‘La Venera Nera’ è il film che incarna la spietatezza dello sguardo coloniale

‘La Venera Nera’ è il film che incarna la spietatezza dello sguardo coloniale


Nata il 29 dicembre 1789, veniva chiamata la Venere Ottentotta, ma il suo vero nome era Sawtche, meglio consciuta come Saartjie Baartman. Fonte di fantasie e immaginazioni di ogni sorta, dovute alle sue grandi natiche e alle sue labbra allungate, la più famosa donna Khoikhoi era la star di un freak show nell’Europa di inizio XIX secolo.
griot mag ‘Black Venus’ Between fascination and aversion-Hottentot VenusRaccontare la sua storia, senza immergerla in un oceano di pathos, è stata una sfida che il regista franco-tunisino Abdellatif Kechiche, vincitore della Palma d’oro a Cannes (2013, La vita di Adele), non ha avuto paura di raccogliere. Girato in varie lingue―afrikaans, olandese, inglese e francese,―La Venere Nera (2010) inizia nel 1817 e ripercorre gli ultimi anni di Saartjie Baartman (interpretata da Yahima Torres), una giovane domestica sud africana che nel 1808 lasciò la sua terra natìa al seguito del suo padrone, Hendrick Caesar (André Jacobs), per diventare un’attrice in Europa.

Incarnazione dello sguardo coloniale, la storia di Saartjie inizia all’Accademia Reale di Medicina di Parigi. Il famoso anatomista francese Georges Cuvier, sostenitore del razzismo scientifico, presentò la giovane donna al pubblico europeo come Venere Ottentota, l’anello mancante tra uomini e scimmie, mostrando i suoi resti sezionati. Andando indietro nel tempo, a pochi anni prima della sua morte, scopriamo la lotta di una donna che sperava di trovare fama e fortuna in Europa. Anche se Saartjie tentò di prendere il controllo della sua vita, fu ingannata dall’ambizione del suo padrone che, non appena arrivarono ​​a Londra, cominciò a esibirla come un fenomeno da baraccone in uno spettacolo grottesco in cui alla fine fu vittima e protagonista consapevole della sua stessa tragedia.
griot mag Black Venus’ Between fascination and aversion-Hottentot Venus-Abdellatif Kechiche Yahima TorresToccata, accarezzata, persino pizzicata come fosse un animale selvaggio, veniva umiliata di fronte a un pubblico affamato di eccitazioni. Colpiti dallo spettacolo e dall’apparente sofferenza della Venere Ottentota, un gruppo di abolizionisti porta il suo caso in tribunale, dove viene pubblicamente a conoscenza di essere una donna libera e un’attrice, non una schiava. Il processo è un momento chiave del film perché segna l’inizio della sua discesa all’inferno. Usando un effetto di estraniamento, Kechiche mette in luce le motivazioni della donna Khoikhoi, senza vittimizzarla eccessivamente. Libera e schiavizzata allo stesso tempo, viene infine portata a Parigi contro la sua volontà dal suo padrone ormai manager e dal suo amico, per rappresentarla sotto una luce primitiva ed esporre il suo corpo nei salotti aristocratici libertini parigini.
griot mag Black Venus Between fascination and aversion-Hottentot Venus-Abdellatif Kechiche Yahima TorresCuriosamente, La Venere Nera è probabilmente l’unico film storico francese che mostra una donna nera che interpreta il ruolo di protagonista. Nominato Leone d’oro alla 67° edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, il film affronta apertamente le conseguenze del razzismo scientifico sulla percezione che oggi si ha delle donne non bianche. Nonostante alcuni passaggi inutilmente lunghi e ripetitivi, e il suo stile visivo documentaristico, La Venere Nera è un film interessante che decodifica vari aspetti delle immaginario coloniale. Acclamato ampiamente al momento della sua uscita, trasmette una profonda sensazione di malessere mentre mostra le origini del feticismo esotico.

La più grande sfida per uno spettatore che guarda il film è comprendere lo stato d’animo del personaggio. Dialoghi sottili, utilizzo eccessivo di onomatopoiie e sequenze molto lunghe di silenzio chirurgico, rendono difficile instaurare una forte connessione emotiva con il personaggio. Come uno studente di Georges Cuvier, siamo intrappolati in un’oggettività scientifica e disumanizzante e non ci è permesso mostrare compassione, fino alla fine. Voyeur tra i voyeur, contempliamo la Venere Ottentota con fascino e avversione. Immersi in un mondo in cui la schiavitù è ancora una realtà forte, diventiamo il colono per quasi due ore, mentre la macchina da presa—sempre distante ma avida di dettagli perversi—incarna la spietatezza dello sguardo coloniale.

La Venere Nera è disponibile su Netflix e Amazon Prime. Guarda il trailer.

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Anaïs N'Déko

Anaïs N'Déko

Scrittrice, regista e sceneggiatrice appassionata di Storia dell'Arte, dell'Opera e di Pedro Almodóvar, sono un'amante della poesia che trova ispirazione nei sogni, nella fantasia e nella musica.