Il Moro | Il Corto Che Racconta Le Origini Africane Di Alessandro De’ Medici Ha Bisogno Di Noi

In un’atmosfera di cambiamenti storici, nasce un’opera ispirata ad un personaggio a noi molto vicino: Alessandro de’ Medici, primo duca di Firenze, primo capo di stato Nero nel mondo occidentale.

di GRIOT - Pubblicato il 06/09/2021
Alberto Boubakar Il Moro (2021), per la regia Daphne Di Cinto. COURTESY

“Ma tu non sei italiana.” “Sì, lo sono.” “Sì, ma non sei proprio italiana”. Sono queste le frasi che aprono la campagna di crowdfunding per sostenere il cortometraggio Il Moro. Scritto, diretto e prodotto dall’attrice italo-seychellese Daphne di Cinto (l’abbiamo vista di recente nei panni della Duchessa di Hastings—madre del Duca—nella serie Bridgerton)”, Il Moro è un gioiello in costume tutto italiano che racconta la storia semisconosciuta di Alessandro de’ Medici e delle sue origini africane, creando allo stesso tempo puntuali paralleli con l’Italia di oggi, su chi può e non può definirsi italianǝ. “Sua madre era una donna afrodiscendente tenuta in schiavitù presso la famiglia de’ Medici e il padre era Papa Clemente VII (al secolo Giulio de’ Medici),” racconta Daphne di Cinto.

Andrea Melis (Ippolito de’ Medici) ne Il Moro. COURTESY

Nonostante il dibattito degli/delle storicз sulla parternità e maternità del duca di Firenze sembra ancora essere aperto, oggi, più di 500 anni dopo il ducato di Alessandro de’ Medici, “in tutto il mondo è ancora necessaria una conversazione sull’esistenza, sul valore e sul contributo alla società delle persone non bianche” continua la regista. “È possibile nascere, crescere in un Paese, ma non venirne consideratз parte? L’Italia vede ancora più di 1 milione di persone nate e/o cresciute in Italia a cui è negata la cittadinanza a causa delle origini dei loro genitori. Chi ha la ‘fortuna’ di avere la cittadinanza dalla nascita, ma ha tratti somatici non bianchi viene quotidianamente etichettato e trattato come stranierǝ nella propria patria. Nel Paese che si ama. Nel Paese le cui abitudini ci hanno formato e ci hanno reso le persone che siamo oggi. Il fatto è questo: esistiamo. Siamo in tantз. E i nostri tratti non ci rendono meno italianз di altrз.”

Il processo di normalizzazione di Nere/Neri e altre persone razzializzate attraverso il racconto di altre storie è centrale nel pensiero della regista. “Quando i/le bambinз nei paesi Occidentali seguono le lezioni di Storia, che sia alle elementari, alle medie o alle superiori, i loro libri dedicano solo un capitolo alla “Storia Nera”. E questo capitolo di solito si intitola: “La tratta degli schiavi”. Ai/alle bambinз afrodiscendenti viene dimostrato che quello è l’unico capitolo della loro Storia di cui vale la pena parlare. I/le loro compagnз di scuola ricevono la stessa informazione, riaffermando un pensiero che si presta alla creazione e alla normalizzazione di una categoria di cittadini di serie B, formata da coloro che hanno un aspetto ‘diverso’. È così che i/le primз crescono, esperendo una intrinseca perdita di dignità che va a formare la loro identità.”

Le riprese, inziate oltre sei mesi fa, vedono coinvolto un cast d’eccezione. Il protagonista è interpretato da Alberto Boubakar Malanchino (Summertime, Doc, Nelle Tue Mani); Paolo Sassanelli (Classe di Ferro, Un Medico in Famiglia) veste i panni di Papa Clemente VII; Balkissa Maiga (Tre piani, 7 minuti, Acab) è la madre di Alessandro; e l’esordiente Andrea Melis interpreta Ippolito de’ Medici. Il film è accompagnato da una canzone originale interpretata da Loretta Grace e Lorenzo Tronconi.

Alberto Boubakar Malanchino (Alessandro de’ Medici) e Daphne Di Cinto (regista) sul set de Il Moro. COURTESY
Balkissa Maiga (madre di Alessandro de’ Medici) ne Il Moro. COURTESY

Spinta dalla necessità di portare alla luce questa storia, Daphne Di Cinto ha preferito non aspettare di raccogliere fondi per iniziare a girare. Il film è stato già realizzato, ma è proprio in questa fase di post-produzione che ha più bisogno di supporto. Su Indiegogo potete dare il vostro contributo a una Storia che merita di essere raccontata ed essere diffusa in tutti i lidi del mondo.

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