Justin Owusu è il rapper friulano che Calligaris della Lega vorrebbe nei campi siberiani

Justin Owusu è il rapper friulano che Calligaris della Lega vorrebbe nei campi siberiani


Una vicenda davvero paradossale quella che ha coinvolto il giovane rapper friulano Justin Owusu, reo di aver scelto una location sbagliata per girare un videoclip .

Nato a Udine da genitori ghanesi, Justin si sta costruendo una credibilità come artista in maniera totalmente indipendente. Un circuito tortuoso partito da Londra, dove il giovane, in seguito all’incontro con il produttore Mattia Piras in arte Matt Beatz, ha deciso di cominciare a fare sul serio con la musica, lasciandosi alle spalle un’adolescenza poco lineare, specialmente nel rapporto con la scuola.

Udine Città è l’ultimo singolo che i due giovani friulani hanno realizzato, un brano semplice ma coinvolgente – per niente ruffiano – in omaggio al luogo dove Owusu, classe 1993, è nato e cresciuto. Il pezzo è accompagnato da un suggestivo videoclip carico di calore ed energia, dove il passato, il presente e l’inevitabile futuro di questa bellissima città friulana si incontrano. La clip, diretta dall’inglese Jordan McKellar, ritrae i siti più interessanti e significativi della città, e il risultato è una vera e propria dichiarazione d’amore.

Esaltare il proprio ‘block’ è consuetudine nell’universo rap. Si tratta di un’abitudine molto presente negli States, ma anche in Europa, Italia compresa. Infatti lo troviamo nei testi del rapper newyorkese Nas, dove Queensbridge, il quartiere dove è cresciuto, è un luogo quasi sacro. In Italia per Marracash il quartiere Barona resta un punto di riferimento costante, e lo stesso si può dire di Torpignattara, per il romano Amir, o Baggio, per l’acclamato Ghali. Per non parlare della città di Marsiglia, per i francesi I.A.M.

Questo concetto andrebbe spiegato a tutti quelli che faticano ad accettare l’idea che Justin Owusu, senza rinnegare le sue origini africane, sia fiero di essere friulano, fino al punto di cantarlo in rime in una canzone, creando un inno che dovrebbe solo unire le persone e non dividerle, compreso Antonio Calligaris, il sindaco di Fogliano Redipuglia che ha accusato di vilipendio il giovane rapper per un altro video, uscito otto mesi fa, che stranamente ai tempi non registrò reazioni scomposte, anzi, passò quasi totalmente inosservato.

‘CSIChi sbaglia impara’ è il videoclip incriminato – e da giorni rimosso. È stato ambientato, tra le varie location, anche nel Sacrario Militare di Redipuglia, il monumento/cimitero dedicato ai caduti della Grande Guerra (100.000 soldati morti.)

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Fotogramma CSI – Chi Sbaglia Impara

Un gesto che per il sindaco leghista merita una punizione severa ed esemplare, come ha poi tuonato dal suo profilo Facebook dopo essersi appellato al Ministero della Difesa: “Siamo come Comune di Fogliano Redipuglia pronti ad affiancare Onorcaduti nelle azioni legali che vorranno intraprendere. Ritengo che in questo caso “parte lesa” non siano solo né Onorcaduti né il Comune ma la stessa “nazione”, che quel Sacrario rappresenta, e che a mio avviso è stata fatta oggetto di vilipendio. Mi aspetto inoltre che lo Stato, in tutte le sue articolazioni, sappia reagire in modo rigoroso e duro, come deve fare uno Stato civile. Spero altresì che non ci si nasconda dietro risibili scuse come la “libertà di espressione o artistica”, perché questo sarebbe un ulteriore insulto a quei caduti e ai loro parenti. Ricordo che anni fa le “Femen” si filmarono in una cattedrale russa, furono arrestate e condannate a diversi anni di reclusione. Personalmente invidio i russi, loro hanno Putin e la Siberia…”

Suona davvero incredibile che a un membro di un partito secessionista stiano a cuore gli interessi di una nazione da cui per anni ha voluto svincolarsi, soprattutto se il partito politico in questione, la Lega Nord, è stato fondato da un uomo come Umberto Bossi. Umberto Bossi è stato accusato e condannato più volte per il reato di vilipendio contro lo Stato italiano e contro i suoi rappresentanti più alti, i presidenti della Repubblica (Napolitano). Ha ripetutamente insultato la bandiera tricolore usando espressioni tipo, “Quando vedo il tricolore mi incazzo…Il tricolore lo uso per pulirmi il culo,” (1997) o, sempre in un altro comizio del 1997, disse, “Il tricolore lo metta al cesso, signora… Ho ordinato un camion di carta igienica tricolore personalmente, visto che è un magistrato che dice che non posso avere la carta igienica tricolore.” E pensare che nel 2002 la Camera (l’Ulivo) negò ai giudici l’autorizzazione a procedere, ritenendo che quelle espressioni rientrassero nella libera attività parlamentare e dunque coperte da insindacabilità… Ne è sempre uscito illeso. Bisognerebbe ricordare a Calligaris anche questi fatti (ma forse già li conosce, chissà…)

Si potrebbe aprire anche il capitolo truffa ai danni dello Stato italiano sempre da parte dell’ex leader, Bossi (condannato insieme a Belsito per essersi – averci – fregato 56 milioni di euro.) Il giudice del Tribunale di Genova lo scorso luglio ha infatti disposto la confisca di 48 milioni di euro al partito di cui fa parte Antonio Calligaris, che per l’accusa tra il 2008 e il 2010 presentò rendiconti farlocchi (irregolari) per ottenere indebitamente fondi pubblici.

Questo paese è un posto bellissimo. Chiunque lo ami veramente e ogni giorno faccia del proprio meglio per renderlo un posto migliore merita ben altro di quello che il primo cittadino di Fogliano Redipuglia augura al giovane Justin Owusu: essere spedito a lavorare nei campi siberiani. L’errore di Justin c’è stato. Ingenuo, ma c’è stato, e il rapper per questo si è anche scusato.

Ci troviamo però di fronte a un vero e proprio accanimento, marcio, che puzza di voti e di caccia al “diverso”, all’italiano che non dovrebbe essere italiano (e che non ti va giù che lo sia.) Puzza di falso nazionalismo, di “spostiamo l’attenzione su altro”, alla ricerca di consensi elettorali in un paese, l’Italia, dove l’amore per il bello e soprattutto per la cultura dovrebbero vincere sempre.

Tre giorni fa il Ministero della Difesa ha dichiarato che i responsabili del video saranno deferiti all’autorità giudiziaria. A Justin auguriamo di uscire da questo guaio nella maniera più indolore possibile, di non scoraggiarsi, e di continuare a fare musica, per questo paese (e alla faccia di quelli che ci vorrebbero in altri campi.)

di Gaylor Mangumbu e Johanne Affricot

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