I David Di Donatello Aprono A Filmmaker Senza Cittadinanza Italiana

Mentre aspettiamo che il Parlamento si decida a chiudere positivamente la partita della riforma della cittadinanza, il più importante premio cinematografico italiano finalmente apre ai lavori di documentari e cortometraggi realizzati da persone senza cittadinanza, ma stabilmente residenti in Italia, scrive Leonardo De Franceschi.

di GRIOT - Pubblicato il 15/11/2021
Bangla (2019), di e con Phaim Bhuiyan. Foto: Christiana Nosel

Dal 5 ottobre l’Accademia del Cinema Italiano ha aperto le iscrizioni ai Premi David di Donatello. La nota informativa pubblicata sul sito ufficiale rinvia ai regolamenti per le specifiche del caso (devono essere film italiani, usciti tra marzo 2021 e febbraio 2022, eccetera) ma non segnala una novità importante che va nella direzione di riconoscere, almeno in parte, il contributo svolto in Italia dalle/dai filmmaker con background migrante e stabilmente residenti nel nostro paese, ma tuttora senza cittadinanza italiana. Infatti, da quest’anno anche le registe e i registi senza cittadinanza italiana ma residenti da almeno cinque anni, possono iscrivere i propri film per concorrere nelle rispettive categorie.

Questo articolo è apparso originariamente su Dinamo Press il 5 ottobre 2021, con il titolo I David di Donatello scommettono sulla diversity.

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