e fatto un tour. Aveva già anche immaginato il design del poster, ma quello che sembrava un obiettivo facilmente raggiungibile in un mondo pre-Covid, è diventato impossibile con la realtà della pandemia che ci ha bloccatə tuttə. Tuttavia, questo ha fatto emergere nuove prospettive, Sio mi racconta: “Restando a casa, ho iniziato a guardare il mondo e questo mi ha reso molto introspettiva. Nel 2019 ho avuto quella che chiamiamo ‘una notte oscura dell’anima’, mi sentivo rotta dentro, un cumulo di macerie di vergogna, è stato intenso. E mi sono seduta e ho guardato a che cosa significa essere Nera, fuori e dentro la pelle Nera; e ho visto cosa fosse essere una donna, fuori e dentro questa forma. Poi ho osservato come queste cose siano andate a ricadere su vari aspetti della mia vita, e ho guardato a me stessa, a qualcuno che è percepito come di bell’aspetto: oggi è una giornata no per la mia pelle e non porto make-up, ma a noi donne non sono permessi questo tipo di giorni no. Inoltre, non siamo autorizzate ad avere pensieri e opinioni in generale, perché siamo trattate come variabili funzionali e tutti i nostri successi sono maturati attraverso il nostro aspetto, in quanto persone che sono percepite come belle, quindi ti dicono cose come: ‘Ok, con chi sei andata a letto?’ E questo è fastidioso.”

Una combinazione di tutti questi pensieri ha finito per dare forma ai temi dell’album, il cui titolo gioca con sarcasmo sulla parola ‘feature’ [che significa caratteristica, qualità; ma è anche un termine utilizzato per descrivere collaborazioni tra artistə musicali], andando ancora più in profondità dentro le riflessioni che hanno accompagnato la sua ideazione.

“Si riferisce alle le mie caratteristiche fisiche: il colore della mia pelle, il mio sesso, la mia razza, il mio background socio-economico, queste sono tutte caratteristiche di chi è Sio e del suo cuore,” spiega. “Ma ci sono anche le collaborazioni dell’album che sono state tutte come degli scambi. In passato avevo cantato sulle canzoni di questi produttori, e potendo raggiungerli facilmente ho pensato di chiedergli se potevo fare un feature con la loro musica e non hanno avuto problemi. Alcuni di loro sono grandi nomi della scena [Kid Fonque, Jonny Miller, Charles Webster, Dunn, Dwson e altri], ma non c’è stata nessuna resistenza. Ci sono state delle persone che mi hanno detto: ‘Sì, ma non puoi fare il featuring di un DJ.’ E io rispondevo: ‘State a vedere!'”

La musica house ha riempito le nostre piste da ballo, i nostri cuori e i nostri ricordi per decenni. È un genere che collega le persone, rompendo tutte quelle barriere morali e generazionali come solo pochi altri generi musicali riescono a fare. Tuttavia, le insidiose e invisibili trappole delle strutture patriarcali incorporate nella nostra società hanno sempre trovato un terreno fertile nell’industria musicale, dove i nomi delle vocalist—per lo più donne che hanno reso tutte quelle tracce house iconiche,  i successi senza tempo che ricordiamo e cantiamo a squarciagola—molto spesso sono stati cancellati non solo dai credits, ma anche dalla storia.

Sio condivide questa visione. “Questo è il punto, c’è sempre stata una sorta di preconcetto o legge inespressa dell’industria per cui la cantante non viene citata e viene estromessa. Ci sono così tanti classici con cui sono cresciuta. Ad esempio, non avevo idea di chi cantasse Pure fino a dieci anni fa, e ora so che è Monique Bingham, e ancora non conosco il nome della cantante di Finally, dei Kings of Tomorrow—ho visto un nome da qualche parte ma l’ho dimenticato. Follie di questo genere! Ma è così ed è come è sempre stato.”

Sio. Foto di Tatenda Chidora

Il timbro unico della voce di Sio attraversa le molte correnti e gli stati d’animo di Features trasportando messaggi importanti e condividendo esperienze che lo rendono un lavoro incredibilmente audace, e che Sio ammette di aver avuto paura di rilasciare. L’essere donna è al centro di tutto. Uno stato, una condizione così intensa e complessa da vivere, eppure così trascurata, spesso ignorata e soggetta a diversi gradi di discriminazione in diverse parti del mondo.

In realtà, alcune delle conseguenze più terribili della pandemia di Covid-19 che hanno colpito in modo particolare le donne e le bambine, non sono state affrontate, esposte, denunciate allo stesso modo di altre problematiche. Durante la pandemia nei paesi dell’Africa meridionale, incluso il Sud Africa, c’è stata un’escalation della violenza di genere contro donne e ragazze a causa dei dannosi stereotipi di genere incorporati nelle norme sociali e culturali, come ha riportato Amnesty International.

