Videocittà | Parte oggi la prima videoart week italiana

Videocittà | Parte oggi la prima videoart week italiana


Checché se ne dica, Roma è sempre Roma, un luogo che a livello artistico riesce ancora ad offrire contenuti di grande interesse, dal respiro internazionale. È il caso di Videocittà, rassegna culturale di eventi diffusi e gratuiti che dal 19 al 28 ottobre animeranno una parte del calendario autunnale capitolino, e che, insieme alla Festa del Cinema e al Mercato Internazionale dell’Audiovisivo, inaugureranno quella che può essere considerata la prima videoart week italiana. Un’occasione per celebrare la città di Roma, fonte d’ispirazione, filo conduttore tra passato e presente delle immagini in audiovisivo, cuore dell’industria italiana.

Ideato da Francesco Rutelli e diretto da Tomaso Radaelli, sin da subito si capisce che è un progetto ambizioso, sia per il numero di soggetti che ne veicoleranno lo spirito – la ressegna sarà ospitata infatti da 25 luoghi tra musei, gallerie, accademie straniere, fondazioni private e spazi no profit –  sia per l’offerta, che punta a intercettare e soddisfare classi di pubblico diverse ma con un denominatore comune: l’amore per la videoarte e l’arte in generale.

Sono più di 100 le opere video, oltre 60 gli artisti internazionali, inseriti in un viaggio che ci porta ad attraversare continenti, pratiche e generazioni, con partecipazioni importantissime del calibro di Yoko Ono con il The YOKO ONO Film Festival presso lo Studio Stefania Miscetti: una retrospettiva di film, cortometraggi e video arricchita da tre opere prodotte tra il 2012 e 2013, della popolarissima artista giapponese.

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Freedom (1971), still immagine, di Yoko Ono

La rassegna offrirà anche l’opportunità di un itinerario attraverso le Accademie Straniere che hanno sede a Roma e che sono dei veri e propri centri di creatività internazionale: nell’Accademia Tedesca-Villa Massimo sarà proiettato il film Deep Gold, di Julian Rosefeldt; l’American Academy in Rome presenta Film liberi creati in libertà, i film sperimentali dell’artista Paolo Gioli; la Real Academia de España en Roma invita a scoprire l’opera di Carlos Casas, con il suo film VUCCA, del 2015. L’Istituto Svizzero di Roma presenta infine Rico Scagliola e Michael Meier, con il loro Charachters With Unknown Power, 2018.

Ma anche le fondazioni faranno la loro parte. Alla Fondazione VOLUME!, per esempio, si potrà vedere Italiani brava gente: Amnesie e memorie del Colonialismo Italiano, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria, con opere di Alterazioni Video, Bridget Baker, Fare Ala + Wu Ming2. Da Musia living (&) arts è in mostra Poor Poor Jerry, un video del 2017 dell’artista Rä Di Martino, che utilizza il linguaggio dell’animazione, indagando come musica, cinema e televisione siano stati in grado di costruire un immaginario condiviso e formare un’enciclopedia sentimentale.
griot mag videocittà rassegna video roma ra di martinoIl programma di videoarte, a cura di Damiana Leoni, offre la possibilità di ripercorrere la storia di un linguaggio, dell’incontro tra arte e immagine in movimento, che da semplice documentazione diventa vera e propria forma espressiva, con una grammatica tutta sua, formatasi passo dopo passo tra sperimentazioni, tentativi e successi.

Non è un caso che tra i grandi nomi scelti per rappresentare questo viaggio contemporaneo dagli albori al presente, figurino nomi importanti, come l’artista sudafricana Candice Breitz, star della vidoearte contemporanea, della quale sarà proiettato un lavoro inedito in Italia, Sweat, che a distanza di più di mezzo secolo dalla nascita della videoarte riflette sull’influenza dei media nella vita dell’individuo, con un’attenzione specifica alle donne. Il suo lavoro inoltre si interroga sulla relazione tra arte e attivismo, chiedendosi come e se gli artisti, che ella considera dei privilegiati, possono intervenire nella realtà per dare voce alle richieste di giustizia sociale provenienti dalle comunità emarginate.

Il rapporto con il mondo dell’infanzia sarà invece al centro di Kizart, una selezione di video scelti con l’obiettivo di raccontare l’arte contemporanea ai bambini. Gli appuntamenti si svolgeranno presso la Videogallery del MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo.

