‘Fatto con la cannabis’ | Cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo cooking show di Kelis?

‘Fatto con la cannabis’ | Cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo cooking show di Kelis?


In questi giorni avremmo potuto intercettare Kelis in Europa, in un tourannullato a causa della pandemia Covid19—per celebrare i vent’anni dal suo esordio discografico con Kaleidoscope (1999). Quelli che come me lo hanno ascoltato ininterrottamente per mesi e nel 2004 erano a Roma al festival Enzimi, sicuramente la ricorderanno urlare a squarciagola dal palco, e noi con lei in piazza dei Cinquecento, «I hate you so much right now», ritornello della hit Caught Out There; oppure «My milkshake brings all the boys to the yard, and they’re like, it’s better than yours».

Da allora sono passati un po’ di anni, la cantautrice di Harlem ha realizzato cinque studio album, ha attraversato momenti turbolenti nella sfera privata e nell’industria, ha avuto due figli, si è trasferita con il marito in una fattoria in California dove coltivano quello che mettono in tavola, ne ha comprata un’altra, sostenibile, in Colombia. E nel mezzo di queste tappe ha aggiunto al suo percorso artistico un’altra piacevole nota: il cibo. Non un vezzo dell’ultima ora, né una una moda da abbracciare sfruttando il suo status di celebrity, ma un amore che la accompagna dall’infanzia, affascinata dalla madre che era nel business del catering, e che ha manifestato anche nel 2014 con il suo ritorno sulla scena, titolando il suo ultimo album Food.

Un processo di transizione naturale, quindi, reso più solido freqentando nel 2008 la rinomata scuola di cucina Le Cordon Bleu, che l’ha strutturata professionalmente per scrivere il suo primo libro di ricette, My Life on a Plate: Recipes From Around the World  (2015), e nel 2016 lanciare a Londra una serie di eventi pop-up di cibo nel ristorante Leicester House, nel quartiere Soho.

Vederla tra pochi giorni presentare su Netflix uno show di cucina con protagonista la cannabis incuriosisce, soprattutto se parliamo di un contenuto di intrattenimento pop e leggero come i programmi di cucinache qui da noi, lo sappiamo, riempono i palinsesti televisivicelebrando la Maria, materia soggetta a varie regolamentazioni e posizioni nel mondo, da quelle iper-proibizioniste che negli anni hanno visto contrapporglisi cori di “Legalizzala” a quelle che in sostanza puoi coltivartela nel terrazzo o giardino di casa e venderla.

Cosa aspettarci quindi? “Sono davvero entusiasta di annunciare il mio nuovo show su Netflix, Fatto con la Cannabis!! Chiunque mi conosca sa quanto ami Netflix, quindi questo è un sogno diventato realtà. Stranamente non era una di quelle cose che cercavo, mi è arrivata. Come chef, ero affascinata dal cibo, e come persona comune ero interessata a quanto fosse potente questo argomento nella società di oggi. In questo paese molte cose sono state sistematicamente usate per opprimere gruppi di persone, ma a livello culturale quetso show è molto importante per noi, per imparare e crescere insieme. Spero che vi sintonizzerete tutti, sarà sicuramente tempo speso bene!” 

Il sapore della dichiarazione di Kelis Rogers va oltre quello dell’erba, scoperchiando la questione di giustizia razziale: negli Stati Uniti infatti gli afroamericani vengono arrestati per violazione delle leggi sul possesso di marijuana quattro volte di più rispetto ai bianchi. E nonostante una ricerca abbia mostrato che il tasso di uso di marijuana  sia pressoché identico tra neri, ispanici e bianchi, nella città di New York, per esempio, il cerino in mano resta sempre ai primi due gruppi.

Lo show andrà in onda su Netflix il prossimo 20 aprile. Insieme a lei, alla conduzione ci sarà Leather Storrs, chef di Portland che già da qualche anno cucina con la marijuana. In una recente intervista ha tenuto a sottolineare anche lui l’approccio culturale del programma: “Fatto con la cannabis è uno show dove l’erba è un condimento piuttosto che la ragione. È granulare, educativa, sincera e smart. I concorrenti scelti avevano una relazione personale e romantica con l’erba e conoscevano le sue complessità: da un punto di vista chimico, spirituale e come droga. Inoltre, si è venuto a creare un vero senso di comunità e spirito di squadra.”

I cuochi professionisti in ogni episodio dovranno preparare un menù di tre portate che metterà alla prova il loro ingegno e le loro abilità culinarie. Una serie di sfide all’ultima cima, entro un limite di tempo prestabilito, dosando foglie, infusi di THC e salse al CBD, per aggiudicarsi un premio di 10.000$.

Favorevoli o contrari, sarà interessante da vedere. Ecco il trailer ufficiale dello show (da noi sarà in italiano).

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