Braccio Di Ferro | Le Donne Tradizionali Rastafari Nella Moderna Giamaica

di GRIOT - Pubblicato il 08/03/2018

Il Rastafarianesimo iniziò nel 1932 in Giamaica, con Leonard Percival Howell. Il paese al tempo era ancora sotto l’impero coloniale britannico e Howell diede vita al Movimento per aiutare e confortare quelli che si trovavano in difficoltà.

La dichiarazione di Marcus Garvey [sindacalista e scrittore giamaicano molto attivo negli Stati Uniti] di “Guardate all’Africa, lì, dove sarà incoronato un re nero; sarà il vostro Redentore”, diventò il principio fondante del Movimento. L’ideologia rasta attribuisce infatti un valore molto elevato alla coscienza nera e al valore personale. Ed è a partire dal giudaismo e dall’Antico Testamento, utilizzati come guide, che fu creato il movimento religioso Rastafari.

Agli albori della nascita della religione, e fino agli anni ’70, gli uomini e le donne Rastafari furono pesantemente perseguitati dal governo giamaicano. I loro dreadlock e lo stile di vita che conducevano erano considerati impuri e, come tali, molti di loro venivano picchiati dalla polizia. Vivevano una vita tumultuosa e manifestavano il rimpatrio in Africa. Di fronte alle innumerevoli difficoltà, si stabilirono nei comuni collinari come Bobo Hill, Buff Bay e Pinnacle, dove crearono delle comunità autosufficienti. Erano agricoltori che vivevano del lavoro della terra, vendendo le colture e i pezzi di artigianato realizzati a mano nei mercati. Le autorità tuttavia razziavano e spostavano regolarmente i loro campi.

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Foto di Gianluca Ramalho Misiti

Le Donne nel Movimento Rastafari – In Teoria

Una donna rastafari è una ‘Regina’ e deve rispettare diversi standard e valori rispetto alle donne di “Babilonia”, quelle della società occidentale. La donna rastafari si riconosce facilmente dalla cura che ha di sé: niente trucco, testa coperta, abiti modesti che coprono spalle e ginocchia (solo vestiti e gonne) e nessusa sostanza chimica nei capelli. Inoltre, non possono usare nessuna forma di anticoncezionale, e l’aborto non è contemplato perchè visto come forma di omicidio.

Una donna che segue la cultura Rastafari, ci si aspetta che educhi la comunità, ma che allo stesso tempo sappia stare “al suo posto”. Ha un ruolo secondario rispetto all’uomo, e non può ricoprire un ruolo guida nella comunità. Il Bobo Shanti è considerato l’Ordine più severo quando si tratta dei ruoli femminili che aderiscono rigorosamente ai principi dell’Antico Testamento. Se una donna ha le mestruazioni, deve stare lontana dai Fratelli.

Molti matrimoni rastafariani vengono celebrati in common law [una coppia viene considerata legalmente sposata, senza che questa abbia registrato il matrimonio come civile o religioso].

La donna è considerata come una nave che trasporta i bambini, fa le pulizie, educa i figli e compiace il suo re. La gelosia non è un’emozione ben vista e accettata nelle donne Rastafari. Se il suo re ritiene opportuno andare con un’altra donna, deve accettarlo, ma, di contro, la donna non può essere infedele.

In un’intervista con il Jamaica Observer, Sorella Minnie ammette che, sebbene non abbia rimpianti, è stato difficile seguire la strada Rastafari. In particolare ha affermato: “Come donna, è stata dura. Vuoi sapere la verità a riguardo? Eravamo solo portatrici di bambini… dovevamo (solo) portare figli per i nostri Fratelli fino a quando non potevamo alzarci in piedi e parlare da sole. Alcuni di loro ora ci chiamano uomini.”

La sua amica, Sorella Mitsie, nella stessa intervista ha dichiarato: “Ai tempi, quando ci siamo addentrate nel Movimento, non c’era niente di modaiolo legato ai dreadlock. Venivi preso di mira per discriminazione, vittimizzazione, persecuzione, tutto. Quindi, per me, è stata una sfida come madre, ma non potevo fare in altro modo.”

