‘U jezzmen | I negri al Palladium

‘U jezzmen | I negri al Palladium


«Ancora un viaggio “a rischio” nella memoria – scrive Antonio Campobasso, autore e regista di ‘U jezzmen, Studio per un assolo a rischio per voce clandestina, monologo ispirato alla vicenda umana di uno degli interpreti più maledetti del jazz, Charlie Mingus (1922-79).

Campobasso, vecchio e inquieto musicista nero afro-america-italo-pugliese, questa sera porterà in scena al Teatro Palladium di Roma una performance da non perdere, uno spettacolo davvero unico e bizzaro dove il dialetto pugliese si mescolerà sapientemente e armoniosamente con la lingua italiana, dando vita a un racconto caratterizzato da una molteplicità di toni che accompagneranno lo spettatore in una storia che non parla solo di jazz ma soprattutto di Campobasso.

Lo spettacolo è prodotto dal gruppo teatrale “i negri”, formato da Antonio Campobasso e Carla Brait.

«Il nome ” i negri ” deriva da Les nègres, il testo teatrale che Jean Genet scrisse verso la fine degli anni Cinquanta, ma che successivamente dedicò agli amici del Black Panther in America» – aggiunge l’attore.
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L’idea di chiamare così un gruppo teatrale nasce dalla mia particolare condizione di attore italiano nero”, racconta Campobasso. “La quasi impossibilità a praticare una diversa drammaturgia da quella solitamente celebrata nei teatri nazionali, l’estrema difficoltà a trovare uno spazio, fisico e culturale (come invece lo è nella musica, per esempio), in cui impegnare il mio talento artistico, nonché la mia stessa identità, mi ha spinto inevitabilmente a concentrare la mia attenzione su una poetica che si può ormai chiamare “della diversità”» , conclude.
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Il legame di Campobasso con la cultura e l’identità black parte da lontano. Antonio si definisce “fratello della Repubblica”, essendo nato a Bari il 2 giugno 1946, da una donna pugliese e un soldato afroamericano, californiano, della Quinta Armata.

Figlio della guerra, cresciuto dalla nonna a Triggiano, in provincia di Bari, in una situazione di povertà, discriminazione e isolamento, Antonio conoscerà prima l’orfanotrofio a nove anni, poi una fugace stagione di libertà da dropout a diciassette, di lì a poco il riformatorio e infine il carcere.

Proprio il teatro e in particolare la frequentazione dello Studio Fersen, nel quale si diploma nel 1978, gli apre una nuova strada di affermazione, anche se la notorietà arriva nel 1980 con la pubblicazione per Feltrinelli di Nero di Puglia, straziante autonarrazione a cavallo fra lirismo e naturalismo che gli vale la partecipazione da finalista al Premio Viareggio e il Premio Fregene.

Costo biglietti:

Platea: 15 € (ridotto 10)
Galleria: 10 €
Studenti: 5 €

Orario e Luogo
Teatro Palladium, Piazza Bartolomeo Romano 8
Il botteghino apre un’ora prima dello spettacolo

Associazione gruppo teatrale “i negri”
Regia, luci, spazio scenico e musiche | Antonio Campobasso
Aiuto regia e costume | Carla Brait

Antonio Campobasso
Diplomato a Roma, nel ’78, presso lo “Studio di Arti Sceniche” di A. Fersen. Nello stesso anno partecipa, presso la Galleria d’Arte Moderna di Valle Giulia in Roma, ad una serie di performance sulle tecniche del Mnemodramma dal titolo “La Dimensione perduta”.

Seguono poi due stages sul lavoro dell’attore, tenuti da Augusto Boal e Miguel Ponce al Teatro Alberico di Roma. Dopo una breve parentesi cinematografica come assistente alla regia di A. Frezza ne “I problemi di Don Isidro” (quattro film per RAI-2 tratti dai “Racconti” di Borges), nel 1980 pubblica per la Feltrinelli il romanzo autobiografico “Nero di Puglia”, finalista in quell’anno al Premio Viareggio (opera prima per la narrativa) e vincitore del Premio Fregene. Nel 1981 realizza per la rubrica “Primo piano” di RAI- 2 lo special televisivo “Ballata di un Nero di Puglia”.

Nel 1982 fonda il gruppo Ritoteatro e inizia un’intensa collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Roma realizzando alcuni importanti laboratori teatrali, tre dei quali nel carcere romano di Rebibbia, dove mette in scena lo spettacolo “Marat/Sade” da Peter Weiss, che ottiene il Premio Nazionale della Critica Teatrale 1988. Attualmente dirige, con Carla Brait, il Gruppo Teatrale ” I negri”.

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