Bonaventure Soh Bejeng Ndikung Nominato Curatore Capo Della Biennale Di San Paolo 2025

Il curatore camerunense con sede a Berlino, direttore di HKW e fondatore di SAVVY Contemporary, Ndikung, sarà il curatore capo della 36a Biennale, in programma nella seconda metà del 2025. Il progetto curatoriale di Ndikung sarà presentato nella seconda metà di quest'anno, insieme ai membrɜ del suo team curatoriale.

di GRIOT - Pubblicato il 07/04/2024
Bonaventure Soh Bejeng Ndikung. Foto: Jana Edisonga / Fundação Bienal de São Paulo

Nato nel 1977 a Yaoundé, in Camerun, Ndikung è una figura di spicco della scena artistica contemporanea mondiale. La sua traiettoria unica e interdisciplinare combina la costruzione di istituzioni come pratica, la prassi curatoriale con enfasi sulla performatività, le arti sonore, installative e visive, la teoria e il discorso critico con una formazione accademica in biotecnologia medica e biofisica. L’impegno di Ndikung nell’intersezione tra arte e scienza, insieme alla sua visione innovativa, è culminato nella nomina a direttore e curatore capo della Haus der Kulturen der Welt (HKW) di Berlino a partire dal gennaio 2023, dopo il suo incarico di direttore fondatore di SAVVY Contemporary. Ndikung è anche professore alla Weißensee Academy of Art di Berlino. In precedenza è stato coinvolto in progetti significativi come Documenta 14 (Kassel, Atene, 2017), in qualità di curator-at-large; la Biennale di Dakar, Dak’Art (2018), come curatore capo; co-curatore del Padiglione finlandese alla Biennale di Venezia del 2019; e come direttore artistico di Bamako encounters (Bamako, Mali, 2019 e 2022).

“Dire che sono felice di essere stato nominato curatore capo della Biennale di San Paolo sarebbe un eufemismo. Sono entusiasta, onorato e umile di intraprendere questo viaggio con un team di co-curatorɜ e con la brillante squadra della Biennale di San Paolo guidata dal presidente della fondazione Andrea Pinheiro. La Biennale di San Paolo non è solo una delle più antiche e importanti biennali del mondo, ma come una delle pochissime biennali a ingresso libero, ha dimostrato negli ultimi settantatre anni di essere una biennale di e per la gente. Con le sue mostre all’avanguardia e i suoi programmi pubblici e pedagogici, la Biennale di San Paolo è riuscita a portare l’arte a diverse comunità e gruppi demografici. Nonostante le sfide che le biennali stanno affrontando in tutto il mondo, sono ancora un importante barometro per misurare le pressioni sociopolitiche del mondo. La Biennale di San Paolo mi sembra un sismografo che non solo registra i diversi tremori che il mondo sta vivendo a livello socioeconomico, geopolitico e ambientale, ma queste registrazioni ci danno anche la possibilità di plasmare un futuro più giusto e umanitario per tuttɜ gli esseri animati e inanimati di questo pianeta. Non solo non vedo l’ora di continuare la mia ricerca a lungo termine ad Abya Yala, in generale, e in Brasile in particolare, ma anche di collegare le mie pratiche attuali come regista, pedagogo e curatore attraverso le geografie”, ha dichiarato Bonaventure Soh Bejeng Ndikung.

Il progetto curatoriale di Ndikung è stato selezionato dal presidente della Fundação Bienal de São Paulo, Andrea Pinheiro, attraverso un comitato curatoriale composto dal presidente, dalla vicepresidente Maguy Etlin, dal presidente del consiglio direttivo, Eduardo Saron, dallɜ membrɜ del consiglio direttivo José Olympio da Veiga Pereira, Ligia Fonseca Pereira, Marcelo Araujo, Susana Steinbruch e Paula Weiss, con la segreteria di Antonio Lessa, direttore operativo della Fundação Bienal de São Paulo. Andrea Pinheiro sottolinea che: “Nel suo lavoro curatoriale, Bonaventure Soh Bejeng Ndikung agisce come una forza trainante che sfida i confini e contribuisce a plasmare il futuro dell’arte contemporanea globale. Sono sicuro che la 36a Biennale di San Paolo continuerà a svolgere il suo ruolo provocatorio e ad essere attenta alle questioni attuali, proseguendo gli sviluppi portati dalle nostre ultime edizioni.”

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