Juan Atkins | Preparatevi a ricevere il fondatore della Techno

Juan Atkins | Preparatevi a ricevere il fondatore della Techno


Provateci voi a nascere a Detroit, dove è più redditizio bruciare una casa piuttosto che venderla, dove è più facile incontrare un fantasma che un supermercato aperto. Provateci voi a inventare un genere di cui ora tutti si fregiano ma che per una decina di anni è stato maltrattato come abominio per subumani, considerato come l’ultimo segno di degrado della cultura “nera” nella città. Forse il segno peggiore, perché faceva “rumore” ed era molto più invasiva della musica tradizionale afroamericana.

Sì, provateci voi con un sintetizzatore e un altro paio di pazzi a mimare un imponente atterraggio UFO, consegnando alla storia della musica una delle sue pagine più felici e, se ancora non siete troppo stanchi, provate anche a influenzare direttamente la Madchester degli anni novanta, l’Hacienda, la Rave Culture e quel continuum culturale che va dai Primal Scream e arriva fino ai Prodigy. Insomma, provateci voi a essere Juan Atkins. Impossibile? Ovvio.
griot-mag-juan-atkins-a-roma-©Antonio Rovaldi-
“Questo nuovo genere negroide che ha come massimi esponenti Atkins e Saunderson è una piccola parentesi musicale che difficilmente avrà futuro nell’ambito della musica riprodotta”, scriveva nel 1985 il WSJ. Oggi Juan ha 54 anni e suona come quando ne aveva 20, con la passione e la forza di un linguaggio immortale, tra il funk e l’elettronica.

Allora studiate. Studiate tanto, perchè Juan Atkins, il Maestro, [US – Model 500, Cybotron, Infiniti] questo sabato sarà a Roma a dispensare lezioni di rivoluzione digitale e sarebbe un disonore nei confronti della Storia farsi trovare impreparati. No, non siamo degni. Però ci proveremo. Time, Space, Transmat.

E se volete conoscere meglio Detroit, leggetevi questo articolo di Francesca Berardi, che dopo aver visitato sei volte la città simbolo della potenza industriale americana [quartier generale di General Motor, Chrysler e Ford], dove si esibivano i migliori artisti della Motown, ci ha fatto un libro, Detour in Detroit.

Vi starete chiedendo “Chi c’è dietro al suo arrivo a Roma”? LSWHR, crew romana capitanata da Gabriele Bianchi e Marco Ben Saadi che negli ultimi anni è riuscita a portare nella capitale nomi molto interessanti della scena elettronica.

Dove // Ex Dogana, Roma – Via dello Scalo San Lorenzo, 10
Quando // Sabato 20 febbraio
Ora //
h 23:30 – 5:00

Partecipa all’evento

Fonte | LSWHR // Valerio S

Immagine in evidenza | via facebook  Altre immagini | © Antonio Rovaldi

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