In questo clima, che Sio subisce e vive sia come donna che come artista, il dolore e la violenza sono sfruttati a suo vantaggio, abilmente trasformati in resilienza e resistenza nelle sue poesie e nei suoi testi.

I Learned Early [Ho Imparato Presto] è una poesia, l’ho pubblicata sulla mia pagina Instagram dedicata alla poesia, The Twilight Child. Deriva da molte cose che ho vissuto come persona, come le molte limitazioni che sono state poste e che sono poste su di me perché sono femmina. C’è sempre questa aspettativa nei miei confronti, di essere la ragazza che arriva in una scatola rosa con il fiocco rosa: dovevo essere questa piccola cosa graziosa e preziosa di cui prendersi cura, ma il più delle volte nessuno si prendeva cura di me e così ho imparato ad essere un ragazzo, perché sembrava più sicuro e più facile, c’è così tanto di più con cui non riescono a farla franca. Ho imparato presto, fin dall’infanzia, che non è una cosa divertente essere una ragazza, essere una donna. Non lo è. E guardo anche come altre donne vivono la stessa condizione in una diversa incarnazione in altre parti del mondo. Non sono solo io che sto attraversando questa follia dell’essere donna, tutte hanno momenti difficili. E sono sicura che ci siano difficoltà anche nell’essere maschi, ma nonostante ciò sembra comunque meglio, più sicuro, e c’è così tanta libertà che gli uomini hanno sulle donne, l’ho notato fin dall’infanzia.”

“È una poesia che deriva dal clima del mondo in questo momento, soprattutto come donna sud africana in Sud Africa. È spaventoso uscire. Devi stare attenta a come ti vesti, a come parli alle persone—con gli uomini in particolare—a dove vai, cosa bevi e come lo bevi, quando te ne vai, perché sei in pericolo quasi solo per il fatto di avere una vagina, che è pazzesco!”

Anche i vari ambienti dell’industria musicale in realtà non sono così sicuri, e sono le donne stesse spesso ad essere le custodi di pratiche patriarcali come l’iper sessualizzazione delle artiste, mi racconta Sio. “Lavoravo all’inizio del mio viaggio musicale, e l’idea che questa mia datrice di lavoro aveva sull’avere successo come musicista donna era esporre molto il mio corpo ed essere incredibilmente sexy. Ma io voglio che le persone mi ascoltino, e se mi guardano voglio che mi guardino perché sono eccentrica, e non perché mi vogliono portare a letto. Generalmente sono una persona abbastanza timida e ho subito molte aggressioni sessuali che non mi permettono ancora di sentirmi a mio agio nell’essere quel tipo di donna, ma potrei diventarlo, chi lo sa!”

La sua voce è piena di energia e vivacità anche mentre parla delle brutte esperienze che ha dovuto affrontare negli ultimi anni e da bambina, quando il suo talento vocale stava iniziando ad emergere. “Sono cresciuta in una comunità che loda la grande voce, le Whitney Houston, le Mariah Carey, la voce massiccia con tutti quei bei vocalizzi. Io sembro uscita dal 1947, è bizzarro! Non so perché, forse sono una reincarnazione!” scherza quando le chiedo se sia arrivato prima il canto o la poesia nella sua vita.

“Ho fatto teatro per un po’ e i miei insegnanti di canto mi dicevano sempre che avevo una voce troppo chiara e che dovevo renderla più profonda. Anche la voce con cui parlo ora è molto più bassa della mia voce naturale, ma lo sta diventando perché ho imparato a parlare con un tono più basso—a quanto pare la mia voce era troppo stridula e irritante,” continua. “Ma lo scrivere delle canzoni è venuto dalla poesia e la poesia mi ha colpito per puro caso: ho iniziato a scrivere quando avevo 16 anni, perché questo ragazzo mi prendeva in giro per il mio nome e io ho risposto in rima. Ho pensato: ‘Banale! Ma potrebbe esserci qualcosa qui!’ Faticavo molto a scrivere canzoni, poi mia madre è andata a lavorare all’estero per un anno o due, e mi sono comprata una chitarra. Ho iniziato a imparare gli accordi, ma mi ci sono voluti anni per trovare la quadra. Penso di aver avuto l’insonnia per circa sei mesi e in quel periodo le canzoni hanno iniziato ad avere un senso. Ho scritto una canzone sul non riuscire a dormire, sulla follia che ho provato e molte altre canzoni alla chitarra. All’improvviso, ho avuto accesso a dei beat house perché c’erano molte persone intorno a me che facevano deep house e soulful house, ed è così che le due cose si sono unite.”

