Triste quanto vero | Colette cala il sipario

Triste quanto vero | Colette cala il sipario


Per quanto la notizia suoni strana e anomala, purtroppo è tutto vero, il multibrand parigino più amato dai fashionisti esce di scena. Sono già passati vent’anni dalla sua apertura eppure sembra ieri quando nel 1997 Madame Colette Roussaux, con la complicità della figlia Sarah Andelman, decisero di dare vita allo spazio commerciale più cool e pop dell’universo della moda, creando qualcosa di innovativo e fresco che fino ad allora non esisteva.

Nel 1991, in Italia, con l’intuizione di Carla Sozzani nasceva 10 Corso Como, uno spazio polifunzionale dedicato al mondo dell’arte e della moda con annesso un risto-caffé e un hotel nella super chic zona di Brera, Milano.

Un eccellente tempio del buon gusto come solo in Italia si riesce a fare:bello, buono e fatto bene, ma solo per certi tipi di palati.

I francesi con la boutique Colette hanno proposto anni a seguire qualcosa di praticamente simile, aggiustando la mira dove era necessario, perché si sa, il troppo stroppia, a comiciare dalla struttura. L’ immobile del concept store francese si presenta  molto più essenziale, spaventa meno gli utenti dall’esterno, una scelta strategica che ha premiato nel tempo, rendendo lo store un punto di riferimento non solo per gli appassionati della moda, ma anche di hi-tech, libri di ogni genere, gadget and more.
griot-mag-colette-chiudePrima ancora che il co-branding diventasse una tendenza, qui era già una regola, con la fusione in un unico spazio di marchi apparentemente distanti tra loro, mixando abilmente lo streetwear con il lusso più ricercato, tutto con un’armonia fuori dall’ordinario.

Qui tutto, quasi, si può guardare, odorare, ascoltare, sfogliare, toccare, mangiare e volendo anche indossare. Una shopping experience a 360° che attira visitatori di ogni genere ed età da tutto il mondo, me compreso. Una vera istituzione, la tappa fissa per chiunque visita Parigi.

La prima volta che sono entrato da Colette ci sono rimasto così a lungo che quando sono uscito gli altri negozi erano già tutti chiusi, ma ero così sazio di quello che avevo visto che non mi importava minimamente. Forse per la prima volta nella mia vita tutti i miei interessi erano concentrati in unico spazio e non avevo bisogno di ronzare per tutta la città. 800 mq distribuiti su tre piani di creatività.

Il 20 dicembre purtroppo la giostra chiude quindi se siete in tempo un salto a Parigi non ve lo negate e fateci un giro.

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Gaylor Mangumbu

Gaylor Mangumbu

È impossibile crescere a Roma senza interessarsi all'arte, allora che fai? Studi tutto quello che la mamma crede sia sbagliato per te: Accademia di Belle Arti prima, e Moda e Costume dopo, incastrando nel mezzo la passione per le sneaker, il cinema,la fotografia, la musica e il gelato al gusto di mango.