Al Via Karawan, Rassegna Di Cinema Che Tratta I Temi Della Convinvenza In Tono Non Drammatico

di GRIOT - Pubblicato il 20/06/2018

Sono pochi i festival che propongono visioni non convenzionali per trattare i temi della convivenza e dell’incontro tra culture in tono non drammatico, e uno di questi è Karawan, una festa del cinema itinerante e open air che porta il grande cinema nei cortili dei quartieri romani Tor Pignattara e Pigneto.

L’edizione di quest’anno, la settima, ha come tema centrale La Città, #newtown, proprio a sottolineare–dichiarano i direttori artistici – “nuove visioni della civitas come habitat aperto e inclusivo, che fa esplodere i margini e in cui nessuno è ospite, ma tutti sono membri di una nuova, plurale, comunità. Il filo rosso che unisce le storie proposte è proprio il nuovo senso di communitas che si (ri)crea partendo dall’ascolto dell’altro, che diventa globale senza perdere i legami con il territorio di riferimento.”

Tra le varie proposte in cartellone, Karawan presenta in anteprima il pluripremiato Newton, candidato indiano all’Oscar per miglior film straniero, e il surreale The Village of No Return, firmato dal maestro cinese della commedia Chen Yu-hsun.
griot mag karawan -fest cinema- romaI film, le date, i luoghi – Dal 20 al 24 giugno

La serata di apertura è mercoledì 20 giugno, in concomitanza con la Giornata Mondiale del Rifugiato, si svolge a Casa Scalabrini 634. Alle 18:00 ci sarà un tour di Tor Pignattara condotto da donne e l’inaugurazione della mostra fotografica “Viaggio alla scoperta del patrimonio culturale e dei luoghi dell’anima”. Alle  21:00 partirà la proiezione del film L’altro volto della speranza, del regista finlandese Aki Kaurismäki. Il film, vincitore dell’Orso d’Argento al Festival di Berlino per la migliore regia, racconta di un giovane rifugiato siriano che si ritrova per caso a Helsinki come passeggero clandestino su una carboniera.

Il 21 giugno, alle 21, nel cortile del condominio di Via di Tor Pignattara 29 sarà proiettato The Village of No Return, ambientato in un villaggio della Cina del 1914, dove l’arrivo di un misterioso prete taoista con una magica attrezzatura che cancella la memoria, crea una serie di disavventure, inganni e gag in salsa wuxia che ammicca ai vecchi film d’azione in costume, per un’acuta riflessione sulla memoria.

Venerdì 22 giugno, sempre alle 21, nel cortile della Casa delle Arti e del Gioco del Municipio V, ci sarà la proiezione, in collaborazione con Goethe Institut Rom, della commedia turco-tedesca Hans in salsa piccante, della regista Buket Alakuş. Il film, tratto dall’omonimo best seller, racconta con tono divertito le dinamiche dei matrimoni misti dipingendo un affresco vivace e sfaccettato delle giovani donne di origini turche nella società tedesca di oggi.

Sabato 23 giugno, nel cortile della Biblioteca Goffredo Mameli al Pigneto, ci sarà la proiezione in anteprima romana del film indiano Newton, di Amir V Masurkar, la storia di un giovane impiegato ministeriale nominato scrutatore per le imminenti elezioni. Con acuto umorismo, il regista racconta le dinamiche che si celano dietro ogni elezione democratica e il “miraggio” della libertà.
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La serata conclusiva del festival, domenica 24 giugno, si tiene a partire dalle ore 21:00 nel cortile della Scuola Internazionale Carlo Pisacane, con la proiezione, in collaborazione con Rendez-vous Festival del Nuovo Cinema Francese, del lungometraggio Good Luck Algeria, di Farid Bentoumi, fresca e intelligente commedia sull’integrazione, ispirata all’eroica impresa dell’ingegnere Noureddine Maurice Bentoumi (fratello del regista) che partecipò alle Olimpiadi invernali di Torino nel 2006 sotto la bandiera algerina per salvare la sua piccola impresa di sci. Nel cast ci sono anche Chiara Mastroianni ed Hélène Vincent.

Proiezioni di lungometraggi, anteprime, laboratori, incontri, una mostra fotografica, reading di poesia, un tour per il quartiere, musica e ogni sera dalle ore 20.00 il Karawan Bistrot, aperitivo e dj set, in una delle aree più multietniche della Capitale, per il secondo anno consecutivo sostenuto dal Mibact con il bando MigrArti.

“Fin dagli esordi, uno degli obiettivi della manifestazione è stimolare una riflessione sui concetti di ‘centro’ e ‘periferia’, e Karawan negli anni è diventato un festival diffuso e site specific, che si sposta ogni sera in un cortile diverso, trovando ospitalità in condomini privati così come in spazi pubblici, mettendo in relazione le energie più positive nel territorio,” sottolienano i direttori artistici del festival.

Qui trovate il programma completo.

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Immagine di copertina | The Village of No Return

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