‘Supreme Models’ è il libro ode alle Eroine dimenticate della moda

‘Supreme Models’ è il libro ode alle Eroine dimenticate della moda


Marcellas Reynolds lavora nel mondo della moda da sempre. Ha iniziato come commesso, e a metà degli anni Novanta sfilava sulle passerelle di Londra, Parigi e Milano. Sui suoi anni come modello ricorda che ci sono stati alcuni momenti buii, come quando le agenzie gli dicevano che avevano abbastanza ragazzi Neri, nonostante rappresentassero molti modelli bianchi. Oppure ritrovarsi nelle piazze di Milano, e persino Miami, e riuscire a lavorare a malapena. “Nonostante questo, mi piacevano i soldi, la gente, il lavoro e il cameratismo che i modelli maschi condividono,” ci confessa. “E lavorare con alcuni degli uomini più belli del mondo, come Tyson Beckford, Colin Egglesfield, Boris Kodjoe e Jason Shaw non era male.” Questa sua passione per la moda non solo ha alimentato una prolifica carriera come giornalista di spettacolo, conduttore televisivo e stylist, ma anche come scrittore. E sotto quest’ultimo cappello Reynolds ha scritto Supreme Models: Iconic Black Women Who Revolutionized Fashion.

Lois Samuels, fotografata da James Hicks, non pubblicata, 1998 – © James Hicks

Nel 2011, dopo aver acquistato Vogue Model: The Faces Of Fashionlibro dedicato alle modelle apparse su British Voguenotò che mancava un pieno riconoscimento dei trionfi delle modelle Nere. Da questa mancanza è nata l’ispirazione di pubblicare Supreme Models. Su centinaia di donne apparse su Vogue Model: The Faces Of Fashion, c’erano infatti incluse unicamente due donne Nere: Iman e Naomi Campbell. Ma pubblicare un libro non è facile, e oltre a perfezionare la sua idea, intervistare le modelle e scrivere, trovare un editore è stata un’impresa ardua. Reynolds non ha mai voluto che Supreme Models fosse un “libro nero”, ma questo è ciò che alcuni editori vedevano, e molti di loro gli ribattevano che “non c’era mercato per un libro sulle donne Nere.” Solo nel 2019 trova l’editore giusto. Gli ci sono voluti otto anni per far pubblicare Supreme Models, un’antologia fotografica delle modelle Nere di ieri e di oggi.

Supreme Models è un vero e proprio viaggio nella memoria, invita le lettrici/i lettori a scoprire figure come Ophelia DeVore, Dorothea Towles e Helen Williams. I loro nomi non parlano ai ricordi di tutti, ma sono importanti perché posando per Ebony e Jet Magazine negli anni ’40 e ’50, queste donne hanno aperto la strada alle generazioni di modelle Nere a venire. Più di un normale libro da tavolino da caffè, nelle quaranta interviste e saggi lettrici e lettori non solo vengono a conoscenza del funzionamento interno del mondo delle modelle nel corso dei decenni, ma anche delle lotte e delle vittorie di tutte queste donne nell’industria della moda. “Volevo che questo libro celebrasse l’intero spettro della Blackness. Ecco perché ho incluso modelle africane, afro-latine, caraibiche, francesi, giamaicane, svedesi… ogni nazionalità Nera possibile nella storia del viaggio della nodella Nera nell’universo della moda,” sostiene Reynolds.

Aya Jones, fotografata da Nico Bustos, Vogue España, marzo 2016. Nico Bustos / Artlist / Courtesy of Vogue España

Nykhor Paul fotografata da Kope Figgins, Elle Sud Africa, maggio 2015. Kope Figgins / Hearst Archive

Il libro presenta 78 modelle le cui storie sono raccontate attraverso interviste, saggi e citazioni memorabili, incarnando l’idea che la Blackness non è qualcosa di omogeneo e monolitico. Quando Pat Cleveland ricorda di non aver trovato lavoro perché non era né abbastanza Nera né abbastanza bianca, sappiamo che la sua è una storia diversa da quella di Imaan Hammam, che è una delle poche modelle afro-arabe Nere al giorno d’oggi. Queste storie sono essenziali da conoscere, così come è importante vedere queste donne perché, come afferma Marcellas Reynolds “la moda è precorritrice dei cambiamenti sociali—copertine, editoriali, documenta il cambiamento sulle passerelle, che poi si diffonde nella cultura popolare. Ogni volta che una modella Nera ha successo, la percezione della bellezza cambia e amplia i confini di come la definiamo.”

