Bullied To Death | “Noi Siamo Vive, Ma Di Violenza Lesbofoba Ne Sappiamo Parecchio!”

Bullied to Death è un progetto cinematografico sperimentale e indipendente che, prendendo spunto dalla vera storia del giovane Jamey Rodemeyer, mette in luce le storie di altrə giovani gay, lesbiche e trans vittime di attacchi omofobi, uccisə o indottə al suicidio in diverse parti del mondo.

di GRIOT - Pubblicato il 17/05/2021
Bullied to Death (2016)
Duduzile Zoso era lesbica e fu violentata prima di essere uccisa. Jamey Rodemeyer si suicidò per il cyberbullismo omofobo e grassofobo subito dopo il suo coming out su Youtube. Zachary Dutro-Boggess fu ucciso dalla madre perché semplicemente temeva poteva essere gay. Leelah Alcorn era una ragazza trans che si suicidò. Matthew Shepard fu massacrato e ucciso.

Episodi di violenza di genere e omotransfobica si registrano ogni giorno, ovunque, eppure c’è ancora chi li sottovaluta. Per questo abbiamo deciso di proporre gratis, in tutto il mondo, su STREEEN il film Bullied To DeathBullizzati a Morte (2016), di Giovanni Jo Coda, oggi, 17 maggio, Giornata internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, dalle 8.30 fino a mezzanotte. Il film ha vinto il premio al Miglior Lungometraggio all’Omovies Festival di Napoli, Italia, l’Humanity Award all’Amsterdam New Renaissance Film Festival, il Premio al Miglior Lungometraggio a L’Aquila LGBT Film Festival, il Best Avant-Garde Innovation Award al Melbourne Documentary Film Festival e ha ottenuto menzioni speciali in altri festival.

Io sono viva, ma di violenza lesbofoba ne so parecchio e forse un giorno racconterò che genitori ho avuto. Intanto guardate questo film: aiuta.

– di Chiara Zanini

Note su Bullied to Death

Il regista e sceneggiatore Giovanni Jo Coda prende spunto dalla vera storia di uno youtuber suicidatosi in seguito ad una sequenza di gravi atti legati al bullismo scolastico e al cyber bullismo di stampo omofobo e grassofobo dopo il suo coming out come omosessuale. Il suo nome era Jamey Rodemeyer, viveva a Buffalo e aveva anche partecipato al progetto It Gets Better, che ha avuto una versione italiana chiamata Le cose cambiano. Rodemeyer ci ha lasciato nel settembre del 2011. Aveva scelto di essere una figura pubblica per dare il proprio contributo nell’aiutare altri adolescenti lgbt+ e per riscattarsi. Aveva una grande ammirazione per Lady Gaga, a sua volta attaccata dai bulli, e a lei dedicò il suo ultimo tweet prima di impiccarsi. La sua storia ha fatto il giro del mondo e serie americane come Glee vi alludono per l’importanza che ha avuto nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica.
(Fonte: Cinema Italiano)

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