Forum di Davos | Greta Thunberg non è sola: ecco i giovani attivisti che partecipano al nostro futuro

Forum di Davos | Greta Thunberg non è sola: ecco i giovani attivisti che partecipano al nostro futuro


Sud Africa, Zambia, Indonesia, Irlanda, Nuova Zelanda, Stati Uniti e Porto Rico, Canada. Questi sono i paesi da cui provengono i dieci attivisti, molti dei quali under 18, che in questi giorni partecipano al World Economic Forum di Davos. Conosciuto per essere uno degli eventi più importanti al mondo, e spesso un incontro tra esponenti di primo piano della politica e dell’economia internazionale con intellettuali e giornalisti selezionati, l’evento si tiene per discutere le questioni più urgenti che il pianeta si trova ad affrontare, anche in materia di salute e di ambiente.

Per la prima volta nella storia, l’incontro internazionale ha aperto le stanze del potere a questa generazione di changemaker, presenti per far ascoltare la loro voce.

Dalla lotta contro la violenza delle armi, al contrasto della crisi climatica, alla battaglia contro le discriminazioni, ognuno di loro rappresenta una generazione che ha deciso di prendere in mano il proprio futuro e quello del pianeta. Verranno ascoltati?

Mohamad Al Jounde, 18

griot mag forum davos Mohamad Al Jounde giovani attivisti

via facebook

Mohamad Al Jounde è cresciuto in Siria ma è fuggito in Libano quando la situazione nel paese era troppo pericolosa. Come migliaia di altri bambini rifugiati nel suo paese, non poteva andare a scuola, così ha deciso di aiutare i bambini nella sua stessa situazione. Insieme alla famiglia, a 12 anni ha costruito una scuola in un campo profughi in Libano, che dà accesso a 200 bambini.

Cruz Erdmann, 14

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Cruz vive in Nuova Zelanda, ma è nato e cresciuto a Bali e ha trascorso molto tempo a fare immersioni ed esplorare l’Indonesia orientale con la sua famiglia. Si è innamorato dell’oceano fin da piccolo, grazie ai suoi genitori, che lavorano come ambientalisti marini. Cruz ha registrato più di 160 immersioni dall’età di 10 anni e scatta fotografie subacquee da quando ha 12 anni. Nel 2019, la fotografia notturna di Cruz di un calamaro di Bigfin reef gli ha fatto vincere il prestigioso titolo di Young Wildlife Photographer of the Year della Natural History di Londra.

Fionn Ferreira, 18

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Fionn è cresciuto su una remota isola nel West Cork, una regione balneare nell’Irlanda meridionale. Ha trascorso la sua infanzia creando progetti scientifici e pagaiando per le coste dell’Irlanda con il suo kayak. Grazie alla sua passione per la vita all’aria aperta, ha assistito agli effetti dell’inquinamento da microplastica sull’ambiente. Quando era al liceo, si è inventato un nuovo metodo per estrarre le microplastiche dall’acqua usando la sua versione di ferrofluido, un liquido sviluppato dalla NASA. Fionn ha presentato il concept alla Google Science Fair del 2019, dove ha vinto il concorso per la sua metodologia per rimuovere le microplastiche dall’acqua.

Salvador Gómez-Colón, 17

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Quando l’uragano María ha devastato Puerto Rico nel 2017, a Salvador fu detto che la sua comunità non avrebbe avuto energia elettrica o elettricità per almeno un anno. Di tutta risposta ha creato la campagna “Light and Hope for Puerto Rico” per distribuire lampade a energia solare, lavatrici azionate a mano e altre forniture per oltre 3.100 famiglie sull’isola. Salvador continua a sostenere l’implementazione di sistemi energetici intelligenti a Puerto Rico e ha lanciato l’iniziativa umanitaria “Luce e speranza per le Bahamas”.

