Run Jose | Le vere vittime di guerra

Run Jose | Le vere vittime di guerra


Jose Maria Joao nasce in Angola nel 1972. All’età di 15 anni, di ritorno dal mercato dove ogni giorno vende mango per sostenere la sua famiglia, viene rapito dai ribelli di Unita e costretto a entrare nell’esercito e combattere per loro. L’alternativa è la morte immediata.

In 5 anni di guerra Jose cambia molto. Non sa chi deve uccidere e perchè. Vede morire sotto i suoi occhi moltissime persone. ” Perchè bisogna sempre uccidere?”, una domanda che ossessiona Jose a lungo.

Una notte, un sogno rivelatore gli suggerisce di scappare, di correre via lontano. Una scelta difficile da prendere perchè, se scoperto, avrebbe incontrato la morte. Ma Jose sa che se avesse continuato a uccidere, prima o poi la sua stessa gente lo avrebbe ucciso. “Corri. Scappa Jose”. E alle 2 del mattino Jose si ritrova a correre via, lontano dall’inferno nel quale aveva vissuto per anni.

Stanco di vedere una narrativa cinematografica che glorifica la guerra, il regista sudafricano Dave Meinert sostiene che i filmaker sono responsabili delle storie che raccontano. “La storia di Jose, insieme alla sua natura gentile e al suo sorriso, ci ha fatto piangere molte volte e ci riteniamo fortunati perchè lui l’ha condivisa con noi”, dice. Probabilmente non c’è mai stato un momento tanto importante quanto oggi nel cominciare a condividere storie sulle vere vittime di guerra.

Questo mese “Run Jose” verrà proiettato a Ciné-Sud, festival dei cortometraggi africani. Grazie a una campagna di crowdfunding, Jose potrà volare in Francia per raccontare in prima persona la sua esperienza, e subito dopo a Londra per presentare la sua storia a investitori e sceneggiatori interessati a realizzare un lungometraggio.

MacDuff Films
Regia | Dave Meinert
Dir. Fotog | Michael Cleary
Editor | Lucian Barnard
Musiche | Braam Du Toit
Durata | 3:11

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Johanne Affricot

Johanne Affricot

Arti visive e performative, cultura, musica, viaggi: vivrei solo di questo. Culture curator, la curiosità è il mio pane quotidiano. Estremamente golosa, non provate mai a fare la scarpetta nel mio piatto... potrei anche mordere.