Giorno 99 Con Ruangrupa

Un giorno prima che documenta quindici chiudesse i battenti a Kassel, ho incontrato Reza Afisina e Ajeng Nurul Aini, membrз del collettivo ruangrupa, per fare il punto della situazione.

di Johanne Affricot - Pubblicato il 17/11/2022
ruangrupa, 2019. Da sinistra: Ajeng Nurul Aini, Farid Rakun, Iswanto Hartono, Mirwan Andan, , Indra Ameng, Ade Darmawan, Daniella Fitria Praptono, Julia Sarisetiati, Reza Afisina Photo: Gudskul / Jin Panji

Ora che le acque su quella che sarà ricordata come l’edizione più controversa della storia di documenta si sono calmate, sono ancora molte le questioni in sospeso. L’edizione 15 di documenta (18 giungo-25 settembre 2022) per la prima volta nella storia della quinquiennale è stata curata da un gruppo di nove persone, il collettivo indonesiano ruangrupa; e per la prima volta la direzione artistica è stata affidata a una visione non occidentale, inequivocabilmente ancorata a una diversa scala di valori estetici radicati in questioni sociali. Ci si chiede se questa apertura—sia a livello di approccio che di geografia—durerà, o se verrà definitivamente accantonata, soprattutto alla luce dei dibattiti che ne sono seguiti.

I dibattiti su documenta 15 sono stati caotici e, in varia misura, hanno trasmesso connotazioni ideologiche che spesso hanno gettato un’ombra sulla straordinaria mostra d’arte internazionale. L’attenzione si è invece concentrata su alcune opere, in particolare su People’s Justice (2002), di Taring Padi, che è stata disinstallata subito dopo l’inaugurazione perché raffiggurava tropi antisemiti.

Ho incontrato ruangrupa il penultimo giorno della mostra, a Kassel, per dare spazio a una discussione più approfondita e complessa sul loro lavoro, incentrato sulla collettività e su pratiche di condivisione.

GRIOT: Come state?

ruangrupa (Reza Afisina): Oggi, anche se siamo stanchз, siamo molto felici perché siamo riuscitз a fare tutto questo insieme. Per noi è stata un’occasione, soprattutto per quanto riguarda il nostro collettivo: l’occasione di imparare da molte direzioni e l’occasione di introdurre lumbung [termine indonesiano che indica una risaia comune]. Il lumbung è stato il nostro approccio per documenta 15, anche se lo pratichiamo da quando abbiamo dato vita al nostro collettivo. Volevamo conoscere cosa avevano in comune altre pratiche con la nostra, sia che fossero di collettivi che di singolз.

Per tuttз coloro che sono stati a Kassel, è stato evidente che lumbung è una pratica, eppure ci sono stati tentativi di collegare quest’idea a un concetto più astratto. Siamo curiosз di conoscere l’epistemologia del lumbung e di condividerla con chi non ha potuto sperimentare questa pratica qui a Kassel.  

È difficile da definire lumbung. All’interno del nostro lavoro, lumbung è un termine che abbiamo iniziato a utilizzare per la nostra pratica in maniera retrospettiva, che in gran parte era radicata nella collettività. Avevamo bisogno di conneterci anche alle nostre articolazioni. L’Indonesia è un arcipelago e la maggior parte di noi non si vedeva spesso; moltз di noi erano praticamente bloccatз a Giava, e non sapevano nulla di ciò che accadeva al di fuori di Giava, a parte le visite dellз amicз… o attraverso le conversazioni all’interno di lumbung fixer, che è la rete di gruppi indonesiani presenti in quel contesto.

Per quanto riguarda la nostra pratica come collettivo, abbiamo cercato di trovare questa connessione in questo particolare approccio collettivo, che era già incorporato.

