Ariwo | Suoni tradizionali cubani ed elettronica iraniana live a Linecheck

Ariwo | Suoni tradizionali cubani ed elettronica iraniana live a Linecheck


Due anni fa, persa nella rete, mi salta all’occhio una campagna Kickstarter legata a un festival, Manana, il primo festival di musica elettronica e afrocubana di Cuba, ideato da Alain Garcia Atola e Harry Follet (sarà presente a uno dei panel Linecheck.)

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Alain and Harry, via facebook

Tempo qualche settimana, comincio ad organizzarmi per partire (era un viaggio che avevo comunque in programma per l’estate.) E quando ti ricapita un’occasione del genere? Musicisti cubani che intrecciano i loro stumenti, la loro musica, con le sonorità elettroniche di dj e producer di varie parti del mondo, ognuno con il proprio timbro stilistico.

Naturalmente il viaggio salta ma riesco a incontrarmi su skype con uno degli organizzatori per farmi raccontare qualcosa in più sul Manana Festival. Mi parla del progetto e dei suoi ideatori, di Cuba e delle sue tradizioni musicali, delle varie band cubane e degli artisti coinvolti. Tra questi ci sono gli Ariwo (termine che in lingua Yoruba significa “rumore”,) un quartetto cubano/iraniano composto dal compositore iraniano di musica elettronica Pouya Ehsaei, e da tre dei musicisti cubani più influenti sulla scena londinese: Oreste Noda, Yelfris Valdes e Hammadi Valdes.

La specificità di questo gruppo consiste nel mescolare l’energia grezza della musica folclorica afrocubana con la malinconia profonda della musica elettronica iraniana, anche se con il nuovo lavoro stanno prendendo diettrici diverse.

Sono riuscita a raggiungere l’iniziatore del progetto, Pouya Ehsaei, e gli ho fatto qualche domanda, in attesa del loro live del 24 novembre a Linecheck.

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Hammadi Valdes

GRIOT: Pouya, tu sei il leader degli Ariwo. Raccontami del tuo rapporto con Cuba. Cosa ti ha spinto ha voler sperimentare questa fusione di suoni?

Pouya Ehsaei: L’incontro con Cuba è stato casuale: uno dei miei amici (Harry Follett) tornò [a Londra] da un viaggio ispiratore a Cuba con l’idea di organizzare un festival di musica a Santiago de Cuba. Il festival principalmente consisteva nel creare collaborazioni tra musicisti elettronici provenienti da tutto il mondo e musicisti e band cubani. Per presentare il concept del festival abbiamo creato Ariwo a Londra. Volevamo mostrare le possibilità di sperimentazioni elettroniche nei ritmi e nelle melodie afro-cubane.

È stato un processo particolarmente interessante per me, perché mi piace molto sperimentare nuove idee e frontiere musicali. Non sapevo molto della musica afro-cubana prima di Ariwo, il che ha reso il tutto più avventuroso e spontaneo. Quello che non avevo previsto era la gioia di suonare dal vivo con tre incredibili musicisti cubani e il flusso di energia che si è creato tra noi sul palco.
griot mag intervista Ariwo lineckeckCi sono alcuni progetti molto buoni in giro che cercano di promuovere la diversità creativa dell’Iran, di celebrare il lavoro di artisti contemporanei, e mi sembra che la maggior parte di questi siano soprattutto il risultato di un lavoro portato avanti dalla diaspora iraniana. C’è Reorient Magazine (Canada) e la Cama Gallery (Londra.) Tu sei andato oltre. Insieme a Hammadi Valdes, Oreste Noda e Yelfris Valdes, state unendo il misticismo iraniano con i ritmi tradizionali afrocubani e suoni elettronici, e il risultato finale è molto armonioso, spontaneo. Quanto avete lavorato per raggiungere questo traguardo sonoro? È stato immediato? Ci sono stati all’inizio dei suoni che hanno prevalso più di altri?

È quasi accaduto tutto istantanemente. Durate la prima sessione di prove, ho iniziato a suonare con i miei strumenti elettronici quello che avevo in testa. Tutti si sono sintonizzati ed è uscita fuori una jam session incredibile. La mia idea principale era quella di creare uno spazio sonoro scuro, pieno di energia, dove tutti i membri della band potessero esprimersi liberamente con riferimenti alla Techno Dub, alla Techno Minimal, al Jazz Sperimentale e alla Musica Distorta (sì, è una parola inventata.)

Quando hai un’idea solida su come vuoi che suoni, e la band ha una sinergia naturale sin dal primo giorno, fare musica significa scegliere i momenti giusti e discutere le ripetizioni, le transizioni, le pause, i livelli di energia, gli spazi e i dialoghi che desideri. Ho sempre cercato di non imporre le mie idee sulla band ed e’ successo tutto in modo molto naturale.

