B-Or-Der + Songs And Borders A Teatro Indagano Libertà E Confine

Il 6 e 7 maggio, al Teatro Biblioteca Quarticciolo, ORBITA presenta un weekend in cui la coreografia si fa strumento per indagare i concetti di libertà e confine.

di GRIOT - Pubblicato il 28/04/2023
Masoumeh Jalalieh, B-Or Der. COURTESY Orbita

 B-Or-Der

In una poesia di Maya Angelou si legge «Il canto di un uccello è piacevole all’orecchio umano, ma allo stesso tempo è segno della prigionia dell’uccello». In questa immagine, la coreografa Masoumeh Jalalieh ha trovato un intrigante punto di partenza per una nuova performance B-Or Der. Le persone si confrontano costantemente con i confini in ogni possibile accezione della parola (fisici o mentali, esterni o interni…). Ma cosa sono esattamente i confini? Come vengono all’esistenza? In che modo stanno modellando i nostri corpi e le nostre menti? Costruiamo confini per estendere la nostra proprietà e libertà, ma qual è la linea di questi confini? Non limitiamo la libertà altrui allargando i nostri confini? Gran parte dei significati attribuiti ai confini dipende dalla posizione e dal punto di vista di chi li significa.

Masoumeh Jalalieh è un artista multidisciplinare iraniana attualmente residente a Vienna, che si muove tra arti performative, teatro fisico, danza contemporanea e arti visive. Le piace ricercare codici interdisciplinari in immagini, suoni e movimento. “Il corpo è una complicata raccolta di tutti gli elementi della natura, come il tempo, lo spazio, l’ambiente, la velocità, la densità, la temperatura, la transizione, la concentrazione… Osservo, esploro e studio questi elementi attraverso il corpo e il movimento. In questo modo, comunico la mia immaginazione usando il linguaggio più definitivo che gli esseri umani hanno a loro disposizione”. La sua ricerca è indubbiamente intrecciata con la società, la cultura e il tappeto rituale della sua terra natale.

durata 20′
Coreografia: Masoumeh Jalalieh
Ricerca sul movimento: Soolmaz Shoaie/Zahra Roostami, Masoumeh Jalalieh
Musiche: Payman Abdali
Drammaturgia: Ines Minten
In collaborazione con STUK Leuven, SPAM! & Semi Cattivi

Prenota il tuo posto qui

Songs and Borders

Michael Getman, Songs and Borders. COURTESY Orbita

“Essendo figlio di immigratɜ, sto ancora cercando di capire cosa significhi essere israeliano.  La questione dell’identità è stata al centro del ventesimo secolo. Israele è un piccolo paese. Tuttavia, ci vuole più di una vita per comprenderne la complessa narrativa e le diverse anime che lo abitano.  I confini tracciati sulla mappa attorno a una tavola rotonda europea divennero presto confini mentali tra comunità, famiglie e individuɜ. In ‘Songs and Borders’, il mio interesse principale sono le persone e la loro specifica identità personale e genealogica”. Michael Getman

Songs and Borders è un progetto di collaborazione internazionale che riunisce artistɜ, comunità e intellettuali di diversa estrazione culturale e religiosa provenienti da Israele, Siria, Libano, Germania e Norvegia. Il focus della ricerca è il corpo umano, letto attraverso un attento processo di esplorazione dell’identità, storiografia, narrazioni e situazioni politiche, osservando come queste siano incorporate ed espresse. La scena chiede allɜ performer di ascoltare, percepire e incarnare narrazioni diverse per sfidare e ridefinire le strutture e i concetti di confini: tra diverse comunità, all’interno delle comunità e quelli mentali. Songs and Borders è uno spazio condiviso denso di storie, rituali, tensioni, ferite e speranze. La performance coinvolge sei voci di donne rappresentanti diverse culture locali, svelando gradualmente gli strati unici e le narrazioni trapiantate ed espresse attraverso il vissuto dei corpi. Il lavoro interdisciplinare combina composizione musicale, coreografia, narrazione, documentazione video e audio con la ricerca etnografica ed etnomusicologica. La composizione musicale di Dániel Péter Biró traccia i suoni degli spazi sacri locali, integrando i membri di un ensemble vocale professionale (The Neue Vocalsolisten) con i membri delle comunità locali.

Michael Getman è un coreografo e performer nato a Israele da genitori russi: Dora Karolin e Zachariah Getman. Dopo aver completato la sua formazione presso la Bat Dor School of Dance sotto la direzione di Jeannette Ordman, è stato invitato ad entrare nella Batsheva Company sotto la direzione artistica di Ohad Naharin. In seguito, è stato invitato a far parte del Ballet Freiburg Pretty Ugly in Germania, dove ha lavorato al fianco di coreografi come Ohad Naharin, Amanda K. Miller, Marguerite Donlon e William Forsythe. Nella sua ricerca artistica, Getman esamina con curiosità le relazioni tra azioni del corpo, risposte cognitive ed esperienze soggettive così come la nostra capacità di reagire ai continui stimoli dell’esperienza grazie alle nostre emozioni. Il suo lavoro creativo si muove all’incrocio dei linguaggi tra danza, teatro e arti visive e le sue opere sono state presentati in diversi festival ed eventi in tutto il mondo. È vincitore di premi come Cross Connection Ballet, Denmark, and No Ballet, Germany.

durata 35′
Coreografie: Michael Getman
Assistente coreografa e dramaturg: Yael Venezia
Performers: Marina Abzakh, Nira Agmon, Naveen Elias, Rabaa Halabi, Ronit Nahmias
Direzione delle prove: Ma’ayan Tsameret
Costumi: Renee van Ginkel
Pupazzi e scenografie: Ma’ayan Tsameret
Oggetti scenici: Ayelet Adiv
Produzione: Mia Chaplin
Organizzazione: Zachi Choen
Web design & Video editing: Idan Herson
Comunicazione Internazionale: Katherina Vasiliadis
Supportato da: Clore Center for the Performing Arts (IL); The Pais Lottery Foundation (IL); The Ministry of Sport and culture in Israel; The Choreographers Association (IL); Zygota Productions (IL); Goethe Institut (IL, DE), MART Foundation (USA / IL)

Prenota il tuo posto qui

B-OR-DER + SONGS AND BORDERS
Sabato 6 maggio 2023, H. 21.00
Domenica 7 maggio 2023, h. 17.00
Teatro Biblioteca Quarticciolo
Via Castellaneta 10
Roma, Italia

Segui GRIOT Italia su Facebook, @griotmagitalia su Instagram Iscriviti alla nostra newsletter
Art & Culture, Music, Photography, Style, Video
GRIOT

Condividere. Ispirare. Diffondere cultura. GRIOT è uno spazio nomadico, un botique media e un collettivo che produce, raccoglie e amplifica Arti, Cultura, Musica, Stile dell’Africa, della diaspora e di altre identità, culture e contaminazioni.