The Pearl of Africa | Essere transgender in Uganda

The Pearl of Africa | Essere transgender in Uganda


Una settimana dopo l’approvazione della legge anti-gay (chiamata dai media occidentali “Legge Ammazza Gay” poichè inizialmente prevedeva la pena di morte), Cleopatra Kambugu, attivista transgender donna di 28 anni, si è ritrovata sbattuta in prima pagina su uno dei tabloid più conosciuti del paese, Red Pepper, con un titolo che recitava “Ecco come siamo diventati omossessuali”, e una lista con nomi e cognomi di circa 200 omosessuali.

Subito dopo l’outing, i gay hanno cominciato a subire attacchi dalla folla e ad essere illegalmente sfrattati dalle loro case. Cleopatra si è ritrovata senza lavoro, costretta a nascondersi per evitare possibili violenze e arresti e abbandonata da diversi famigliari preoccupati della loro incolumità.

Quando alla difficoltà di procurarsi il cibo si è aggiunta l’impossibilità di potersi curare, Cleo ha deciso di abbandonare l’Uganda e si è trasferita in Kenia, a Nairobi. Qui vive insieme al ragazzo, ha un lavoro, ma deve fare ancora attenzione a non rivelare la propria identità sessuale.

La voglia di Cleo di condividere questa storia con il mondo nasce anche dal desiderio di far scoprire al popolo ugandese il lato umano dei transgender. E spera che il documentario l’aiuterà a raggiungere questo obiettivo.

Cleo sta per sottoporsi a un’operazione chirurgica per cambiare sesso. Un sogno che si realizza: diventare finalmente la donna che ha sempre saputo di essere. Ma la sua speranza è anche quella di diventare la prima transgender a essere accettata in Uganda.

The Pearl of Africa, secondo documentario del regista svedese Jonny Von Walström, è una serie web a episodi. Ogni episodio viene pubblicato settimanalmente sul sito web e volendo si può dare il proprio contributo sia per aiutare Cleo a cambiare sesso sia per far sì che la serie diventi un film attraverso la campagna di finaziamento su Indiegogo.

Guarda gli altri episodi della web series The Pearl of Africa.

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Johanne Affricot

Johanne Affricot

Cultura, arti, musica, viaggi: vivrei solo di questo. "Culture curator e activator" per passione e missione. La curiosità è il mio pane quotidiano. Estremamente golosa, non provate mai a fare la scarpetta nel mio piatto: potrei anche mordere.