Sama’ | La DJ palestinese che usa la techno come mezzo di resistenza

Sama’ | La DJ palestinese che usa la techno come mezzo di resistenza


Gli anni 10’ di questo secolo saranno ricordati come la decade della ribalta dell’universo femminile, saranno ricordati come gli anni in cui le donne, dopo lunghe rivendicazioni, hanno finalmente trovato la leva giusta per scoperchiare il soffitto di cristallo che, facendosi sempre più sottile ed invisibile, era diventato un nemico ancora più difficile da sconfiggere. Dallo sport, al mondo dell’arte, in questi anni sono stati raggiunti traguardi dai quali – si spera – non si tornerà indietro. Anche nel mondo della musica elettronica e del clubbing, le cose sono radicalmente cambiate rispetto a una decina di anni fa. Sono stati abbattuti tanti muri, sono stati messi tanti puntini su tante “i”, ed oggi sono moltissime le donne di talento che coltivano la loro professione di DJ e produttrici e che portano una ventata di aria fresca in tutta l’industria musicale, soprattutto nella scena techno. Ribaltando il paradigma e costituendo un nuovo ordine in un settore da sempre prettamente caratterizzato dal fiocco blu, nomi come Nina Kravitz, Peggy Gou, Charlotte De Witte solo per citarne alcune (la lista è molto lunga), hanno destabilizzato le lineup dei festival più importanti del mondo: tutti le chiedono, tutti le vogliono.
A questa lista oggi si aggiunge un altro nome, quello della DJ e producer regina della scena techno palestinese, Sama’.

Sama’ Abdulhadi, ha iniziato a suonare da molto giovane nel 2006 e, circa undici anni fa, ha fatto approdare musica techno a Ramallah. Noncurante dei ruoli di genere, spinta da un forte amore per la musica e da un anticonformismo innato, Sama’ ha affrontato e abbattuto tutti gli ostacoli sociali, politici e geografici per raggiungere il suo obiettivo.“La prima volta che ho sentito la techno ero in Libano, ed era la prima volta che lasciavo la Palestina. E’ stata la prima in cui mi sono sentita libera. Non ero più in una situazione di guerra, la musica mi ha estraniata dal presente e mi ha portata in uno spazio tutto mio. Mi sentivo completamente distaccata dalla realtà, non capivo da dove provenissero i suoni,” ha detto in un intervista.

Inebriata dalla nuova dimensione sonora che aveva scoperto, Sama’ ha iniziato ad organizzare feste a Ramallah, ma ci sono voluti dieci anni prima che il genere e il nuovo contesto venissero lentamente capiti ed accettati. Dopo aver frequentato la SAE di Londra, nel 2011 Sama’ è uscita sotto lo pseudonimo Skywalker con l’EP di debutto Life’s Pace e con Quantum Morphosis, un trittico pubblicato indipendentemente. Nel 2013 si è trasferita a Il Cairo, dove ha iniziato a lavorare come produttrice di musica per film, e nel 2016 ha fondato Awyav, un’agenzia di publishing che rappresenta artisti indipendenti provenienti dal mondo arabo.

Iniziare la propria carriera da DJ in Cisgiordania non è facile e Sama’, che oggi suona in tutto il mondo, è stata una pioniera. Oltre a promuovere nuove frontiere musicali, il suo lavoro è stato anche quello di costruire ponti, unendo le persone attraverso la creazione di un ambiente di scambio e collaborazione artistica in una regione dove le barriere politiche e territoriali scandiscono l’evoluzione dei percorsi personali e artistici. Tra i tanti progetti, Sama’collabora con artisti palestinesi nati in Israele, insegna produzione musicale e DJing come mezzi di resistenza, e negli anni ha coltivato e fatto crescere una vera e propria comunità underground di DJ e artisti nella regione. Oggi Sama’ vive in Francia, ma molti dei collettivi che sono fioriti continuano ad organizzare feste che rendono la scena underground di Ramallah tra le più vive e interessanti del mondo arabo, come spiegano la DJ e molti degli artisti a lei vicini (come la Jazar Crew) nell’imperdibile documentario di Boiler Room, Palestine Underground.

Segui Sama’ e scopri di più su di lei e sulle sue prossime date.

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Immagine di copertina | Foto di Roddy Bow via facebook

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Celine Angbeletchy

Celine Angbeletchy

Sono una persona molto eclettica con un’ossessione per la musica e la sociologia. Nata e cresciuta in Italia, Londra è diventata la mia casa. Qui creo beat, ballo, canto, suono, scrivo, cucino e insegno in una scuola internazionale.