‘Velvet’ | Il corto di Iggy LDN rende vivi i morti da armi da taglio

‘Velvet’ | Il corto di Iggy LDN rende vivi i morti da armi da taglio


Gli omicidi con armi da taglio rappresentano un tema molto caldo a Londra, città che lo scorso settembre ha registrato l’uccisione di 100 persone dall’inizio del 2018. Come sempre i numeri negli scenari di violenza o morte diventano protagonisti, sia per l’età delle persone coinvolte—in queste statistiche si tratta di giovani tra i 16 e i 24 anni,— sia per la loro intrinseca funzione di fornirci il quadro del problema. Per non parlare dei titoli di molti giornali e la retorica che ne accompagna i contenuti (gang, periferie, ragazzi neri, ragazzi disagiati, eccetera). Tutti elementi che sommati insieme finiscono per sostituire storie e vite. Ed è proprio quest’ultimo passaggio che emerge con forza in Velvet, l’ultimo lavoro video di Iggy LDN. In soli 4 minuti il regista inglese riesce infatti a restituirci una potentissima fotografia di ciò che non viene raccontato delle vite andate.

È un film forte, c’è da dirlo subito, che colpisce allo stomaco, anche grazie alle musiche di Father e KWABS, e fa venire la pelle d’oca: per la sua semplicità, per quelle dinamiche famigliari—madre e figlio adolescente—che quasi tutti abbiamo vissuto. Per quelle parole pronunciate che riusciamo a capire; per quei corpi liberi e rigidi che fluttuano, si intrecciano e separano nello spazio. Per quel malessere e dolore—profetici—che alla fine si manifestano in tutta la loro violenza.
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“Il motivo per cui molte persone non provano empatia per queste morti è a causa di come i media le raccontano. Per molti di noi questi persone diventano semplicemente dei nomi da aggiungere alle statistiche e alle campagne politiche.  Ci dimentichiamo di vederle come esseri umani, come persone che desideravano diventare qualcuno o raggiungere degli obiettivi. È importante non dimenticarsi le loro vite solo per le circostanze in cui sono morti. È anche importante rendere omaggio a quelle madri che hanno fatto del loro meglio per i loro bambini, anche in situazioni sfavorevoli. Sentivo la necessità di cambiare questa narrativa e portare un elemento emotivo nel modo in cui ci rapportiamo ai crimini con le armi da taglio. E anche evidenziare il concetto di perdere qualcuno all’interno della comunità,” ha dichiarato il regista in varie interviste.

Il corto è anche un tributo a Harry Uzoka, il venticinquenne modello nigeriano tra i più richiesti dalle maison di moda, fonte di ispirazione per la comunità e molti creativi, morto lo scorso gennaio a Londra dopo un accoltellamento.

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Immagine di copertina | Screenshot da ‘Velvet’, di Iggy LND

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Johanne Affricot

Johanne Affricot

Cultura, arti, musica, viaggi: vivrei solo di questo. "Culture curator e activator" per passione e missione. La curiosità è il mio pane quotidiano. Estremamente golosa, non provate mai a fare la scarpetta nel mio piatto: potrei anche mordere.