Project Diaspora | Identità e scoperta

Project Diaspora | Identità e scoperta


Identità  e scoperta sono i temi principali di Project Diaspora, di Omar Victor Diop, progetto fotografico in cui l’autore compie un vero e proprio viaggio nel tempo, approfondendo una storia raramente raccontata: il ruolo di illustri personaggi africani della storia europea, tra il XV e XIX secolo.

È il caso di Mmadi Makes, conosciuto come Angelo Soliman, un uomo che arrivò a ricoprire una delle cariche più importanti e ambite dell’epoca: precettore del figlio dell’imperatore della famiglia reale austriaca, il principe Aloisi I di Lichestein. Diede un enorme contributo alla loggia massonica Zur Wahren Eintracht, in qualità di Venereabile Maestro (la stessa di cui facevano parte Mozart e Joseph Haydn).

La pratica da lui introdotta, ovvero includere al centro del suo rituale la lettura di saggi accademici e scientifici, si diffuse così ampiamente nelle altre logge europee che la reputazione della Libera Muratoria crebbe moltissimo. Per questo motivo è considerato il padre del pensiero massonico.

Nonostante ciò la sua fine fu tra le più degradanti e ignobili. Dopo la morte, il suo corpo fu spellato, impagliato, montato in una cornice di legno e esposto insieme agli animali selvatici nel museo privato dell’imperatore Francesco II (cliccando sul link sotto l’immagine è possibile vedere il ritratto originale).

Griot Magazine Angelo Soliman ©Omar Vicotr Diop Project Diaspora

Angelo Soliman (1721-1796)
Angelo Soliman nacque nello stato di Sokoto, l’attuale Nigeria. Da bambino fu fatto prigioniero e giunse a Marsilia come schiavo. Nel 1734 fu dato in dono al governatore imperiale di Sicilia.Dopo la morte del principe Lobkowitz, Soliman fu portato nella famiglia del principe del Liechtenstein. Soliman era fortemente rispettato e considerato uno stimato amico dell’imperatore d’Austria.
Ritratto originale: artista sconosciuto

Diop mette a confronto il suo percorso di vita e la sua eredità culturale con la loro, evidenziando il destino unico dei viaggiatori e quello di coloro che si trovano in un ambiente estraneo. Per la prima volta l’autore è protagonista del suo progetto e assume di volta in volta sia il ruolo di narratore che di personaggio, obbligandosi in questo modo a affrontare i propri dubbi.

Griot Magazine August Sabac El Sher

August Sabac el Cher (C.1836 – 1885)
August Sabac el Cher nacque in Sudan nel 1836 fu dato in dono, quando era ancora bambino, al Principe Alberto di Prussia quando questi si trovava in Egitto per una spedizione archeologica. Tornati in patria, August fu cresciuto come un Prussiano e sposò una donna bianca. La storia della famiglia di Sabac el Cher è anche la storia di una famiglia di soldati che prestò serivzio in tre diversi eserciti tedeschi: sotto i Kaiser, Hitler e Adenauer.
Ritratto originale: artista sconosciuto

Griot Magazine-Don Miguel de Castro @Omar Vicotr Diop Project Diaspora

Don Miguel de Castro (1643)
Nel 1643 o 1644 Don Miguel de Castro giunse in Olanda con due serivitori al seguito, come parte di una delegazione mandata dal governartore di Sonho, una provincia del Congo. Uno degli obiettivi del viaggio era trovare una soluzione al conflitto interno in Congo.
Ritratto originale attribuito a Jaspar Beck o Albert Eckout

Griot Magazine Jean-Baptiste Belley ©Omar Victor diop-project diaspora

Jean-Baptiste Belley (1746 – 1805)
Jean-Baptiste Belley nacque nell’Isola di Gorée, Senegal. Ex schiavo della colonia francese di Santo Domingo-Haiti (Indie Occidentali), si comprò la libertà con i risparmi accumulati.Durante il periodo della rivoluzione francese divenne membro della Convenzione Nazionale e del Consiglio dei Cinquecento. Era conosciuto anche come Mars.
Ritratto originale: Girodet

Griot Magazine Ayuba Suleiman Diallo ©omar vicotr diop - project diaspora

Ayuba Suleiman Diallo (1701-1773)
Ayuba Suleiman Diallo, conosciuto anche come Job ben Solomon, fu un famoso musulmano vittima del commercio atlantico di schiavi. Nato a Bundu, Senegal, Ayuba scrisse le sue memorie sull’esperienza del commercio degli schiavi che visse in prima persona, considerate tra i primissimi racconti sulla schiavitù. Passò due anni nel Maryland e successivamente, dopo essere stato portato in Inghilterra, fu reso uomo libero e nel 1734 fu rimandato nella sua terra natia
Ritratto originale: William Hoare

Griot Magazine A Maroccan Man ©Omar Victor Diop -Project Diaspora

A Moroccan Man (1913)
José Tapiró y Baró fu un pittore catalano. Uno dei suoi amici più cari era il pittore Marià Fortuny, con il quale condivideva un forte interesse per l’orientalismo. Era un maestro della pittura ad acquarello.
Ritratto originale: José Tapiró y Baró

I riferimenti al mondo dello sport, al calcio in particolare, hanno lo scopo di mostrare la dualità del vivere una vita di gloria e riconoscimento e allo stesso tempo una vita a essere l’altro. Paradosso che ritroviamo sia nei calciatori di oggi che negli uomini raffigurati nei suoi autoritratti.