Navigando la vita da donna, lavorando nell’industria musicale, Sio ha imparato molto. Ci sono molti consigli preziosi che darebbe alla sé stessa di qualche anno fa: “Continua a essere un’emarginata, sarà il tuo super potere, perché riuscirai ad essere in controllo di chi sei e a capire te stessa. Vai a guardare nelle profondità oscure e profonde di te stessa, riuscirai a rialzarti molto più velocemente di quanto faranno i tuoi coetanei/le tue coetanee, e va bene. Ognuno ha il proprio viaggio, ma essere un emarginata e sola, ed essere assente e nella tua testa, va bene! Fidati del tuo istinto e ascolta molto di più il tuo intuito, ti condurrà alle cose giuste e ti proteggerà dai MOSTRI!,” urla ridendo, “Quindi quando l’istinto ti dice ‘Corri!’, fidati, vattene! Inoltre, fai le cose che devi fare senza procrastinare così tanto. Capisco che stai ritardando perché la tua autostima è un po’ bassa, ma fallo comunque! La tua fiducia verrà dall’esercizio di ciò che vuoi fare, quindi vai e emancipati. E tutti quelli che ti dicono che non puoi… stanno sprecando le loro energie, non ascoltare, è rumore.”

Queste parole riecheggiano il testo di un’altra canzone dell’album, Golden: Sei d’oro /io, noi /non possiamo e non rimarremo in silenzio, dice il testo. “C’è un’aspirazione al bianco e un imbastardimento della Nerezza che ho vissuto,” spiega, “e c’è anche il feticismo della mia persona, e non so se è perché sono abbastanza vicino al bianco, che il bianco vuole applaudire, e abbastanza aspirazionale per il nero, che la Nera/il Nero vuole applaudire; ma non mi sento mai a casa. Inoltre, molte persone non volevano accettarmi perché ad ogni modo sono a cavallo della linea, sono un emarginata, disadattata nel mio strano piccolo io. E guardo ai modi per celebrare l’essere questo essere umano misto, che è Nerə, ovviamente, ma anche per tuttə  gli/le altrə Neri/Nere che conosco, perché non abbiamo avuto molti motivi per festeggiare, specialmente l’anno scorso, quando le ambiguità razziali sono diventate sexy. Dico io: “Cosa? Quindi ora è una cosa figa essere Nerə? Fino a quando i bianchi decideranno queste cose? Si appropriano culturalmente per adattare la nostra Nerezza ai loro trend, e poi cosa? Da sempre le idee che i bianchi usano per il loro successo sono nostre e sono stanca di questa situazione. Voglio arrivare ad un punto in cui ci assumiamo la proprietà della nostra genialità, perché ora non lo facciamo, e anche il modo in cui ho scritto Golden, è sempre una sorta di flirt: non sei abbastanza brava per me persona bianca, smettila. Smettila di seguirci e di usarci per i tuoi scopi! Inoltre, dobbiamo cercare di non dare via noi stessi così tanto, teniamoci le nostre cose per noi stessi, così possiamo celebrare ed esplorare ed espandere chi siamo, senza i loro paraocchi, parametri e limiti—limiti che abbiamo interiorizzato.”

Sio aveva paura di pubblicare questo album a causa del contesto e dei temi contenuti al suo interno, ma le cose devono cambiare e chi ha una voce, soprattutto quando è così bella e piacevole da ascoltare, deve usarla.

È quello che ha fatto Sio con la sua serie di ‘features’, collaborazioni, per cercare di innescare un cambiamento attraverso la musica dal basso verso l’alto, a partire dal ragazzo per strada che prende il taxi. “Questo è il mio mondo,” spiega la cantante, “quel ragazzo prende un taxi per andare al lavoro, deve partire alle prime ore dell’alba e tornare a casa dopo il tramonto. È stanco e probabilmente non ha un buon esempio di cosa significhi essere un gentiluomo, perché è cresciuto in una township, probabilmente senza un padre, o con un padre negligente o violento. Ho scritto questo album per lui, per insegnargli o almeno condividere un po’ di compassione; per lui in particolare, e per i ragazzi che stanno crescendo.”

Mentre si dedica alla realizzazione dei video per l’album, Sio sta anche celebrando il fatto che l’album stia raggiungendo così tante persone in tutto il mondo e nella diaspora delle africane/degli africani, una benedizione per lei—afferma—e per tutti noi.

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Sono una persona molto eclettica con un’ossessione per la musica e la sociologia. Nata e cresciuta in Italia, Londra è diventata la mia casa. Qui creo beat, ballo, canto, suono, scrivo, cucino e insegno in una scuola internazionale.