Fela Kuti | 20 anni fa se ne andava il Re dell’Afrobeat | Ecco la sua eredità

Fela Kuti | 20 anni fa se ne andava il Re dell’Afrobeat | Ecco la sua eredità


Il 2 agosto di vent’anni fa se ne andava un’icona mondiale e africana della musica: Fela Anikulapo Kuti.

Cresciuto in una famiglia nigeriana della classe media, la madre era un’attivista che combatteva a fianco del movimento anti-colonialista, il padre era un prete anglicano. Per lui i genitori avevano previsto un percorso lontano dalla musica. Avrebbero voluto che facesse il medico, come i suoi fratelli. Un po’ come succede ancora oggi in quelle famiglie ancorate alla tradizionale idea di prestigio e sicurezza economica che certi mestieri danno. A torto o a ragione.

Nel 1958 si trasferì a Londra per studiare medicina, ma niente, il suo carattere ribelle lo portò a iscriversi al London’s Trinity College. Grazie a Dio, o forse sarebbe meglio dire “Grazie a Fela”, perchè quella scelta ci ha lasciato un patrimonio culturale che ancora oggi, dopo la sua morte (aveva solo 58 anni,) riesce a connettere e ad avvicinare milioni di persone di diverse generazioni e latitudini.

griot-mag-Fela Kuti _ 20_ anni fa se ne andava il Re dell'Afrobeat | Ecco la sua eredità

via facebook/FelaKuti

Fela Kuti è l’uomo che inventò l’Afrobeat e lo disseminò in giro per il mondo. È il pionere di un genere musicale intriso di critica e denuncia politica che non mancava mai di rivolgere contro il corrotto e crudele governo nigeriano. Attività che intensificò dopo che dei militari “sconosciuti” gli uccisero la madre in un raid a Kalakuta Republic, la città, lo studio di registrazione e la comune che fondò negli anni ’70 e che poco dopo dichiarò indipendente dalla Nigeria. Fu arrestato una cosa come duecento volte.

La sua coscienza politica si rafforzó nel 1969 quando, durante un viaggio di dieci mesi con la sua band a Los Angeles, conobbe una militante del Black Panther Party. Fu Sandra Smith (oggi Sandra Izsadore) che gli fece scoprire il Black Power. Un’esperienza che segnò profondamente la sua visione politica e cambiò il suo approccio alla musica.

Coraggioso, ostinato, difficile, amante dell’erba, delle donne e con un acceso appetito sessuale (fu anche accusato di essere misogino,) Fela Kuti nella sua vita ebbe tre figli, tutti dalla stessa moglie, Remi Taylor. Femi, nato nel 1960, ha seguito il percorso del padre, dalla musica all’attivismo (poche settimane fa è passato per la capitale.)

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via facebook/FelaKuti

La musica di Fela Kuti è una musica che non muore, che non invecchia mai. È una fusione di musica classica, highlife e suoni africani tradizionali. È una musica che saluta e attraversa la contemporaneità, aspettandola ai prossimi varchi: 2027, 2037, 2047, 2057 e via. È la musica che almeno una volta nella vita va ascoltata.

“Music is a spiritual thing, you don’t play with music. If you play with music you will die young. You see, because when the higher forces give you the gift of music…musicians hip, it must be well used for the gift of humanity.” Fela Kuti.

Qui trovate dieci tra le canzoni più belle di Fela.

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Johanne Affricot

Johanne Affricot

Arte, viaggi, fotografia, musica, pop culture. Vivrei solo di questo. "Culture activator" per passione e missione. La curiosità è il mio pane quotidiano. Estremamente golosa non provate mai a fare la scarpetta nel mio piatto. Potrei anche mordere.