France Odeon E Identità | Al Via Il Festival Di Cinema Francese Di Firenze

di GRIOT - Pubblicato il 27/10/2016

Il 28 ottobre segna l’apertura dell’ottava edizione del festival di cinema francese a Firenze, France Odeon, ma anche della rassegna cinematografica più lunga d’Europa, La 50 giorni Giorni di Cinema.

Quest’anno, tra le novità e proposte che ne rinnovano la formula, come la presenza di una giuria presieduta da Margherita Buy che assegnerà il premio Foglia d’oro al miglior film della selezione [la premiazione sarà martedì 1 novembre ore 19.30] il festival dà anche spazio a giovani registi francesi che trattano la questione dell’identità e raccontano la loro Francia.

Una selezione di cortometraggi tutta al femminile

Una selezione di cortometraggi realizzati da giovani talenti, tutti al femminile, rappresentativi delle multiculturalità del cinema francese – Afghanistan, Camerun, Senegal, Francia – che utilizzano nuovi linguaggi, trattano temi di grande attualità e si rivolgono ai loro coetanei.

Au bruit de clochettes, di Chabname Zariab, racconta la storia di un batcha [ragazzini prostituti afghani costretti da un protettore a danzare travestiti da donna per un pubblico maschile] Saman, che guarda con inquietudine l’arrivo del giovane Bijane, destinato a prenderne il posto. Geloso di colui che potrebbe rubargli l’affetto e la protezione di Farroukhzad, è tuttavia costretto ad insegnargli l’arte della danza.

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Au bruit de clochettes, di Chabname Zariab

Le bleu blanc rouge de mes cheveux, di Josza Anjembe. A 17 anni Seyna, un’adolescente di origine camerunense, si appassiona alla storia della Francia, il Paese che l’ha vista nascere e di cui è profondamente innamorata. Con il suo diploma in tasca e la maggiore età che si avvicina, Seyna aspira ad una sola cosa: la nazionalità francese. Ma suo padre Amidou si oppone accanitamente. Un film che richiama un tema di forte attualità anche in Italia [nei giorni scorsi abbiamo intervistato i ragazzi che hanno creato il movimento Italiani Senza Cittadinanza.]

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Le bleu blanc rouge de mes cheveux, di Josza Anjembe

Maman(s), di Maïmouna Doucouré, racconta invece la storia della piccola Aida, 8 anni, che vive in un appartamento alla periferia di Parigi. Quando il padre torna dal suo viaggio in Senegal, loro Paese d’origine, la quotidianità di Aida e di tutta la famiglia viene completamente scombussolata: il padre non è tornato solo, è accompagnato da una giovane senegalese, Rama, che presenta come seconda moglie. Aida, sensibile allo sgomento della madre, decide allora di sbarazzarsi della nuova venuta.

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Maman(s), di Maïmouna Doucouré

I film: La selezione Griot

Domenica 30 ottobre alle ore 18.30 verrà proiettato Tour de France, film indipendente di Rachid Djaïdani. Il regista, nonostante il modesto budget, è comunque riuscito a coinvolgere il mito Gérard Depardieu che nel film è un muratore in pensione con l’hobby della pittura. Viene affiancato dal giovane rapper Sadek, nel ruolo di un rapper di origini magrebine in fuga per un litigio tra bande, in un viaggio verso il sud della Francia che diventerà l’occasione di avvicinamento e confronto tra le due anime del Paese: la vecchia e tradizionalista, quella nuova e ribelle, i cui punti di riferimento non sono per forza legati alla grande e pregiata letteratura francese ma chi vive condivide il loro stesso quotidiano.

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Tour de France, di Rachid Djaïdani

Chiude la serata alle 21.15 un altro film che ci ha colpito, sempre sul tema dell’identità ma in una forma diversa, Polina, Danser sa Vie di Valérie Müller e Angelin Preljocaj. Polina è una promettente danzatrice classica. Quando sta per essere ammessa nel prestigioso corpo di ballo del Bolchoï, la scoperta della danza contemporanea la mette profondamente in crisi. Polina lascia tutto e scappa in Francia per lavorare con la celebre coreografa Liria Elsaj – interpretata da Juliette Binoche. Devota al lavoro fino all’ossessione, malgrado il suo desiderio di arrivare, non riesce ad affermarsi. Parte allora per Anversa, in cerca di lavoro e nuovi orizzonti.

Il Festival si concluderà martedì primo novembre con un film fuori concorso, Comment j’ai rencontré mon père di Maxime Motte che in forma di commedia affronta un tema attualissimo. Una coppia della Normandia – Isabelle Carré e François-Xavier Demaison – abita in una casa in riva al mare con il figlio adottivo, un bambino di origini africane che non si spiega perché i suoi genitori abbiano la pelle bianca, finché un migrante ghanese – Diouc Koma – non approda sulla spiaggia e il bambino, convinto che sia il suo vero padre, lo nasconde nell’armadio per sottrarlo alla ricerca della gendarmeria. Come reagiranno i genitori adottivi quando si accorgeranno di questo potenziale concorrente?

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Comment j’ai rencontré mon père, di Maxime Motte

Come al solito il Festival non manca di portare a Firenze prestigiosi ospiti provenienti dalla scena cinematografica francese. Quest’anno ci saranno Nicole Garcia – regista di Mal de Pierres; Caroline Deruas, Jenna Thiam e Christine Gozlan – regista, attrice e produttrice di L’indomptée; Rachid Djaïdani e Gérard Depardieu – risepttivamente regista e attore di Tour de France; e Jean-Louis Livi – produttore di Une vie.

Le informazioni complete sulla rassegna sono disponibili sul sito del festival. Tutti i film sono sottotitolati in italiano.

Festival France Odeon
28 ottobre – 1 novembre
Cinema La Compagnia
Via Cavour 50/r
Firenze

Immagine in evidenza | Polina, Danser sa Vie, di Valérie Müller e Angelin Preljocaj

 

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