Galerie Number 8 festeggia il suo primo anno di vita ad AKAA – Also Known As Africa

Galerie Number 8 festeggia il suo primo anno di vita ad AKAA – Also Known As Africa


Tra una settimana inizia la fiera d’arte e design AKAA – Also Knonw As Africa – e a Parigi c’è un gran fermento, specialmente tra le gallerie, che anche quest’anno accoglieranno migliaia di appassionati e collezionisti d’arte (l’anno scorso la fiera ha contato 15.000 ingressi.)

Quest’anno il Carreau du Tempe sarà animato da 38 gallerie provenienti da 19 paesi che esporranno i lavori di più di 150 artisti. Tra quelle presenti ce n’è una in particolare che ha catturato la nostra attenzione e che avevamo già intercettato l’anno scorso: Galerie Number 8.

Fondata da Marie-Gomis Trezise, ex art director nell’industria della musica, Galerie Number 8 rappresenta fotografi europei e americani (con discendenze africane e non) e nel suo breve anno di vita è riuscita a ritagliarsi uno spazio di nicchia nella giungla dei leoni dell’arte.

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Duster (2016) di Justin French – Courtesy of Galerie Number 8 e dell’artista

“Per me è un grande onore essere stata invitata con la mia galleria a partecipare ad AKAA. Sono entusiasta per gli artisti che rappresento, per l’opportunità che hanno di esporre il loro lavoro, e anche per me, che sono la curatrice della galleria. Quest’anno poi festeggio il primo anniversario della galleria, quindi brinderò a me con un bicchiere di champagne, e naturalmente farò un brindisi con i fotografi con cui lavoro,” mi racconta Marie.

“Ho imparato molte cose questo primo anno e credo di essere solo all’inizio del viaggio ma devo ammettere che mi ha aiutata ad acquisire più fiducia in me stessa, mi ha dato quel senso di consapevolezza, mi ha fatto capire che quello che voglio fare e sto facendo è la cosa giusta per me. E non vedo l’ora di iniziare il mio secondo anno per costruire qualcosa di ancora più significativo.”

Dei novi fotografi del suo roster, quelli presenti ad AKAA saranno tre: David Uzochukwu, Samia Ziadi, Campbell Addy.

David Uzochukwu è un fotografo autodidatta austriaco-nigeriano. Classe 1998, ha iniziato a scattare giovanissimo, partendo dagli autoritratti fino a immortalare negli anni volti di persone in cui in qualche modo si riconosceva. Nonostante la giovane età, ha scattato molti editoriali per diverse agenzie di moda, realizzato progetti con Adobe Photoshop, fino ad arrivare a collaborare con colossi della moda. All’inizio dell’anno infatti è stato scelto dalla Nike per fotografare la sua campagna globale con protagonista FKA Twigs.

I Will Always Belong Into The Sky [I am Under III] è una fotografia, una storia legata a un momento buio dell’artista, alla ricerca di se stesso, alla rinascita.

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I Will Always Belong Into The Sky I am Under III (2015), di David Uzochukwu – Courtesy of Galerie Number 8 e l’artista

“Questa foto fa parte di un gruppo di opere che ha a che fare con un periodo della mia vita in cui stavo cercando di capire il mio valore d’artista e altre cose su me stesso. Il titolo l’ho estrapolato da una canzone dei Marina & The Diamonds. Considero questo lavoro molto liberatorio perchè quando l’ho realizzato erano circa sei mesi che vivevo un vuoto creativo, buio, e non postavo niente sui social. Al tempo infatti stavo cercando di capire come gestirli, visto che cominciavo ad ottenere un riconoscimento online e all’improvviso mi arrivò un folle numero di richieste di interviste. E prima di smettere di creare, notai che iniziai a farlo più per poter condividere qualcosa su Instagram, Tumblr, piuttosto che per me stesso,” mi rivela Uzochukwu. “E così, passato un anno, ho cominciato questo lavoro, in maniera del tutto spontanea, una sorta di terapia dell’autoritratto. Ricordo come mi sentii quando poche ore dopo lo finii. La mostrai alla mia famiglia e dissi: ‘È pazzesco, ancora sono in grado di creare!”. E mia madre mi guardò, dicendomi: ‘Di cosa stai parlando David? È ovvio che puoi ancora creare.’ È stato un momento molto difficile, buio ma pieno di speranza. Mi sentivo nudo ma allo stesso tempo invulnerabile e molto forte.”

Anche Samia Ziadi ha capito in tenera età il potere dell’arte. È successo quando si è trovata di fronte a L’Altare di Isenheim, a Colmar, la sua città natale. Pochi anni dopo si è trasferita a Marsiglia, città dove ha lavorato come scenografa di cinema, per poi spostarsi al mondo della moda, fino a trasformare la sua esperienza in un percorso artistico che esplora design, fotografia e video.

“Dopo gli attacchi terroristici di Parigi del novembre 2015, ero stanca di sentire tutte quelle storie sui giovani immigrati, sulla loro religione, sui loro ghetti (le case popolari) e così ho realizzato l’illustrazione e il design di La Robe Lumière con l’effige della Vergine Maria, e ho scelto di far indossare i vestiti a giovani donne provenienti da un background di immigrazione e quartieri svantaggiati. Nel caso del pezzo 13 Avenue de La Paix, la ragazza scelta è una giovane donna musulmana di origini senegalesi. Indossa un vestito che è il simbolo della pace, mentre la bandiera tricolore che sventola sul tetto di un edificio simboleggia l’appartenenza di questi giovani alla nazione,” mi racconta.

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13 Avenue de La Paix, di Samia Courtesy of Galerie Number 8 e dell’artista

Per me era anche importante aggiungere del colore a questi blocchi di cemento perché spesso le autorità lcoali abbandonano questi posti a loro stessi.”

Campbell Addy è un fotografo britannico-ghanese, considerato uno dei fotografi della “Next Generation” e sarà ad AKKA con AGAPE VI (2016).

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AGAPE VI (2016), di Campbell Addy – Courtesy of Galerie Number 8 e l’artista

Ex studente della prestigiosa Central Saint Martin di Londra, nel 2016 ha fondato Nii Agency e Nii journal, quest’ultima una pubblicazione che abbraccia e incoraggia la diversità, illumina la rappresentazione (o la mancanza di rappresentazione) nel mondo dell’arte e della moda, e le difficoltà cui certi gruppi sono andati incontro, raccontando storie di successo e di vita che ispirano. “Viviamo in una generazione in cui le nostre diversità vengono trasmesse in maniera positiva e negativa ad una velocità incredibile e ideali e punti di vista sono costantemente plasmati. Nii Journal ha l’obiettivo di educare e non di irritare,” afferma in una nota Campbell Addy.

Galerie Number 8 vi aspetta per presentarvi i suoi artisti da venerdì 10 a domenica 12 novembre ad AKAA.

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Immagine di copertina | Wildfire (2015) di David Uzochukwu – Courtesy of Galerie Number 8 e dell’artista

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Johanne Affricot

Johanne Affricot

Cultura, arti, musica, viaggi: vivrei solo di questo. "Culture curator e activator" per passione e missione. La curiosità è il mio pane quotidiano. Estremamente golosa, non provate mai a fare la scarpetta nel mio piatto: potrei anche mordere.