Isaac Julien celebra l’architetta romana-brasiliana Lina Bo Bardi con una meravigliosa video installazione

Isaac Julien celebra l’architetta romana-brasiliana Lina Bo Bardi con una meravigliosa video installazione


Seduta accanto al marito, fogli alla mano, sguardo fisso in camera, una donna ripete: “Il tempo lineare è un’invenzione occidentale. Il tempo non è lineare, è un meraviglioso groviglio in cui, in ogni momento, si possono scegliere punti e inventare soluzioni, senza inizio né fine.”

Il mio ingresso nella sala che ospita la video installazione multi-canale di Isaac Julien (Londra, 1960) viene salutato con questo celebre passaggio contenuto in una delle lettere di Lina Bo Bardi, architetta e designer italiana naturalizzata brasiliana, protagonista della mostra Isaac Julien. Lina Bo Bardi – Un meraviglioso groviglio. Un passaggio centrale, che si snoda lungo tutto il film, proiettato simultaneamente su nove schermi, la cui posizione circolare immerge l’osservatore come al centro di un orologio, sollecitandolo a muoversi, a disobbedire al tempo lineare, a interrogarsi e ad amalgamarsi con questa riflessione.

Lina Bo Bardi − A Marvellous Entanglement, 2019. Videoinstallazione a nove schermi – Courtesy Victoria Miro London/Venice and Isaac Julien Studio

Nata a Roma nel 1914, Lina Bo Bardi emigra in Brasile con il marito nel 1946, all’indomani della seconda Guerra Mondiale. È qui che la sua vena creativa emerge in tutta la sua grandiosità, progettando opere architettoniche che le fanno guadagnare un posto nell’olimpo delle/dei pioniere/i dell’architettura moderna.

Solutions Invented (Lina Bo Bardi – A Marvellous Entanglement) 2019 – Courtesy Isaac Julien Studio

Il video, cuore pulsante della mostra, e girato in alcuni degli edifici progettati da Bo Bardi tra gli anni ‘60 e ‘80 (il SESC Pompeia, l’ex Restaurante do Coaty, MAM-BA Museo d’Arte Moderna di Bahia, e il Teatro Gregario de Matos di Salvador), è un’immersione nella vita dell’architetta, interpretata in età adulta dall’attrice Fernanda Montenegro e da giovane da Fernanda Torres. Pioniere delle tecniche di installazione multi-schermo, Isaac Julien gioca così con i piani temporali. E molto abilmente e poeticamente, avvalendosi di giustapposizioni e sovrapposizioni di generazioni e dialoghi, di spazi e movimenti, di corpi diasporici pulsanti dall’Europa e dall’Africa—donne “Dio”, donne in processione, donne martiri (Marielle Franco), modula una biografia nelle biografie del Brasile.

Il coreografo brasiliano Zebrinha e la compagnia Balé Folclórico de Bahia, filmati mentre danzano sull’iconica scala elicoidale dello spazio espositivo, progettata da Bo Bardi e ispirata da una tecnica tradizionale di costruzione delle ruote.

Resurrection (MAXXI commission), 2020-Courtesy Isaac Julien Studio

Un lavoro di ricerca durato più di sei anni, frutto dell’interesse di Julien per la Bo Bardi sbocciato negli anni Novanta, quando durante un viaggio in Brasile rimase colpito da alcuni edifici che portano la sua firma.

Oltre alla videoinstallazione, Julien ha lavorato a una serie di collage fotografici realizzati per il museo, una selezione di materiali d’archivio legati a Lina Bo Bardi, e una timeline che approfondisce la genesi della produzione del film, ricostruendo le varie tappe della ricerca e delle riprese. In conclusione della mostra, un focus con una selezione di riviste originali che testimonia e mette in luce la versatilità e l’attualità del’opera di Lina Bo Bardi.

ISAAC JULIEN. LINA BO BARDI – UN MERAVIGLIOSO GROVIGLIO 
23 settembre 2020 – 17 gennaio 2021
MAXXI, Via Guido Reni 4/a, Roma

Note sull’artista

Isaac Julien è nato a Londra nel 1960. Le sue opere hanno esaminato criticamente questioni legate alla poetica delle migrazioni e le culture e le politiche dei Neri nelle loro diaspore, e le sue ricerche si sono concentrate su importanti figure culturali e politiche, da Frantz Fanon in Frantz Fanon, Black skin White Mask (1995) a Frederick Douglass nel recente Lessons of the Hour (2019).

I suoi film hanno anche indagato questioni legate all’estetica queer, come nel film-cult su Langston Hughes, Looking for Langston (1989). Nel 2013 è stato protagonista di una mostra personale al MoMA – Museum of Modern Art di New York con l’installazione a nove schermi Ten Thousand Waves (2010), con Maggie Cheung.

Isaac Julien è stato insignito nel 2017 dell’onorificenza di “Commander of the Order of the British Empire (CBE) for services to the Arts” e nel 2018 è stato nominato Accademico della Royal Academy of Arts.

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Immagine di copertinaTecnologia pré-histórica / Prehistoric Technology (Lina Bo Bardi – A Marvellous Entanglement), 2019 – Courtesy Isaac Julien Studio

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Johanne Affricot

Johanne Affricot

Arti visive e performative, cultura, musica, viaggi: vivrei solo di questo. Culture curator, la curiosità è il mio pane quotidiano. Estremamente golosa, non provate mai a fare la scarpetta nel mio piatto... potrei anche mordere.