‘PARALLELS AND PERIPHERIES: Fractals and Fragments’ a Roma | Sei artisti afroamericani indagano sopra e sotto la superficie

‘PARALLELS AND PERIPHERIES: Fractals and Fragments’ a Roma | Sei artisti afroamericani indagano sopra e sotto la superficie


Inaugura l’11 novembre PARALLELS AND PERIPHERIES: Fractals and Fragments, collettiva a cura di Larry Ossei-Mensah alla Galleria Anna Marra, e quarto appuntamento di una serieil primo al di fuori degli Stati Unitiche indaga pratiche artistiche indotte da idee, narrazioni, miti e materiali. In mostra le opere di sei artisti afroamericani che vivono e lavorano negli Stati Uniti: le sculture di Kim Dacres e Kennedy Yanko, i dipinti, le opere su carta e i collage fotografici di David Shrobe, Kenturah Davis, Nate Lewis e Basil Kincaid.

PARALLELS AND PERIPHERIES: Fractals and Fragments utilizza il concetto matematico dei frattali per esplorare in profondità ciò che si vede sopra e sotto la superficie. L’uso di questo quadro concettuale evidenzia la complessità e le sfumature presenti nella storia condivisa dell’estetica Nera e della comunità della Diaspora. Inoltre, mostra che sebbene questi artisti possano avere esperienze in qualche modo simili a prima vista, a un esame più attento, possiedono voci e prospettive che sono immensamente varie e comprendono una molteplicità di differenze.

Kennedy Yanko, Agate, 2019

PARALLELS AND PERIPHERIES: Fractals and Fragments intende avviare un discorso stimolante intorno alle idee di etnia, identità, materialità e memoria, in una chiave nuova in Italia. In quanto capitale, Roma è un punto di osservazione ideale per approfondire i temi della serie con l’obiettivo di sfruttare il dialogo artistico per esplorare le dinamiche di potere tra “centro” e “periferia”.

Gli artisti esposti esplorano temi quali empatia, cultura, ambiente e comprensione di sé e degli altri nel mondo. Intento di questa mostra è mettere in primo piano l’esperienza umana condivisa, in un clima che è sempre più oppresso dall’ascesa a livello globale di ideologie nazionaliste, razziste, xenofobe. In un momento in cui l’Italia sta lottando per rispondere a questioni globali come la crisi dei rifugiati, i danni collaterali associati al COVID-19 e la migrazione, per citarne alcuni, Fractals and Fragments spinge il pubblico a connettersi con il senso di umanità l’uno nell’altro e in se stessi.

Questa mostra si propone di studiare la complessità di questi temi dal punto di vista degli artisti afroamericani, una categoria spesso percepita come esteticamente e culturalmente omogenea. Evidenziando invece la loro diversità di pensiero, i punti di vista e l’approccio artistico, appare come questi artisti siano ciò che rende unica la diaspora afroamericana, presentando una visione allargata dell’arte contemporanea e dello spirito culturale di un’epoca.

David Shrobe, dettaglio Amoor, 2020

L’edizione inaugurale di PARALLELS AND PERIPHERIES: Fractals and Fragments si è svolta a Oolite Arts, Miami Beach nel 2018, presentando delle artiste donne la cui creazione artistica si inserisce in un discorso globale più ampio che impatta sulle comunità emarginate. La seconda edizione è stata esposta nel 2019 al MOCAD, Detroit, incentrandosi sui ruoli che arte, tecnologia e scienza giocano nella creazione del lavoro degli artisti. Il terzo appuntamento della serie si è svolto nel 2019 presso VisArts, Rockville, MD, e ha indagato come gli artisti immigrati e di prima generazione stiano usando il loro lavoro per negoziare questioni di migrazione, mobilità, identità, visibilità e invisibilità in un’epoca di volatilità sociale.

PARALLELS AND PERIPHERIES: Fractals and Fragments
Kim Dacres, Kenturah Davis, Basil Kincaid, Nate Lewis, David Shrobe, Kennedy Yanko
Curata da Larry Ossei-Mensah
11 novembre, dalle 14 alle 20
fino al 31 gennaio 2021
Galleria Anna Marra
via Sant’Angelo in Pescheria 32

Per info visite, contattare la galleria
info@galleriaannamarra.it
galleriaannamarra.com

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Immagine di copertina | Nate Lewis, Probing The Land, 2019-2020, via natelewis

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