Famiglia e memoria | Era mia madre

Famiglia e memoria | Era mia madre


Preservare il ricordo di una madre, di un padre, di una persona vicina che non c’è più, con il tempo sottopone ognuno di noi a quel naturale processo di erosione del ricordo della persona assente. Erosione che viene colmata o rallentata con immagini, fotografie.

L’artista sudafricana Lebohang Kganye nella sua serie fotografica Ke Lefa Laka: Her-story va oltre l’utilizzo di tracce visive per esplorare famiglia e memoria, compiendo un viaggio di giustapposizioni dal sapore etereo.

griot mag Lebohang - Kganye_- Ke Lefa Laka

Habo Patience ka bokhathe II – At Patience’s house in my jeans, 2013 di Lebohang Kganye

La genesi della serie, che si è conclusa nel 2012-2013, è scaturita dal bisogno della fotografa di conservare un legame con la madre, partendo dai pezzi che trovava per casa (foto, vestiti) vestendo i panni, vivendo e immaginando i momenti, gli spazi di sua madre e con la madre, anche prima che lei diventasse sua figlia, per mantenere una connessione e ricordarla/ricordarsi come un soggetto sempre esistente. “La mia riconnessione con lei è diventata una manipolazione visiva della sua-delle nostre storie. Ho iniziato ad inserirmi nella sua narrazione visiva imitando questi scatti di lei che vengono dal mio album di famiglia.

griot mag Lebohang_ Kganye, Ke Lefa Laka

Re intshitse mosebetsing II – 2013, di Lebohang Kganye

Mi vestivo con gli stessi vestiti che indossava in queste fotografie, che hanno trent’anni, e imitavo le stesse pose. È stato il mio modo di sposare due filoni di ricordo (il mio e quello di mia madre). Successivamente ho sviluppato fotomontaggi digitali dove ho giustapposto le vecchie fotografie di mia madre recuperate dagli archivi di famiglia con le foto di una “versione attuale di lei”, ovvero me, per ricostruire una nuova storia e comunanza: lei è me, io sono lei. È in questa comunanza che risiede tanta differenza, tanta distanza nello spazio e nel tempo. Avevo paura che stavo cominciando a dimenticare com’era mia madre, la sua voce, i suoi gesti. I fotomontaggi sono diventati come un sostituto della carenza di memoria, un’identificazione falsata e una conversazione immaginata.”

griotmag Lebohang - Kganye, Ke Lefa Laka

Ka 2-phisi yaka e pinky II – In my pink 2-piece outfit, 2013, di Lebohang Kganye

griot mag Lebohang - Kganye, Ke- Lefa Laka

Re shapa setepe sa lenyalo, 2013, di Lebohang Kganye

griot mag Lebohang - Kganye, Ke Lefa Laka

Ke bapala seyalemoya bosiu ka naeterese II” – I was playing the radio in my night dress, 2013, di Lebohang Kganye

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Ke bala buka ke apere naeterese II, 2013, di Lebohang Kganye

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Sefateng Khoneng II, 2013, di Lebohang Kganye

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Kwana borayeng Phadima II” – At at a braai at Phadima, 2013, di Lebohang Kganye

griot mag -Lebohang Kganye, Ke Lefa Laka

Ke le motle ka bulumase le bodisi II, 2013, di Lebohang Kganye

griot mag -Lebohang -Kganye, Ke Lefa Laka

Setupung sa kwana hae II – The patio at home, 2013, di Lebohang Kganye

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Immagine di copertina | Tshimong ka hara toropo II” (A garden in town) (2013), di Lebohang Kganye

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