Tutti i componenti della band sono coinvolti nel processo creativo e tutti sono padroni della propria arte. Penso che si percepisca anche dalla nostra musica.

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Yelfris Valdes

Mentre ascoltavo il pezzo ‘Caldera’, mi sono  tornati in mente i miei viaggi a Istanbul e Cuba, e subito mi si è proiettata l’immagine delle danze dei dervisci accompagnate dalla musica di un’orchestra composta da Valdes, Noda e Valdes. Ariwo è un esperimento molto interessante, e questi tipi di progetti sono ben accolti in Europa, che è il continente in cui vivi. Tuttavia, mi chiedo come Ariwo sia percepito nei vostri paesi d’origine. Che esposizione ha? Quali tipi di persone sono più interessate a questi suoni? E quanto è importante per voi far girare Ariwo a Cuba e in Iran?

Mi piace condividere quello che faccio con i miei “compatrioti iraniani”, e se intercettano e apprezzano la musica di Ariwo naturalmente per me non potrà che essere emozionante. Lavorare ad una collaborazione cubana-iraniana è stata una svolta abbastanza inaspettata nella mia carriera, per me e per quelli che conoscevano la mia musica. Tra poco andrò in Iran per la prima volta dopo il lancio dell’album dello scorso dicembre, e già posso vedere quale sarà la reazione.

griot mag ariwo intervista interview linecheck

Ariwo

Non abbiamo venduto molto in Iran, e qualsiasi diffusione di questo progetto musicale è passata attaverso canali personali. Siamo una live band – l’intero album è stato registrato live in studio in un solo colpo – e mi piacerebbe organizzare in Iran dei live con Ariwo. C’è una vasta comunità di appassionati di musica elettronica che ha un buon orecchio per la musica.

Abbiamo suonato al Manana Festival a Santiago de Cuba e la risposta del pubblico è stata fenomenale. Il feedback che abbiamo ricevuto è stato un mix di reazioni esplosive, di emozioni, di curiosità. È stato incredibile, uno dei miei concerti preferiti. Le persone ci hanno accolto con un approccio mentale aperto, ci hanno trascinato con la loro energia. Alcuni locali de L’Avana sono interessati ad ospitarci, e non vediamo l’ora di condividere i nostri pezzi più recenti con il pubblico cubano.

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Pouya Ehsaei

Siete partiti nel 2015 con una sessione al Boiler Room, nel 2016 avete debuttato al Manana Festival (non sono riuscita a venire a maggio, per il festival, ma quell’estate sono passata per Santiago e ho conosciuto Alain Garcia Atola) e quest’anno avete pubblicato il vostro primo EP. Dimmi, dopo due anni dal lancio di Ariwo, cosa cambiereste e cosa manterreste? Pensi che abbiate raggiunto il giusto equilibrio o vorreste spingervi oltre, sperimentare ancora di più?

Sarebbe stato grandioso averti avuta a Santiago ma sono sicuro che sarà bello anche a Milano. L’obiettivo di Ariwo è quello di dar vita ad uno spazio sonoro che sia allo stesso tempo nuovo e tradizionale, familiare e peculiare, energetico e contemplativo, semplice, diretto, ma pieno di dettagli. Ne abbiamo fatta di strada ma c’è ancora molto da fare, e questo è quello che mi spinge ad andare avanti.

I nuovi lavori di Ariwo sono più destinati ad ascoltatori di musica elettronica, rispetto al nostro primo album. Ci stiamo allontandando dai ritmi puramente afro-cubani, che sono stati il nostro punto di partenza, e stiamo cercando di trovare un nuovo groove per la prossima release. Finora questo approccio ha portato ad uno spazio sonoro più immersivo e ipnotico, che porta gli ascoltatori a fare più viaggi interiori. A Linecheck suoneremo tre tracce inedite e non vediamo l’ora di vedere la reazione degli ascoltatori milanesi avidi di musica al nostro nuovo lavoro.

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Hammadi Valdes e Pouya Ehsaei

Sinceramente non guardo a cosa sto facendo, a un genere specifico, legato a una qualche cultura o comunità. Puoi creare uno spazio sonoro partendo da qualsiasi base e suono grezzo. Mi piace pensarmi all’interno di tutti questi progetti diversi in cui sono coinvolto. C’è una sottocorrente di idee musicali ed espessioni sensoriali che riconducono al mio essere artista.

Gli Ariwo si esibiranno live il 24 novembre, per la terza edizione di Linecheck – Music Meeting and Festival. Trovate più info qui.

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Tutte le immagini | Courtesy of Ariwo

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Johanne Affricot

Johanne Affricot

Cultura, arti, musica, viaggi: vivrei solo di questo. "Culture curator e activator" per passione e missione. La curiosità è il mio pane quotidiano. Estremamente golosa, non provate mai a fare la scarpetta nel mio piatto: potrei anche mordere.