“Ci sono diverse top model Nere il cui contributo alla moda merita un riconoscimento. Modelle come Helen Williams, Donyale Luna e Naomi Sims sono pioniere che hanno infranto le barriere e aperto le porte ad ogni modella Nera che è venuta dopo. Libri come Supreme Models sono necessari perché i successi delle persone Nere non sono documentati o valutati come quelli dei loro omologhi bianchi, e questo in ogni settore,” afferma Reynolds. Per questo motivo, Supreme Models è un libro intrigante: chi si aspettava un’intervista con Naomi Campbell non la troverà. L’autore ha scelto invece un approccio più sottile, spiegando che “di proposito non ho intervistato diverse modelle note perché tutti sanno come sono state scoperte Iman, Naomi e Tyra. Ma che dire delle top model come Karen Alexander, Kerstie Bowser e ‘The Godmother’, Bethann Hardison? Queste sono le storie che volevo esplorare.”

Naomi Sims, fotografata da Yale Joel, Life, Ottobre 1969 – Yale Joel / The LIFE Premium Collection / Getty Images

Grace Bol, fotografata da Kuba Ryniewicz, Vogue Poland, aprile 2018. Kuba Ryniewicz per Vogue Polonia

Il libro parla di Naomi, ma attraverso un saggio di Christy Turlington che Marcellas Reynolds ha conosciuto nell’estate del 2000 mentre lei faceva la modella a New York. Su questa scelta ci racconta: “Ho pensato che il suo punto di vista su Naomi fosse interessante per due motivi. In primo luogo, Christy è Latinx. Sua madre è salvadoregna. Nel suo saggio, Christy scrive dell’importanza della rappresentazione per i latino-americani e fa la correlazione con i Neri che hanno bisogno di vedere modelli Neri. Christy è anche amica di Naomi sin dall’adolescenza, e ha una conoscenza di Naomi di prima mano, unica . Il saggio di Christy è potente ed è una delle mie parti preferite di Supreme Models.”

“Date un’occhiata alla pubblicità, alle copertine, agli editoriali e alle passerelle del 2020. Vedrete la storia e la manifestazione dei sogni di tutte le modelle che sono venute prima. Leomie Anderson, Adut Akech e Anok Yai, con la loro pelle nera e i capelli naturali sono un omaggio a Naomi Sims e Helen Williams, degli anni Cinquanta e Sessanta. Stelle attuali come Dilone, Adwoa Aboah e Imaan Hammam sono l’eredità di Iman, Pat Cleveland e Beverly Johnson, degli anni Settanta e Ottanta, e persino Tyra Banks, Naomi Campbell e Veronica Webb, dagli anni Novanta ai primi anni Duemila,” continua Reynolds.

Tyra Banks, fotografata da Russell James, Sports Illustrated, inverno 1997. Getty Images

Beverly Johnson fotografata da Francesco Scavullo, Vogue US, agosto 1974. Fotografia di Francesco Scavullo © The Francesco Scavullo Foundation e © The Francesco Scavullo Trust

Veronica Webb fotografata da Albert Watson, Vogue Italia, maggio 1989. Albert Watson / Courtesy di Vogue Italia

Questi ritratti di donne Nere fanno di Supreme Models una testimonianza dell’evoluzione dell’industria della moda dagli anni Cinquanta al 2020. Un cambiamento che l’autore vede in modo positivo in quanto finisce per osservare che “le modelle Nere stanno diventando la norma sulle copertine delle riviste. Si sottraggono alle extension e portano i loro capelli al naturale, sfoggiano afro e treccine, nelle pubblicità e in passerella. Inoltre, modelle come Paloma Elsesser, Precious Lee e Marquita Pring oggi appaiono sulle principali riviste di moda e in passerella. La moda sta cambiando. La porta è aperta e non si chiuderà più.”

Scopri ‘Supreme Models: Iconic Black Women Who Revolutionized Fashion’ qui. Marcella Reynolds sta lavorando al suo prossimo volume, ‘Supreme Actresses’.

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Immagine di copertina | Jeneil Williams, fotografata da Txema Yeste, Numéro France, Febbraio 2014. Fotografia di Txema Yeste / Trunk Archive | Tutte le immagini Per gentile concessione di Marcellas Reynolds

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Emmanuelle Maréchal

Emmanuelle Maréchal

Penso in francese, lavoro in inglese e sento in italiano. Sono appassionata di k-drama e scrivere è la mia passione. Nel tempo libero mi trovate a leggere cose di moda, andare a mostre e praticare yoga.