Game Changers | Laura Kriefman | Oltre I Confini Della Danza E Tecnologia

di GRIOT - Pubblicato il 03/04/2016

Conoscere una personalità super creativa come Laura Kriefman è stato molto stimolante. Essendo anch’io una performer e visual artist, sono sempre alla ricerca di realtà che portino avanti un percorso artistico coerente e riescano a trasmettere con mezzi espressivi innovativi ciò che sembra impossibile: Game Changers.

Coreografa pluripremiata a livello internazionale, il lavoro della Kriefman cerca di andare oltre i confini della danza e della tecnologia, proponendo installazioni e spettacoli fuori scala che hanno l’ambizioso obiettivo di aiutarci a riconnetterci con il nostro corpo e il nostro ambiente.

“Abbiamo così tanti strumenti che ci aiutano nella nostra vita quotidiana, facendoci risparmiare tempo e forze, che il nostro senso di movimento nei nostri corpi è totalmente cambiato. Perciò sono interessata a capire come usare la tecnologia per cambiare il modo in cui vediamo il mondo e liberare nuovamente il nostro senso di movimento”, ha dichiarato in un’intervista.
griot-mag-Game Changers -TEDxROMA| Laura Kriefman | Oltre i confini della danza e tecnologia-crane-dance-guerilla-dance-project-4GRIOT: Il tuo progetto, Guerilla Dance project, è un modo molto innovativo di cercare di restaurare il contatto tra il corpo e l’ambiente, fondendo movimento e tecnologia. Mi racconti come sei diventata coreografa?

Laura Kreifman: Devo essere sincera. Sono stata molto fortunata nell’essere sempre stata circondata da persone che prima di rispondere facevano un respiro profondo e dicevano: “Ok, in che modo?” piuttosto che “No”.

Ho cominciato a coreografare musical e spettacoli teatrali ma mi rendevo conto che c’era una separazione troppo netta tra quello che le persone vedevano sul palco e il loro senso di movimento, nei loro corpi. E questa cosa mi preoccupava. Perciò ho deciso di organizzare gli allenamenti per strada, usando gli ambienti e gli oggetti di tutti i giorni.

Ho avuto la fortuna di fare una residenza al Pervasive Media Studio di Bristol, dove ho cominciato ad esplorare anche il modo in cui potevamo liberare l’uso della composizione musicale. Quella residenza mi ha cambiato la vita. Praticamente mi sono ritrovata in un ambiente straordinariamente collaborativo, pieno di persone che realizzano qualsiasi cosa: dagli spazi di lavoro a nuove forme di story-telling documentario. Quindi due anni dopo ho trasferito la mia società a Bristol e da allora non ci siamo più guardati indietro.

Lo scorso ottobre hai ideato e coreografato la Crane Dance di Bristol, una performance spettacolare di 40 minuti, dove il movimento sincronizzato di tre gru è stato accompagnato e sostenuto dall’impiego di luci, barche a remi, cori, musica. Da cosa trai ispirazione?

Dai miei collaboratori e da quei piccoli attimi che capto dal mondo che mi circonda. Attimi che fanno nascere nella mia testa idee molto ambiziose. Per la Crane Dance di Bristol mi sono ispirata alle infrastrutture delle nostre città,  installazioni che già ballano per noi ogni giorno ma noi neanche ce ne accorgiamo. E questa cosa mi diverte.

Amo le gru e mi sbalordisce la loro meccanica e il loro splendido movimento sopra le skyline delle nostre città. Volevo realizzare uno spettacolo che celebrasse questa capacità e maestria, e rendere protagonista della nostra attenzione le gru.

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(c) Paul Blakemore
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(c) John Rowley

Come sei riuscita a portare l’interazione con gli spazi pubblici a questa nuova scala?

La borsa di studio con WIRED mgazine e The Space (Arts Council England e BBC Television) è stato il fattore catalizzante. Le gru di Bristol e il suo porto simbolo della città sono stati la mia ispirazione. Il mio lavoro precedente di Augmented Dance [la fusione tra movimento e tecnologia] mi ha fornito gli strumenti necessari. I miei collaboratori sono stati la benzina di tutto e 95 persone hanno fatto sì che la Crane Dance di Bristol prendesse vita.

Wow. Senti ci sono delle esperienze particolari che hanno condizionato il tuo percorso personale e professionale?

Spesso scherzo sul fatto che ho due famiglie professionali: i miei  compagni del Clore Cultural Leadership Programme e i resident al Pervasive Media Studio. I primi mi hanno insegnato a credere alle mie intuizioni e idee; i secondi a come crescere. Il Pervasive Media Studio ti incoraggia ad essere “professionalmente interrompibile”: sempre disponibile ad aiutare gli altri e in cambio essere aiutati. È un principio assolutamente geniale.

Da bambina ti saresti mai aspettata di diventare una Game Changer, una persona in grado di ridefinire in maniera positiva il ruolo della tecnologia nelle nostre vite quotidiane attraverso la performing art?

Ahahah. No, assoltuamente no. Mai. Ero solo una bambina molto avida che amava provare a fare cose nuove e cercava di muovere le cose. Tutta questa mole di esperienze è stata particolarmente cruciale per lo sviluppo di una mente critica e oggi mi trovo ad essere una vera e propria impollinatrice: portando idee e facendo domande da un progetto all’altro, e poi a quello successivo.

Cosa significa per te essere artista oggi?

Ispirare. Viviamo in un mondo che è al massimo della rivoluzione creativa e tecnologica, e questa cosa è un mix che dà alla testa.  Tante possibilità di continuare a imparare e sviluppare le proprie capacità. Mi piace. Penso di essere parte della soluzione: il futuro.

Mi dici tre nomi di performer, compagnie di danza che più ti ispirano?

Ehi…ottima domanda. Vediamo…Mi ispirano molto BirdGang Dance (Hip Hop), Michelle Dorrance (Tip tap), Royal De Luxe (fanno degli spettacolo stupendi), Arcadia (enormi ragni meccanici!) e Elizabeth Streb. Ma anche artisti visivi tipo Joanie LeMercier and Grayson Perry.

A che progetti stai lavorando e quali progetti futuri dobbiamo segnarci in agenda?  

È stato un anno molto impegnativo, il che significa che ho potuto lavorae con un sacco di collaboratori davvero stimolanti. Stiamo organizzano spettacoli di gru danzanti in tutto il mondo per i prossimi due anni e una Mass Boat Dance, una danza con barche a vela sincronizzate dalla musica di un’orchestra sinfonica che suonerà dal vivo.

Stiamo lavorando ad una nuova installazione chiamata “Slow Into Motion” che uscirà alla fine dell’anno. In pratica esplora il movimetno in iper slow motion and un nuovo spettacolo di danza “Kicking the Mic” in tour dal prossimo autunno.

Dove ti vedi tra cinque anni?

Su una barca. Sempre su una barca.

* Info Evento *

Laura Kreifman sarà presente sabato 9 aprile all’Auditorium Parco della Musica di Roma per la terza edizione di TEDxROMA: GAME CHANGERS.
Dalle 9:30 alle 18:00

Acquista i tuoi biglietti qui.

– Intervista di Nicoletta Grasso, fondatrice del CRAC, Centro di ricerca per le arti contemporanee, e direttrice artistica di FRAC, festival di musica, arti visive e performative.

Tutte le immagini | Courtesy of  Laura Kreifman

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