Fantasie soniche e Gran Bretagna moderna | Il nuovo libro sull’impatto dell’estetica musicale di Dean Blunt è qui

Fantasie soniche e Gran Bretagna moderna | Il nuovo libro sull’impatto dell’estetica musicale di Dean Blunt è qui


Che pensiate a lui come a un infallibile provocatore o a un genio incompreso, la verità è che a lui non importa. E forse è questa indifferenza che lo rende uno degli artisti più di impatto che il Regno Unito abbia mai prodotto.

Dean Blunt è il musicista britannico il cui lavoro si inserisce ed estende per l’intero spettro musicale elettronico lo-fi d’avanguardia, passando per l’hip hop fino all’opera. È l’altra metà del riuscitissimo progetto Hype Williams, insieme all’artista russa Inga Copeland (conosciuta anche come Lolina), e la mente dietro Babyfather e Blue Iverson.

Lo studioso e co-fondatore del London Black Study Group, Dhanveer Singh Brar—la cui ricerca copre le teorie della cultura sonora diasporica Nera dalla metà del XX secolo ad oggi, la questione della forma nella tradizione radicale Nera e la politica del pensiero critico Nero—ha recentemente pubblicato un nuovo saggio che esplora la Gran Bretagna moderna e la sua Blackness attraverso l’album del musicista inglese “BBF Hosted By DJ Escrow” (2016), suo primo lavoro come Babyfather.

Come afferma il collettivo editoriale londinese, the87press, che ha pubblicato il libro, “Dhanveer Singh Brar cerca di avviare una necessaria conversazione su Dean Blunt, sulla Gran Bretagna (attraverso l’indifferenza di Blunt nei suoi confronti) e sulla Blackness in Gran Bretagna (attraverso la profondità e la complessità del sentimento di Blunt per questo tema)”.

In una conversazione-intervista del 2017 tra Dean Blunt e Gaika sui temi dell’iper-mascolinità, delle micro aggressioni e della resistenza nella Londra post-olimpica, Blunt confessa: “Ho smesso di suonare nel Regno Unito. Non è un grosso problema, ho appena detto al mio agente che non suono più qui. C’è una certa arroganza che deriva dal poter accedere alla nostra cultura, e quando diamo questo accesso a certe persone, c’è uno sguardo sulla loro faccia che ti fa desiderare di non aver mai… È un problema che non ha tanto a che fare con il Regno Unito ma con lo stesso vecchio privilegio bianco, immagino.”

Come afferma il filosofo, poeta e studioso Fred Moten, con il suo saggio sulla musica di Dean Blunt, Brar ci aiuta “a percepire la Gran Bretagna”, a scoprire con “accuratezza, brutalità e bellezza le complessità del suo significato”—attraverso la musica sociale, la visione sociale e il sentimento sociale di coloro che rifiutano la britannicità che viene loro negata. Brar individua la collocazione di Dean Blunt in un campo culturale in cui il discorso critico e il sogno sonico sono i fondamenti di un denominato curriculum universitario in cui vari approcci mostrano l’assoluta necessità e generatività della segretezza, dei difetti e della resistenza alla categoria. La “lettera d’amore alla Blackness di Hackney” di Blunt merita la più rigorosa, attenta ed erudita attenzione. Fortunatamente, Dhanveer Brar è qui per fornircela.

‘Beefy’s Tune’ (Dean Blunt Edit), di Dhanveer Singh Brar, è disponibile in inglese qui. O potete leggere un estratto qui.

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Immagine di copertina | Foto di Nick Waplington via

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Celine Angbeletchy

Celine Angbeletchy

Sono una persona molto eclettica con un'ossessione per la musica e la sociologia. Nata e cresciuta in Italia, Londra è diventata la mia casa. Qui faccio musica, ballo, canto, suono, scrivo e cucino.