Il Moro | Come La Regista Daphne Di Cinto Ha Usato Il Suo Corto In Lizza Per Gli Oscar 2024 Per Rinnarrare La Storia Italiana

L'opera, dal grande impatto visivo e ricca di spunti di riflessione diretta da Di Cinto, sta ottenendo un grande successo grazie alla partecipazione a vari festival. E ora punta agli Academy Awards del 2024, con l'inizio di un tour universitario negli Stati Uniti.

di GRIOT - Pubblicato il 05/12/2023
Il Moro - Alberto Boubakar Malanchino durante le riprese del corto. Foto: Resina. COURTESY

Il Moro è un avvincente opera filmica che fa luce sul primo Duca di Firenze, Alessandro de’ Medici, primo uomo di origine africana a diventare un capo di Stato nell’Europa del Rinascimento. Attualmente è in lizza per la 96ª edizione degli Academy Awards nella categoria Best Live Action Short Film.

Quando la sceneggiatrice, regista e produttrice Daphne Di Cinto ha visitato la tomba di Alessandro de’ Medici a Firenze è rimasta colpita dal fatto di non aver trovato alcuna indicazione del suo nome: né davanti alla tomba, né nel resto della cappella. In quel momento ha deciso di agire e riparare a questa omissione.

Il Moro – Gli attori Alberto Boubakar Malanchino e Paolo Sassanelli. Foto: Resina. COURTESY

Ma facciamo un passo indietro.

Le famose Cappelle Medicee nella Basilica di San Lorenzo a Firenze, sono il luogo di riposo dell’illustre famiglia Medici, visitate da migliaia di turistɜ ogni giorno. I Medici più famosi sono sepolti all’interno della bellissima Sagrestia Nuova, progettata da Michelangelo. Qui si trovano la tomba di Lorenzo il Magnifico, quella del fratello, Giuliano, e quella di Alessandro de’ Medici, che dopo essere stato assassinato nel gennaio del 1537, fu gettato nella tomba del padre ufficiale, Lorenzo, duca di Urbino, e da allora vi rimase.

Se aveste visitato la cappella il 1° ottobre 2023, a meno che non conosceste personalmente la storia, non avreste saputo che Alessandro de’ Medici riposava lì: mentre tutti gli altri Medici hanno il loro nome scritto davanti alle loro tombe, il nome di Alessandro non era menzionato da nessuna parte. “Non capivo perché si potessero trovare informazioni su tutti gli altri, ma non su Alessandro de’ Medici. Aveva una posizione molto importante all’epoca. Perché la sua memoria continuava ancora ad essere cancellata?”, so chiede Di Cinto, che ha visitato la Cappella molte volte mentre scriveva il cortometraggio Il Moro, suo debutto alla regia. “Il mio film racconta la storia di un vero Duca Nero italiano, ma allo stesso tempo racconta la storia delle comunità afroitaliane e afroeuropee, della nostra continua presenza nella storia del nostro continente e di come questa presenza sia stata nascosta sotto il tappeto”.

Il Moro. La regista Daphne Di Cinto con gli attori Andrea Melis (sinistra) Alberto Boubakar Malanchino (centro), Paolo Sassanelli (destra). Foto: Resina. COURTESY

Dopo che il cortometraggio ha iniziato a ottenere riconoscimenti nel circuito dei festival, Di Cinto ha scritto una petizione al Comune di Firenze, chiedendo di riconoscere il nome di Alessandro nella Cappella Medicea. La petizione, presentata attraverso i consiglieri Antonella Bundu e Dimitri Palagi, è stata ufficialmente accettata il 4 novembre 2022, ma ci è voluto un anno intero prima che diventasse effettiva.

Finalmente nel novembre 2023, dopo un rinnovamento che ha aggiornato la maggior parte dei pannelli informativi per i turisti presenti nel luogo, le Cappelle Medicee presentano un pannello davanti al luogo di riposo di Alessandro de’ Medici, che finalmente cita il suo nome.

Il Moro – The Moor

Il Moro ha avuto un impatto significativo su molti tipi di pubblico. Se da un lato è diventato un punto di riferimento all’interno della comunità afroeuropea, dall’altro ha trovato il favore di un pubblico eterogeneo per provenienza, età e sesso, sia in Europa che negli Stati Uniti. L’opera di Di Cinto sembra essere piaciuta anche al pubblico più difficile quando si tratta di period drama – drammi d’epoca: il mondo accademico, in particolare lɜ storicɜ e lɜ storicɜ dell’arte. “Il Moro è sensibile e commovente, cattura la trasformazione di un giovane uomo che diventa il primo sovrano Nero della prima età moderna,” commenta l’esperta di Medici e storica dell’arte Elizabeth Pilliod. E prosegue: “È visivamente ricco, con immagini bellissime, dagli interni ricoperti di damasco ai ritratti ossessionanti degli antenati di Alessandro”. L’attore che ritrae l’imminente Duca [Alberto Boubakar Malanchino] ricorda fortemente i ritratti storici del giovane Duca.”

L’attore Alberto Boubakar Malanchino accanto a un ritratto di Alessandro de’ Medici. COURTESY

Il Moro presenta un cast e una troupe che riflettono magnificamente l’attuale diversità dell’Italia, con l’obiettivo di “essere un’ode all’amor proprio per i/lɜ Nerɜ italianɜ, lɜ afropeɜ e la diaspora africana, per ricordare che siamo parte integrante della storia europea, al di là di come ci ha rappresentato finora,” dichiara Di Cinto.

Il film ha ricevuto premi e riconoscimenti in vari festival, tra cui il premio per il miglior cortometraggio agli Italian Black Movie Awards e il premio per il miglior cortometraggio narrativo al Reel Sisters Film Festival, qualificato per gli Oscar. La narrazione avvincente, il cast eccezionale e la regia accurata fanno de Il Moro un forte concorrente nella prossima edizione degli Oscar 2024.

BIO

Daphne Di Cinto è una sceneggiatrice, regista e attrice Nera italiana basata a Londra. Ha iniziato i suoi studi di cinema e teatro a Roma, laureandosi in Scienze della Comunicazione all’Università Roma Tre. Ha frequentato la facoltà di cinema all’Università Sorbona di Parigi, prima di trasferirsi a New York per un Master in Fine Arts presso l’Actors Studio Drama School. Di Cinto ha interpretato la Duchessa di Hastings nella serie Netflix Bridgerton e, mentre sviluppava una serie basata sulla vita di Alessandro de’ Medici, ha scritto, diretto e prodotto Il Moro, il suo debutto alla regia, che ha riscosso successo sia nel circuito dei festival che in prestigiose istituzioni accademiche. Ha ricevuto il Cultured Focus Visionary in Film Award alla 79ª Mostra del Cinema di Venezia e il Leader of Change in Creativity Award ai Black Carpet Awards 2023.

Visita Il Moro

Segui GRIOT Italia su Facebook, @griotmagitalia su Instagram Iscriviti alla nostra newsletter

Questo articolo è disponibile anche in: en

Art & Culture, Music, Photography, Style, Video
GRIOT
+ posts

Condividere. Ispirare. Diffondere cultura. GRIOT è uno spazio nomadico, un botique media e un collettivo che produce, raccoglie e amplifica Arti, Cultura, Musica, Stile dell’Africa, della diaspora e di altre identità, culture e contaminazioni.