Se imponiamo alle persone questo ideale di lumbung, non impariamo nulla. Non possiamo aprirci, né seguire la cosa, né criticare il modo in cui lumbung lavora o il modo in cui anche noi, come collettivo, lavoriamo. Non vogliamo stravolgere ciò che sta accadendo in questo particolare luogo [Kassel], o ciò che è già radicato, ma almeno innestarlo, e forse trovare alcune articolazioni; altrimenti le persone potrebbero rimanere intrappolate in questo senso di esoticizzazione di lumbung come parola, che poi resterebbe come un gesto o un metodo arrivato da un nuovo contesto.

runagrupa (Ajeng Nurul Aini): Se parliamo del lumbung e di come lavoriamo, è molto radicato e credo sia anche qualcosa di molto vicino alla nostra cultura. In Indonesia abbiamo questo termine, gotong royong, che significa lavorare insieme o aiutarsi a vicenda. Per esempio, se qualcuno costruisce una casa o c’è una festa di matrimonio, cerchiamo di aiutarci l’unǝ l’altrǝ; quindi penso che sia anche molto difficile da spiegare, perché quello che facciamo è davvero basato sulla pratica, e mi sembra che qui a documenta la gente abbia cercato di trovare il significato di lumbung. Per esempio, c’è anche quest’altro termine, nongkrong, che significa “passare il tempo”. Se spieghiamo cos’è nongkrong, per alcunз è qualcosa di  inaccettabile: è come perdere tempo. È molto difficile da spiegare.

ruangrupa (Reza Afisina): gotong royong si riferisce al modo in cui si porta il peso sulle spalle insieme. Nongkrong può essere inteso anche come un gesto di squatting, come lo squatting fisico nelle strade. Per noi passare il tempo è questo (come questo momento, che siamo qui insieme a parlare); ma fare squatting significa non avere termini e condizioni… se devo essere onesto, a volte si tratta solo di ‘perdere’ tempo, il che può essere una forma di resistenza.

GRIOT: Avete mai avuto il timore che voi e la vostra pratica poteste essere fraintesз?

ruangrupa (Reza Afisina): Il rischio si corre sempre: in che modo la nostra pratica si sarebbe relazionata [a Kassel] o sarebbe stata accolta? O, soprattutto, questa pratica che contributo avrebbe potuto dare a questo particolare luogo? documenta è una risorsa enorme e anche noi ci consideriamo una risorsa. All’inizio della nostra proposta, abbiamo chiesto a documenta: “Allora, perché non condividiamo insieme?”. Riconoscevamo il rischio, ma la cosa più importante era la fiducia che volevamo riporre l’unǝ nell’altrǝ, se decidevamo di prendere in mano questa responsabilità insieme. D’altra parte, è iniziata la pandemia. Immagina di essere in cucina, inizi a cucinare e improvvisamente ti trovi un nuovo ingrediente. E la domanda per noi è stata: “Come possiamo aggiungerlo alla ricetta?”. Dovevamo includere questo fattore come parte del processo, perché era storico.

GRIOT: La decisione di curare un evento così grande ha compromesso il vostro approccio radicale?

ruangrupa (Reza Afisina): Se parliamo di scala, dobbiamo prendere in considerazione l’enorme scala di Giacarta, in termini di densità [della popolazione], di abitanti e di città. Questo fa parte della nostra pratica. Il nostro collettivo è la nostra vita, viviamo e lavoriamo con questo collettivo, con ruangrupa, con il nostro ecosistema; ogni giorno, da quando abbiamo iniziato. In secondo luogo, organizzare un evento così grande è sempre una sfida. Parlando di istituzioni, il modo in cui le cose sono state strutturate—un modo classico—in questo contesto europeo o tedesco, fin dall’inizio per noi è stato impegnativo. Quindi avevamo bisogno di imparare, di colmare le lacune presenti nella nostra pratica. Io e Iswanto abbiamo vissuto a Kassel per 2 anni e 4 mesi—ancora oggi siamo qui—prima che iniziasse documenta 15. Avevamo bisogno di iniziare a familiarizzare con il terreno. Creare un evento è facile, basta portare le star: hai i soldi, hai il sostegno, tutto qui. Sarà una cosa grande, sarà un grande evento di cui tutti parleranno. Ma una struttura del genere come può essere davvero orizzontale? Come possiamo sederci insieme, da zero?

