Cocoa Sugar | Gli Young Fathers Sono Tornati

di Celine Angbeletchy - Pubblicato il 27/03/2018

Poco più di un anno fa la musica degli Young Fathers era protagonista della colonna sonora di T2 Trainspotting: sei brani che, secondo lo stesso regista Danny Boyle, costituivano il cuore pulsante del film, dettando il ritmo alle vicende di Renton e soci a Edimburgo. Sul potente punk gospel di Only Knows scorrevano i titoli di coda, rafforzando così il legame tra la band e la loro contraddittoria città, vivace e moderna ma ancora legata al recente passato industriale e operaio.

Gli Young Fathers, infatti, nascono nella capitale scozzese nel 2008 dall’incontro tra i giovanissimi “G” (originario del sobborgo di Drylaw), Alloysious Massaquoi (liberiano passato dal Ghana) e Kayus Bankole (nato da genitori nigeriani e cresciuto negli Stati Uniti), tre ragazzi con esperienze familiari e personali diverse, tutte nel segno della multiculturalità.
griot mag young fathers Il 9 marzo è uscito il terzo album della band, intitolato Cocoa Sugar e pubblicato dall’etichetta londinese Ninja Tune, che rappresenta un ulteriore cambio di direzione, il tentativo di ampliare ancora l’orizzonte artistico di un progetto in continua evoluzione.

Se l’eclettico e claustrofobico DEAD (2014) poteva inserirsi nella scena dell’hip hop alternativo e il successivo White Men Are Black Men Too (2015), con le sue primitive drum machine e le sue abrasive chitarre, sembrava influenzato dal krautrock, questo disco si sforza di avere maggiore linearità e un po’ di quella leggerezza finora deliberatamente evitata.

Ma il lato oscuro della forza è sempre in agguato, rivelandosi con prepotenza nella tracce senza melodia e nelle sonorità più cupe, quando l’atmosfera diventa progressivamente più esoterica e straniante sul filo delle sperimentazioni elettroniche.

Il singolo In My View, allucinato racconto di un viscido personaggio che divora foie gras, godendo per la crudeltà della sua produzione, è potente ed emozionante, così come la paranoica Toy. Turn ci mette alla prova con il suo rap ad altissima velocità e il ritornello in falsetto, mentre i 4 minuti di Wow ci spiegano dov’è arrivato il punk oggi.

Nel complesso Cocoa Sugar è affascinante e ambiguo. Gli Young Fathers realizzano una nuova colonna sonora: non per un film, ma per questa malata società postmoderna, che non riesce ancora a superare i concetti obsoleti di razza e genere, alimentando i propri vizi e tentando di cancellare l’umanità residua. Distorsioni sonore e ibridazioni musicali per un mondo altrettanto distorto e ibrido: “What a time to be alive – I’m going to put myself first”, gridano.

Bellissima e di grande impatto è anche la copertina, ispirata all’icona Grace Jones e realizzata da Julia Noni, già al lavoro con grandi nomi della moda.

Immagine di copertina | Still video In My View

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Sono una persona molto eclettica con un’ossessione per la musica e la sociologia. Nata e cresciuta in Italia, Londra è diventata la mia casa. Qui creo beat, ballo, canto, suono, scrivo, cucino e insegno in una scuola internazionale.