Alika Ogochukwu | Come Il Razzismo Sistemico In Italia Inquina Il Nostro Diritto Di Immaginarci Noi

di Johanne Affricot - Pubblicato il 02/08/2022

Il 29 luglio, Alika Ogochukwu, un uomo Nero con disabilità, è stato assassinato in pieno giorno nel centro di Civitanova Marche (Macerata). Filippo Claudio Giuseppe Ferlazzo, l’uomo bianco dal quale Ogochukwu si era allontanato—dopo aver presumibilmente chiesto a lui e alla compagna l’elemosina—lo ha inseguito, colpito con la stampella con la quale si aiutava a camminare, per poi gettarlo a terra e ucciderlo a mani nude.

Alika Ogochukwu ha combattutto e resistito con il suo solo corpo per 3-4 minuti. È straziante e doloroso immaginare che nella sua lotta per la vita abbia consegnato la speranza di farcela alle voci del giorno, al rumore del giorno, alla luce del giorno.

Alika Ogochukwu poteva sopravvivere, ma è stato assassinato all’interno di quella stessa cornice schiavistica e coloniale, ciclica e autoperpetuante, in cui il corpo Nero che esce fuori dal confine-regime imposto dell(‘auto)controllo va fermato, punito o eliminato. Nessuna delle persone presenti ha provato ad agire una risposta collettiva di difesa della vita, infatti.

Il razzismo sistemico e strutturale acquista sempre più forza in Italia.

Il razzismo sistemico e strutturale in Italia inquina il nostro spazio, la nostra aria, il nostro respiro, la nostra postura, i nostri pensieri, il nostro sguardo, la nostra visione. Inquina il nostro diritto al riposo, il nostro diritto alla normalità. Inquina la nostra capacità di immaginarci altro. Di immaginarci Noi.

Il razzismo sistemico e strutturale si nutre non solo dell’odio ma, soprattutto, dell’indifferenza: della classe politica, della comunità culturale, della comunità nel suo insieme.

Come donna Nera, come cittadina della comunità, come genitorǝ e come madre, come curatrice e produttrice culturale sono arrabbiata e frustrata che l’agenda politica e sociale, così come l’agenda della cultura “alta” e della cultura “bassa” di questo paese siano prevalentemente in mano a delle intellighenzie interessate più allo slogan del momento o a nomi, concetti e contenuti da mettere in campo, in palinsesto o in programma per dominare il mercato dello status quo, del consenso, della superiorità intellettuale di certi colori politici rispetto ad altri, di certe realtà culturali rispetto ad altre, nascondendo l’effettiva fotografia delle disparità di posizioni e di potere tra un noi e un loro che sono in essere.

La condizione di isolamento in cui ci troviamo come soggettività marginalizzate è tanto profonda quanto allarmante. A inzio autunno avremo le elezioni politiche e rispetto agli attuali sondaggi si prospetta un inverno molto lungo che inizia già a gelare la ratio.

La necessità di correggere, invertire, avere sostegno continua a essere imperativa. Oggi come ieri.

Qui per approfondire la riflessione “Siamo ancora in piedi”, scritta dal Coordinamento Antirazzista Italiano, che invita inoltre a partecipare alla  manifestazione di sabato 06 agosto 2022 a Civitanova, a fianco della comunità nigeriana.

Per chi volesse aiutare Charity Oriakhi, vedova di Alika Ogochukwu e madre di un bambino di 8 anni, seguono le coordinate:

Intestazione a: Charity Oriakhi
IBAN: IT85N0200869201000106469918
BANCA: Unicredit, filiale di Tolentino (MC)

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Johanne Affricot
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Arti visive, performative e audiovisive, cultura, musica e viaggi: vivrei solo di questo. Laureata in Cooperazione e Sviluppo internazionale, sono Curatrice e Produttrice Culturale indipendente e Direttrice Artistica di GRIOTmag e Spazio GRIOT.