Ìrìn Journal è la nuova rivista indipendente su città, viaggi e cultura africani

Ìrìn Journal è la nuova rivista indipendente su città, viaggi e cultura africani


Da appassionato di riviste indipendenti, alcune volte rimango perplesso dal tipo di magazine che la gente pubblicherà. Ci sono riviste indie letteralmente su tutto, inclusi Rugby, Platani, Incontri in Europa Orientale, Riscaldamento Globale, Attivismo, Conflitto, Tipografia, Gattilo so, volete sapere come si chiama: Cat Peoplee un sacco di altre cose che non sapevi neanche esistessero, ma intorno alle quali ruotano comunità di fedelissimi appassionati. Tuttavia, fino all’arrivo di  Ìrìn Journal, pubblicato a Lagos, nessuno sembrava aver avuto la lungimiranza di creare una rivista indipendente dedicata alle città, ai viaggi e alla cultura africani.

Si tratta di una nicchia di mercato che per un po’ si è cercato di rimpiere. Qui, come altrove, l’orientamento un po’ piatto della maggior parte degli editori privati (sia dentro che fuori dal continente) continua ad essere un fattore trainante per le pubblicazioni indipendenti. Per i lettori sensibili a prodotti stampati e interessati alle città africane, i libri, insieme alle roccaforti di pubblicazioni panafricane indipendenti, come Chimurenga, a Johannesburg, e Kwani, a Nairobi, sono stati gli indirizzi di riferimento, ma il loro focus è sempre stato più sui contenuti e meno sulla forma. Anche così, per oltre due decenni hanno sostenuto contenuti innovativi dao ambientati incittà africane.

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Foto di Omowunmi Ogundipe via Ìrìn

Per quanto riguarda le città, Lagos è ancora la musa definitiva: nessun’altra città africana ha ricevuto così tanta attenzione come Lagos. Esiste un intero genere letterario chiamato “romanzo di Lagos”. A quanto pare il primo numero di  Ìrìn rende omaggio a quella megalopoli che Chibundu Onuzo, nel suo romanzo Welcome to Lagos, descrive così “… non è diversa da nessun altro posto, tranne che ci sono più persone, più rumore e tanto altro ancora”. Teju Cole, un altro autore di un racconto di Lagos, recentemente ha scritto: “Voglio parlare di Lagos, non voglio parlare dell’Africa […] amico. L’Africa ha una superficie di oltre 30.000.000 di chilometri quadrati. Voglio essere specifico nell’essere particolare su ciò di cui discutiamo quando parliamo di Africa.” Ìrìn Journal è la risposta alle suee miepreghiere o!; per come è impostato dovrebbe essere una delle poche piattaforme in cui l’Africa può diventare particolarmente specifica.
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Ìrìn è una parola yoruba che significa camminare e viaggiare, e fedele al suo nome, ad ogni numero la rivista semestrale presenterà una diversa città africana, mettendo in luce storie interessanti di autori di quella città. Ayomide “Mimi” Aborowa, fondatrice di Irin Journal, ha iniziato a collezionare riviste da adolescente: “Ho scoperto pubblicazioni indipendenti, prodotte dalle comunità, da adolescente. Riviste con una forte personalità del marchio, contenuti innovativi e stimolanti. Pubblicazioni con contenuti così diversi ma non abbastanza diversi.” A un certo punto, cercare una pubblicazione in cui si sentisse a casa è diventato difficile. “Dov’era la rivista per me, per persone come me? Sono arrivata al punto in cui mi sono sentita frustrata e sono passata dal chiedermi se queste riviste esistessero al voler creare uno spazio affinchè potessero esistere. E così è nato Ìrìn Journal.”
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Dopo una campagna di raccolta fondi su Kickstarter, che ha avuto molto successo, a ottobre 2019 Ìrìn ha lanciato il suo numero inaugurale, The Lagos Issue, che contiene nuove storie, fotografie, interviste, articoli e incredibili saggi visivi e illustrazioni.
Hanno scelto il percorso meno semplice decidendo di andare in stampa. Demi Ademuson, editore capo del numero, afferma che “C’è ancora qualcosa di speciale quando prendi in mano una buona rivista da tavolino, sentirne la trama, vedere le immagini prendere vita e immergersi nel suo contenuto, senza interruzioni di banner pubblicitari o altre schede.
I lettori metteranno spesso un segnalibro alle pagine, annoteranno degli appunti ai loro margini e creeranno un legame personale con il libro che non può essere replicato online.”

Ìrìn sta sicuramente cercando di avere l’aspetto dei trimestrali rispettabili, ed è davvero un piacere vedere quell’estetica patinata e frivola da Apartamento et al. prendere la forma di una trama satinata e opaca, bella, che ospita contenuti originali e rinfrescanti da varie città africane. In base alla rete di distribuzione che hanno annunciato, la diaspora africana sembra essere il target principale. Inutile dire che sarebbe bello vedere Ìrìn a Joburg, Nairobi, Addis, Accra e Gaborone, e così via. E spero che l’editrice stia lavorando su una rete di distribuzione africana compatta. Una regola empirica nella scena delle riviste indie suggerise che si può dire che una pubblicazione esiste davvero se riesce ad andare oltre il terzo numero, quindi incrociamo le dita per Ìrìn perché questo viaggio davvero emozionante è solo all’inizio. Non vediamo l’ora che arrivi la prossima destinazione.

Ottieni la tua copia di Ìrìn Journal online, o a Lagos, Milano, Berlino, Londra

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Immagine di copertina | Foto di Baingor Joiner, Prototype’, National Theater via facebook/Ìrìn – Tutte le altre immagini | Per gentile concessione di Ìrìn Journal

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Eric Otieno

Eric Otieno

Sono uno studioso decoloniale e lavoro all’interno dell’intersezione tra i diritti civili, la giustizia sociale, la politica, l'economia e l'arte. Scrivo recensioni di arte politica perché l'arte è politica (il contrario non è ovviamente vero). Quando mi sento, scrivo articoli. Mi piace leggere, ballare, andare in bicicletta e adoro cappuccino senza zucchero.

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