Cosa Vedere E Fare A Febbraio

Una selezione accurata di mostre, performance, conversazioni, lecture spalmate tra gennaio, febbraio e marzo.

di GRIOT - Pubblicato il 31/01/2024
Frame da Stasera mi Butto (1967), con Lola Falana, attiva in Italia negli anni 60-70 del 900, diretto da Ettore Maria Fizzarotti.

Zachary Fabri
Dear Empathy and Other Beverages

16 gennaio – 16 febbraio
The Recovery Plan
Firenze

Dear Empathy and Other Beverages, la prima personale di Zachary Fabri, fellow in Visual Arts 2024 all’American Academy in Rome, esplora le nozioni di onestà e fatica in relazione al consumo di conflitti e contraddizioni socio-politiche, situate come elementi fissi della vita di tutti i giorni. L’eredità e i significati della violenza coloniale e il costante richiamo ai continui processi di sradicamento, connivenza, silenzio e il conseguente senso di urgenza sono tra quei concetti inquadrati attraverso l’uso del linguaggio delle bevande, o ciò che ingeriamo, attraverso il lavoro di Fabri. Zachary Fabri (Miami, Florida) è un artista multidisciplinare, vive e lavora a Brooklyn, New York.  La maggior parte del suo lavoro spazia tra performance e il video, e lavora sui temi concettuali del contesto, della politica e della mascolinità Nera. In mostra a The Recovery Plan.

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Emmanuel Anyigor
Luminous Echoes
31.01 – 08.02.2024
Ara Pacis,
Roma

Inaugura il 31 gennaio la mostra Luminous Echoes, una selezione di alcune opere fotografiche del fotografo emergente Emmanuel Anyigor, che catturano la magia della luce nell’architettura del Museo dell’Ara Pacis. Emmanuel Anyigor invita spettatori e spettarici a scoprire le infinite possibilità di dialogo tra il passato e il presente, tra la storia e la modernità, tra la pietra e il cemento. La fotografia chiave della mostra, da cui nasce il titolo, è la statua di Claudio in veste di Giove, proveniente da Leptis Magna, una città dell’Africa romana. Il lavoro di Anyigor si concentra sulla luce, come elemento essenziale e vivo.  Emmanuel Anyigor, classe 95, è un fotografo e artista visivo nigeriano, che vive e lavora a Roma. Studia all’Accademia di Belle Arti di Roma. Il suo lavoro esplora temi come la memoria, l’identità, il colonialismo e la diaspora africana.

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Black History Month
Febbraio
Torino, Bologna, Firenze, Roma

Anche quest’anno ritorna il Black History Month, una celebrazione che dagli Stati Uniti si è diffusa in varie parti del mondo, Italia compresa, per mettere in luce il contributo delle persone afrodiscendenti all’interno delle loro comunità, proponendo un ricco calendario di eventi, mostre, performance, musica, moda, distribuiti tra Torino, Bologna, Firenze e Roma. Nella sua 3° edizione, il Black History Month Torino si concentrerà su tre temi principali: espressione, sostenibilità (ambientale e non) e imprenditoria (femminile e non). La V° edizione di Black History Month Bologna, Percezioni, si iscrive nella continuità dell’edizione precedente, che si ispira al Colloquio internazionale del 2019 dell’università di Dschang, in Camerun “L’Africa nella letteratura italiana (post)coloniale, memoria, percezioni e rappresentazioni”. A Firenze, la 9° edizione si apre il 1° febbraio con un ricchissimo programma, Whole Rest, titolo scelto come invito al riposo e al riposizionamento necessari per le realtà dedicate alla storia e al futuro della produzione culturale degli afrodiscendenti. A Roma, una serie di inziative tra la Temple University e l’American Academy in Rome. Nella sede dell’accademia, segnaliamo due eventi: il 13 febbraio Black Europeans from Renaissance to Present Day, appuntamento che esplora la presenza storica di Nerɜ europei sin dai tempi del Rinascimento, con una breve performance di poesia del poeta franco-camerunense-gallese Stretch, la proiezione de Il Moro, della regista Italo-Seychellois Daphne Di Cinto, e una conversazione tra Di Cinto e Olivette Otele, autrice del libro African Europeans: An Untold History (Africani Europei. Una Storia Mai Raccontata), distinguished Research Professor of the Legacies and Memory of Slavery alla SOAS Univeristy di Londra  (Africani Europei. Una Storia Mai Raccontata). Mentre il 20 febbraio, alle 18:30 Across the Atlantic: African American Female Entertainers in 1960s and 1970s Italy, una lecture installazione della borsista in Moderne Literature, Jessica Harrys. Attraverso una selezione di film e spezzoni televisivi italiani che hanno come protagoniste l’attrice, cantante e ballerina Lola Falana e la modella e attrice Donyale Luna, oltre a letture tratte dalla sua ricerca, Harris esplorerà la posizionalità di queste due donne nell’Italia post-fascista e postcoloniale.

Get Together
23 Febbraio
H. 18-21
Sala 1,
Roma

Il 5 febbraio del 2015 uscivamo pubblicamente allo scoperto. Nove anni dopo, qui a GRIOTmag abbiamo sempre voglia di vederci-vi e stare insieme. Ecco l’invito per voi.

Stop Telling Women to Smile
7 febbraio
Industrie Fluviali
Roma

Stop Telling Women To Smile è la campagna di street art che, con la sua denuncia alle molestie di strada subite dalle donne, ha dato notorietà nel 2012 a Tatyana Fazlalizadeh, artista e attivista americana. Protagonista del prossimo appuntamento con Everyday Democracy presso Industrie Fluviali, l’artista sarà in dialogo con Johanne Affricot.
I temi sono quelli della rappresentazione e oggettivazione delle donne con un focus sulle istanze femministe nelle comunità afro-discendenti. La lente sarà quella delle arti visive nello spazio pubblico.

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Binta Diaw
Del Cosmo e della terra

20.01-03.03.2024
Villa Pacchiani

Del Cosmo e della terra è la nuova mostra dell’artisa italo-senegalese Binta Diaw negli spazi di Villa Pacchiani. Il progetto che ha portato Binta Diaw a operare a Santa Croce sull’Arno ha come obiettivo la realizzazione di processi di dialogo e convivenza tra culture diverse coinvolgendo, in un processo partecipativo, la numerosa comunità senegalese che risiede nel comune toscano. Le sale di Villa Pacchiani ospiteranno una serie di opere significative di Binta Diaw, tra installazioni, alcune di grandi dimensioni, fotografie, video e sculture sarà presentata anche un’opera prodotta dal dialogo tra l’artista e il territorio in un’ottica di reciproca conoscenza.

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