Nel tentativo di allargare il suo obiettivo all’Asia, alle Americhe e al Medio Oriente, Omar Victor Diop spera che il suo lavoro possa contribuire a cambiare il pensiero legato all’impatto che immigrazione e migrazione hanno nella società e ridefinire il modo in cui sono percepite le storie degli africani alla scoperta del mondo.

Griot Magazine Dom Nicolau ©Omar Vicotr Diop-project diaspora

Dom Nicolau (Circa. 1830-1860)
Dom Nicolau, principe del Congo. È probabilmente il primo leader africano ad aver manifestato pubblicamente il suo dissenso per l’ingerenza del colonialismo. Nicolau protestò in particolare contro l’attività politico-commerciale e l’espansione militare portoghese pubblicando una lettera su un quotidiano di Lisbona. La sua esatta data di nascita non è certa ma alcune incisioni contemporanee di Nicolau, realizzate durante la sua visita a Lisbona nel 1845, suggeriscono che all’epoca avesse tra i 15 e i 23 anni.
Ritratto originale: artista sconosciuto

Griot Magazine Kwasi Boaky ©omar vicotr diop-project diaspora

Kwasi Boakye (1827-1904)
Kwasi Boakye fu un ingegnere minerario olandese, Principe dell’impero di Ashanti. Nel 1873 fu mandato dal suo re nei Paesi Bassi per ricevere istruzione, frutto di accordi degli Ashanti sul reclutamento di soldati Ashanti per l’esercito olandese delle Indie Orientali.Ricevette l’isturzione di ingegnere minerario dall’antenata dell’attaule Delft University, dove si laureò nel 1847. Nel 1850 fu mandato nelle Indie orientali olandesi.
Ritratto originale: artista sconosciuto

Griot Magazine Juan de Pareja ©omar vicotr diop-project diaspora

Juan de Pareja (1606 – 1670)
Juan de Pareja era un pittore spagnolo, nato in Spagna, ad Antequera (Malaga) da genitori africani. È conosciuto principalmente per essere stato un domestico della famiglia di Diego Velà¡zquez. Successivamente ne divenne l’assistente, dopo che il maestro ritornò a Madrid dal suo primo viaggio in Italia, nel gennaio del 1631.
Ritratto originale: Diego Velasquez

Griot Magazine Olaudah Equiano ©omar victor diop-project diaspora

Olaudah Equiano (1745 – 1797)
Olaudah Equiano, conosciuto con il nome di Gustavus Vassa, fu un illustre aficano che visse a Londra. Uno schiavo liberato che aiutò il movimento britannico a porre fine al commercio di schiavi. La sua autobiografia, pubblicata nel 1789, riscosse molto successo e fu considerata di forte influenza per l’approvazione del Slave Trade Act del 1807, che pose fine al commercio africano di schiavi in Gran Bretagna e nelle sue colonie.
Ritratto originale: artista sconosciuto

Griot Magazine Albert Badin @Omar Vicotr Diop- Project Diaspora

Gustav Badin (1747 or 1750 – 1822)
Adolf Fredrik Ludvig Gustav Albert Badin, nato Couchi e noto come Badin, era un servo di corte e diarista svedese, in origine uno schiavo, maggiordomo della prima regina Luisa Ulrica di Prussia e poi della principessa Sofia Albertine di Svezia. Divenne in seguito un importante membro della corte svedese, ambasciatore itinerante, e maestro nel gioco degli scacchi. Il suo vero nome era Couchi, ma era comunemente conosciuto come Badin, che significa delatore o imbroglione.
Ritratto originale: Gustaf Lundberg

Immagine di copertina | San Benedetto da Palermo (1526 – 1589)
Benedetto il Moro fu un frate francescano siciliano, venerato come santo nella chiese cattolica e luterana. Figlio di schiavi africani, fu liberato alla nascita e divenne noto per la sua carità. È stato beatificato da Papa Benedetto XIV nel 1743 e canonizzato nel 1807 da Papa Pio VII. Viene ricordato per la pazienza e la comprensione di fornte ai pregiudizi razziali e alle provocazioni.. B
Scultura originale attribuita a José Montes de Oca

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Johanne Affricot

Johanne Affricot

Arti visive e performative, cultura, musica, viaggi: vivrei solo di questo. Culture curator, la curiosità è il mio pane quotidiano. Estremamente golosa, non provate mai a fare la scarpetta nel mio piatto... potrei anche mordere.

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