E sempre nell’auditorium del MAXXI ci sarò un altro appuntamento imperdibile: Il 27 ottobre dalle 18,30 alle 20,30 arriverà per la prima volta a Roma, e per la seconda in Italia, il film inedito dell’artista iraniana Leone d’Oro e Leone D’argento Shirin Neshat, Looking For Oum Kulthum, 2017 (90’), realizzato in collaborazione con Shoja Azari. Si tratta di un biopic non convenzionale sulla vita di Oum Kulthum – la leggendaria cantante egiziana nata nel 1900 e scomparsa nel 1975, la cui musica e straordinaria personalità continuano ad essere protagoniste nei cuori e nell’immaginazione di milioni di abitanti del Medio Oriente. Il film racconta il dramma di Mitra, una donna, una artista iraniana che vive in esilio e che intraprende il difficile viaggio sulle tracce di Oum Kulthum: come la cantante egiziana Mitra deve affrontare le lotte, i sacrifici e il prezzo che una donna deve pagare qualora osi attraversare la linea proibita di demarcazione tra il proprio mondo da quello di una società conservatrice dominata dagli uomini. La proiezione sarà introdotta da un talk con l’artista e il direttore del Maxxi Arte Bartolomeo Pietromarchi.

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Splitting (1974), video di Gordon Matta- Clark
Per gentile concessione di Electronic Arts Intermix (EAI), New York

La sezione moda, curata da Clara Tosi Pamphili, è dedicata ai Progetti Moda-Cinema, con 3 eventi ad hoc: A Shaded View on Fashion Film (ASVOFF), un vero e proprio Festival – il primo festival di cortometraggi sulla moda – con un contest e una prestigiosa giuria internazionale che animerà per 3 giorni Palazzo Altemps: Bulgari porta a Roma per la prima volta i 10 anni del Fashion-Film Festival ideato da Diane Pernet, leggendaria icona della moda internazionale; Persona racconterà i mestieri del cinema con la mostra  sul lavoro di Makinarium, la giovane realtà di make-up artist che sta lavorando con Michael Bay nella maestosa produzione di Netflix, “Six Underground”; Lux Formae, il più imponente progetto di mapping architettonico mai realizzato in Italia, sostenuto da Fendi, dell’artista Laszlo Bordos e del Palazzo della Civiltà Italiana.

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Miss Black Germany, di Elisha Smith-Leverock

La continuità con le nuove forme di produzione audiovisiva giunge fino al presente più vitale, con il coinvolgimento dei The Pills, collettivo romano attivo dal 2011 che grazie a Youtube, e al loro stile decisamente molto politicamente scorretto, sono diventate delle icone tra i millennials.

La presenza di Giovanni Allevi, con la sua Masterclass presso l’Ex Dogana il 28 ottobre, è sicuramente uno dei fiori all’occhiello della parte più formativa. Attraverso il racconto della genesi creativa di Playing Together, il maestro Allevi e gli autori del film spiegheranno cosa vuol dire realizzare un prodotto immersivo e quali possono essere i suoi campi di applicazione nel settore dell’entertainment. L’incontro del 24 ottobre a La Sapienza con due premi Oscar come Ennio Morricone e Allah Rakha Rahman, il compositore indiano vincitore di due statuette nel 2008 per la miglior colonna sonora e per la miglior canzone del film “The Millionaire”, sono gli altri due eventi da non perdere.

I numeri del programma finale di Videocittà raccontano il grande progetto che inaugura il 19 otobre: 114 eventi in 10 giorni, di cui 45 masterclass con la partecipazione di professionisti e grandi maestri per un totale di 13 statuette Oscar dell’Academy Awards, 42 partner, 200 artisti partecipanti, 42 location, 2 colossei, 1 Paese ospite: l’India, in occasione dei settant’anni delle relazioni diplomatiche tra Italia e India, 1400 studenti attivi nel progetto, più di 500 persone al lavoro sul progetto Videocittà, 3 grandi Maison di moda, 4 festival coinvolti, 4 Accademie internazionali, 12 gallerie d’arte.

Se non vi bastano le informazioni che vi abbiamo dato, immergetevi nel programma completo.

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Immagine di copertina | Profile (2017), di Candice Breitz – Per gentile concessione di Videocittà e dell’artista

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