Freezing Time In A Charged Present arriva Al Photo Vogue Festival 2021

Alla sesta edizione del Photo Vogue Festival Reframing History che inizia il 18 novembre, il contributing editor di GRIOT, Eric Otieno Sumba, discute con Delali Ayivi, Fabiola Cedillo, Gabriele Cecconi e Kennedi Carter del complesso rapporto tra tempo e fotografia.

di GRIOT - Pubblicato il 13/11/2021
Da sinistra: Eric Otieno Sumba, Delali Ayivi, Gabriele Cecconi, Fabiola Cedillo, e uno scatto di Kennedi Carter

Un cliché comune sulla fotografia è legato alla sua capacità di “congelare il tempo”. Attingendo al lavoro dellз quattro fotografз presenti, il panel rivisita questa frase trita e ritrita per esplorare il complesso rapporto della fotografia con il tempo. Se il nostro presente collettivo influenza il modo in cui vediamo il nostro passato e il nostro futuro, il modo in cui (ri)incorniciamo la storia è sempre contingente al momento contemporaneo. In che modo un presente carico influenza la nostra visione del passato/futuro? E quanto un’immagine può essere davvero “senza tempo”?

DELALI AYIVI

Delali Ayivi, Togo yeye

Delali Ayivi è una fotografa togolese e tedesca. Ha iniziato fotografando i/le suoз amicз e la sua famiglia in Germania, Togo e Malawi. Il ritrovamento del lavoro del suo bisnonno, il fotografo togolese Alex A. Acolatse, l’ha ispirata a documentare altre persone, con un’attenzione particolare alla moda. Nel 2019, insieme all’artista Malaika Nabillah, Delali ha avviato un progetto in corso chiamato Togo Yeye. Il duo collabora con talentз togolesi innovativi, in particolare giovani designer. Insieme, danno vita a un lavoro che cerca di documentare e potenziare la loro comunità creativa, sia a livello locale che nella diaspora. Attualmente Malaika e Delali sono basate a Lomé, dove continuano a sviluppare Togo Yeye e ad esplorare vari temi legati all’identità togolese.

FABIOLA CEDILLO

Fabiola Cedillo, Los mundos de TITA (TITA’s worlds)

Fabiola Cedillo è una fotografa ed educatrice ecuadoriana. Ossessionata dal seguire dall’immagine i movimenti di adattamento e di resistenza dell’essere umano di fronte a ruoli sociali, desiderio, frustrazione e idealizzazione; parte del suo lavoro si concentra sulla destigmatizzazione di corpi che sono emarginati perché non normativi. Nel 2017 ha creato AULA / School of Photography in Latin America, attualmente focalizzata sull’educazione visiva per minoranze etniche, migranti e persone trans e non binarie. Insieme a Indanza, creano laboratori che coinvolgono persone con problemi fisici e mentali per lavorare su temi legati al corpo e all’immagine. Ha pubblicato ed esposto i suoi lavori in diversi paesi in America, Europa, Africa e Asia. La sua prima autopubblicazione Los mundos de TITA è stata vincitrice di numerosi premi e ha partecipato a numerosi festival di fotografia e fiere d’arte. Nel 2020 è stata insignita del premio 212 Photography Istanbul, nel 2018 è stata finalista del Portfolio Prize di Aperture e, nello stesso anno, ha ricevuto il Pampa Energía Fola FO4CM Prize. È stata la vincitrice 2017 del “New Generation Prize”, parte del PHM WOMEN PHOTOGRAPHERS GRANT e nel 2016 è stata premiata con il Portrait of Britain, dal British Journal of Photography. È stata nominata al Joop Swart Masterclass 2018 e 2019 dal World Press Photo, ed è stata finalista al Gomma Grant 2018, Aesthetica Art Prize 2018 e al PRIX LE BAL SFR Jeunes Talents 2013.

GABRIELE CECCONI

Gabriele Cecconi, Secondary Roads

Classe 1985, Gabriele Cecconi è un fotografo documentarista interessato a tematiche sociali, umanitarie e ambientali e focalizzato, in particolare, sul rapporto tra l’essere umano e l’ambiente. Si avvicina alla fotografia nel 2014 dopo la laurea in giurisprudenza, e nel 2015 viene selezionato da Camera Torino e Leica per una masterclass con il fotografo della Magnum, Alex Webb. Il suo lavoro è stato pubblicato su riviste e quotidiani italiani e internazionali come Internazionale, L’Espresso, The Caravan e GUP Magazine, ed è stato esposto in numerosi festival, gallerie e musei del mondo. Cecconi ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui POY (Picture of the Year International), PX3 Photographer of the Year, il Grand Prix dell’Andrei Stenin International Press Photo Contest, il Fotografia Etica Award, il LUMIX Festival Sustainability Award e l’Yves Rocher Premio Fondazione Fotografia. Parallelamente conduce ricerche sul rapporto tra cultura, potere e rappresentazione e si interessa agli aspetti spirituali e pedagogici delle arti visive.

ERIC OTIENO SUMBA

Eric Otieno Sumba

Eric Otieno Sumba è un autore. Ha contribuito al volume curato African Artists: From 1882 to Now (Phaidon 2021) e a pubblicazioni tra cui Contemporary And, Africa is a Country, Something We Africans Got, Sleek, Frieze, Nataal, Texte zur Kunst e GriotMag, di cui è contributing editor. È anche un teorico sociale ed economista politico. Attualmente sta completando la sua tesi di ricerca di dottorato presso il Dipartimento di Sviluppo e Studi Postcoloniali dell’Università di Kassel.

REFRAMING HISTORY: FREEZING TIME IN A CHARGED PRESENT

Giovedì 18 Novembre
16.00 – 17.00
BASE Milano
Talk in inglese
INGRESSO LIBERO

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