Ayakha Melithafa, 17

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Ayakha vive nel villaggio del fiume Eerste, alla periferia di Città del Capo, in Sudafrica. Sua madre lavora come agricoltrice a Western Cape, dove la siccità e le gravi carenze idriche hanno minacciato il suo sostentamento. Questi cambiamenti hanno spinto Ayakha ad agire. Nell’ambito dell’iniziativa “African Climate Alliance” e del “Project 90 entro il 2030”, Ayakha sta mobilitando il sostegno per lo sviluppo a basse emissioni di carbonio e una giusta transizione energetica nel suo paese. Nel 2019, Ayakha e altri 15 bambini in tutto il mondo hanno presentato una petizione al Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia per ritenere cinque delle principali potenze economiche mondiali responsabili dell’inazione sulla crisi climatica.

 Natasha Mwansa, 18

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Natasha è nata e cresciuta in Zambia, paese in cui sostiene la salute e il benessere dei giovani, in particolare contro il matrimonio infantile. Attraverso i suoi ruoli di reporter e giornalista junior e di monitoraggio della responsabilità sociale in varie organizzazioni sanitarie, raccoglie e condivide informazioni sui diritti delle donne e delle ragazze, e tiene traccia dei progressi delle parti interessate. Ha anche fondato la Natasha Mwansa Foundation per promuovere un mondo in cui i giovani siano sani e vengano ascoltati e apprezzati. Attraverso il suo lavoro, è stata selezionata per far parte del Comitato consultivo per i giovani della Commissione dell’Unione Africana ed è diventata la più giovane ricevente del Global Health Leaders Award dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Autumn Peltier, 15

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Autumn Peltier è del Canada, della regione del Wikwemikong, nell’Ontario settentrionale. Conosciuta come la “Guerriera dell’Acqua”, è da quando ha 8 anni che lotta per le comunità delle Prime Nazioni, le popolazioni originarie del Canada, che non potevano bere acqua a causa della contaminazione provocata dalle attività industriali e dagli oleodotti.

Nel 2019, è stata nominata Chief Water Commissioner dalla nazione Anishinabek, in rappresentanza di 40 prime nazioni in Ontario, molte delle quali senza accesso all’acqua potabile. Nel suo ruolo, visita le riserve, incontra i leader di Anishinabek e parla a livello internazionale degli indigeni e dei diritti delle risorse idriche.

Greta Thunberg, 17

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A 8 anni, mentre era a scuola, le fecero vedere un documentario su qualcosa chiamato ‘cambiamento climatico’. Una volta capito cosa fosse, smise di mangiare, parlare e cadde in depressione. Alla fine, Greta ha cercato tutte le informazioni possibili sui cambiamenti climatici e le sue cause, e ha iniziato a cambiare le proprie abitudini per ridurre la sua impronta di carbonio. Nel 2018 ha iniziato a protestare fuori dal parlamento svedese durante le ore scolastiche, con un cartello dipinto con le parole “Skolstrejk for Klimatet” (“Sciopero scolastico per il Clima”). Greta ha continuato a scioperare ogni venerdì, ispirando centinaia di migliaia di adolescenti in tutto il mondo a seguire il suo esempio.

Naomi Wadler, 13

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via twitter

L’attivismo studentesco di Naomi è iniziato quando ha guidato una camminata di protesta nella sua scuola elementare in Virginia per celebrare l’anniversario di un mese dalla sparatoria avvenuta alla scuola Marjory Stoneman High School, Parkland (Florida). La camminata è durata 18 minuti—17 minuti per ogni studente e insegnante che persero la vita, e un altro minuto per Courtlin Arrrington, una studentessa afroamericana uccisa poco dopo la sparatoria nel suo liceo a Parkland, Alabama. La missione di Naomi è di rafforzare le ragazze afroamericane e spera che più persone si uniranno ai suoi sforzi di ricordare Courtlin e le molte ragazze afroamericane perse a causa della violenza armata.

Melati Wijsen, 19

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Melati è cresciuta sull’isola di Bali, e qui si è imbattuta in un’epidemia di plastica. Racconta che nuotando nei mari poco fuori dalla sua spiaggia d’infanzia, uscendo dall’acqua si ritrovava il braccio avvolto da un sacchetto di plastica. Insieme alla sorella, nel 2013 ha fondato “Bye Bye Plastic Bags”, attraverso la quale hanno lanciato petizioni, campagne di sensibilizzazione e grandi pulizie in spiaggia. Da allora Bali ha annunciato una legge che vieta la plastica monouso, grazie in parte agli sforzi di Melati.

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