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Foto di Gianluca Ramalho Misiti – Ariadne Jacob – Dreadlock

La donna Rastafari di oggi

Secondo il censimento della popolazione realizzato nel 2011, che prende come riferimento un arco temporale di dieci anni, la Giamaica ha visto un aumento del 20% nel numero di Rastafariani. Le persone che rivendicano il Rastafari come loro religione sono aumentate da 24.020 a 29.026. Di questa cifra, 3.701 erano donne.

Chiaramente i numeri mostrano che il Rastafarianesimo è un movimento a prevalenza maschile, dominato dagli uomini. Il movimento rappresenta l’empowerment della gioventù giamaicana che mette in discussione il sistema e la fede cristiana predominante.

Il regista e Rastafari Kassa Hynes si oppone con molta veemenza alle statistiche: “Nessun governo può dare informazioni sui Rastafari.” Dubita che gli addetti al censimento si siano avventurati a raggiungere le aree rurali interne alla Giamaica montagnosa per completare un conteggio corretto.

L’approccio moderno di Hynes alla donna Rasta differisce da quello storico. “Le donne Rasta, oggi più che mai sono in prima linea adesso,” sostiene. “I Rasta della vecchia scuola toglievano la voce alle donne a causa della Bibbia. La mia generazione ha annientato quel concetto. Dalla mia generazione in poi, ci siamo focalizzati negli insegnamenti di Haile Selassie [negus neghesti e ultimo imperatore d’Etiopia] e Garvey.”

Hynes ha notato questo cambiamento negli anni ’90, quando le donne e le ragazze più giovani venivano coinvolte per suonare le percussioni e dare voce alle loro opinioni nelle sessioni di ragionamento. Per quanto riguarda il l’abbigliamento, Queen Ifrica è spesso vista nei media truccata e indossare pantaloni. È in compagnia di molte donne Rastafari che rifiutano la sottomissione nel movimento.

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Foto di Gianluca Ramalho Misiti. Ariadne Jacob – Dreadlock

“Quando Norman, Bustamante Manley e i cittadini della Giamaica spaccavano le teste degli uomini Rasta e le gettavano nel canale, era la donna Rasta che doveva occuparsi della famiglia e della comunità. Non esiste Rastafarianesimo senza donna,” dice Hynes.

La donna Rastafari di oggi non è un ossimoro. “Mi trucco, mi faccio le unghie, a volte mostro i capelli, indosso sempre le gonne, e riconosco Sua Maestà Haile Selassie,” rivela Rochelle Brown, una Rastafari di 40 anni che vive a Brooklyn, New York .

Brown afferma che i tempi oggi sono diversi  per la donna Rasta. “Le cose stanno cambiando all’interno della comunità. Si tratta di educare e cambiare le prospettive,” aggiunge.

Per quanto riguarda quel momento del mese che tuttte le donne vivono, lei stessa fa notare che è il suo tempo sacro, e che ha bisogno del suo spazio. “Non cucino quando ho il ciclo perché il mio sistema non è in pace. Mi sto purificando e l’energia influisce sul cibo.”Brown dice che è come quando tua madre cucina con amore, e quando mangi il cibo di qualcuno fatto senza amore, la differenza si sente. Il re di Brown le dà spazio durante le sue mestruazioni per onorarla e farle vivere totalmente la sua purificazione.

C’è un vero e proprio braccio di ferro tra la donna Rastafari di un tempo e il suo trovare spazio nella moderna società giamaicana. L’energia femminile sta crescendo, specialmente sulla scia del movimento #metoo. Le donne, che un tempo erano viste come soggetti secondari, senza voce, oggi si stanno facendo avanti all’interno del movimento Rastafari.

Questo articolo è comparso nella sua versione originale qui. Ringraziamo l’autrice, Diana o’Gilve, per averci concesso l’autorizzazione a tradurlo in lingua italiana e condividerlo sulla nostra piattaforma. 

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Immagine di copertina | Ariadne Jacob – Dreadlock-19. Foto di Gianluca Ramalho Misiti

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