Quando è arrivata la pandemia, non sapevamo quale sarebbe stato il futuro, ma l’abbiamo fatto in quest’anno, anche se tanti eventi—non solo nel mondo dell’arte—sono stati rimandati e cancellati, e tante altre organizzazioni sono collassate. Abbiamo comunque deciso di realizzarlo. C’era questa aspettativa ‘ma voi siete la direzione artistica, dovete dare indicazioni’, alla quale abbiamo risposto: no, dobbiamo condividere il nostro potere, perché crediamo, sappiamo che ciascunǝ di noi ha un potenziale. La domanda per noi era diversa, volevamo sapere come avremmo voluto realizzare insieme documenta 15.

Nel libretto di documenta suggerite che questo evento può essere visto come documenta 15 o come lumbung 1. Come vi immaginate la continuazione del lumbung?

runagrupa (Ajeng Nurul Aini): La prima idea che abbiamo discusso con tuttз lз artistз—o lз membrз di lumbung—e il team artistico fondamentalmente è stata che il nostro obiettivo va oltre i primi 100 giorni di documenta 15; e poi durante il processo di documenta 15 abbiamo creato lumbung Interlokal, che è una rete. Abbiamo avuto dei mini majelis composti da tuttз lз artistз, anche in base alle regioni, e poi abbiamo fatto anche diversi progetti collettivi tra lз artistз e il team artistico.

Durante le conversazioni, uno dei temi che abbiamo ritenuto importante affrontare è stato quello economico: come sostenere finanziariamente la nostra pratica.  Ma abbiamo anche creato molti gruppi di lavoro e progetti collettivi che coprono interessi e argomenti diversi. Ad esempio, nel gruppo economico abbiamo creato lumbung Gallery, lumbung Kios, lumbung Land, lumbung Currency, e così via, partendo dalla nostra pratica e dalla sperimentazione.

ruangrupa (Reza Afisina): In base alla nostra esperienza, c’è sempre un tentativo di addomesticare o categorizzare. lumbung è sempre lumbung, a prescindere da tutto. Anche se c’è qualche innovazione, lo chiamiamo ancora lumbung. Per noi, in realtà, potremmo dimenticarci della parola lumbung, ma almeno l’essenza di questa particolare pratica, attraverso lumbung come contesto, è già incorporata. Con o senza di noi. Qui a documenta 15 e altrove.

Ci sono state molte discussioni sulla collettività, soprattutto in Indonesia, a partire dal 2000, quando abbiamo dato vita a ruangrupa. Ci sono state molte discussioni sul nucleo di queste pratiche, su come lavorare insieme in un’ecosistema del genere, sulle relazioni all’interno del collettivo e su cosa fossse il “collettivo”, perché abbiamo molti gruppi diversi di artistз che avevano già iniziato a lavorare insieme ancora prima di ruangrupa.

In particolare, la cosa che abbiamo sempre spiegato allз amici di Kassel è stata: “Ehi, voi sapete già cos’è lumbung, perché viene praticato su larga scala a documenta. Avete il privilegio di generare altre cose che potrebbero essere adatte e necessarie e che devono essere costruite nell’ecosistema di Kassel.” Non sappiamo dove andranno a parare, ma se vogliono relazionarsi con lumbung, devono farlo, ma non vogliamo imporre questo.

runagrupa (Ajeng Nurul Aini): Inoltre, abbiamo sempre pensato che lumbung non sia la risposta definitiva. Ci sono tante altre strade alternative.

Questa intervista è stata condensata e modificata per chiarezza.

Segui GRIOT Italia su Facebook, @griotmagitalia su Instagram Iscriviti alla nostra newsletter

Questo articolo è disponibile anche in: en

jo2
Johanne Affricot
+ posts

Arti visive, performative e audiovisive, cultura, musica e viaggi: vivrei solo di questo. Sono curatrice e produttrice culturale indipendente, fondatrice e direttrice Artistica di GRIOTmag e SPAZIO GRIOT, spazio nomade che promuove la sperimentazione multidisicplinare, l'esplorazione e la discussione.